Festival di Locarno 2026 (5-15 agosto): Objet a di Ann Oren (Concorso)

Objet a.  Voto *** – Un film di indagine psicanalitica sulla possibile realizzazione dei desideri di una coppia di chirurghi  legati da dinamiche feticiste di controllo e pulsioni non convenzionali.

La regista e artista visuale israeliana Ann Oren  è tornata al Locarno Film Festival – ricordiamo, che proprio al Concorso Internazionale nel 2022 aveva debuttato con il suo primo lungometraggio Piaffe.

A distanza di anni il suo nuovo film risulta ancora un mix tra mondo naturale, mondo fantastico e mondo dei sensi. In questo caso, il senso è il “tatto”.

Si tratta della storia di due chirurghi della mano, Ingeborg (Aenne Schwarz) e Adam (Louis Hofmann), una coppia sia nel lavoro, sia nella vita. Lei è una cleptomane, ama rubare gli oggetti, mentre lui desidera solamente essere il suo oggetto. La loro relazione non convenzionale cambia, però quando la donna ha un incidente, e viene aiutata da una loro ex paziente, Gaia, interpreta dall’attrice Simone Bucio, che aveva già lavorato nel precedente lungometraggio di Oren.

Per non smettere di lavorare, il medico che l’ha in cura consiglia Ingeborg di rivolgersi a Objet a, un misterioso laboratorio ortopedico che la rimette in sesto tramite una protesi su misura. Essa diventa il nuovo oggetto del desiderio della donna mentre Adam si ritrova a fare di tutto per riavere l’attenzione della sua compagna, catturata sia dalla nuova protesi sia da Gaia, che è una persona enigmatica e indecifrabile, collegata in modo molto sorprendente alla natura.

Chi conosce già il cinema di Ann Oren, sa che i suoi film sono molto visuali e scavano nell’intimità, e in questo caso nella tattilità, che è il linguaggio conduttore di Objet a. Tutto ciò lo riscontriamo nella sala operatoria, molto minimalista, dove c’è solo il paziente con la coppia; successivamente nelle scene di cleptomania, prima di Ingeborg e poi di entrambi marito e moglie, e ancora quando si arriva dentro il mondo fantastico creato da Gaia, fatto di natura, muschi, funghi.

Alcune sequenze potrebbero risultare disturbanti per la sensibilità di alcuni spettatori, ma la regista le ha volute per portare alla luce i desideri e i feticismi dei protagonisti. Infatti, lei stessa non parla di un suo film drammatico, ma lo definisce, invece, un “Body pleasure / Mystery”, un’opera sensoriale, erotica, straniante e volutamente estrema e, alle volte, quindi anche disturbante.

Objet a
Aenne Schwarz

Indipendente da quanto possa piacere o meno il risultato,  c’è da rilevare come gli attori in Objet a abbiano fatto un ottimo lavoro. La coppia dei chirurghi è inizialmente glaciale, impassibile, ha tutto sotto controllo. Man mano che la storia si sviluppa, assistiamo, invece, al crollo psicologico dei protagonisti, il loro mondo “perfetto” viene pian piano distrutto.

La fotografia e il ritmo del montaggio risultano molto riusciti, e vengono usate a volte inquadrature, che spesso tendono a frammentare il corpo anziché farcelo vedere nella sua interezza.

Anche se alcuni passaggi nella narrazione ci sembrano, volutamente, piuttosto forzati, sono molto interessanti le metafore che Ann Oren usa in Objet a, come quando, ad esempio, filma a colazione il guscio dell’uovo da rompere, e fa vedere il suo interno, morbido; oppure quando mostra lumache (l’animale o forme di lumaca), anche qui per dare allo spettatore l’immagine di qualcosa di delicato, che per essere visto ha bisogno di uscire dai canoni standard del gusto.

Il titolo del film riprende l’espressione l’objet petit a di Jacques Lacan con cui il filosofo e psicanalista francese designava l’oggetto a come causa del desiderio. In modo simile alla matematica, è indicato da una semplice lettera A, poiché l’oggetto causa del desiderio non è simbolizzabile, proprio come capita nel film Objet a. Il desiderio si colloca tra i due poli del bisogno fisico e della richiesta simbolica che non può venire soddisfatta.

In definitiva, comunque, l’aspetto più importante che si evince da questo film, non è tanto il vedere i desideri soddisfatti, ma scoprire che le fantasie della coppia possono essere o diventare  compatibili fra loro.


Objet aRegia: Ann Oren; sceneggiatura: Ann Oren e Geoffroy Grison; fotografia: Juan Sarmiento G.; montaggio: Hansjörg Weißbrich; musica: Kyan Bayani interpreti: Aenne Schwarz, Louis Hofmann, Simone Bucio,Georg Friedrich, Sofia Kokkali; produzione: Schuldenberg Films, Tarantula Luxembourg, asterisk*; origine: Germania/Lussemburgo/ Grecia, 2026; durata: 95 minuti.

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