Emma e il giaguaro nero  di Gilles De Maistre

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Dopo Mia e il leone bianco, accolto con 1,4 milioni di spettatori nelle sale francesi, e Il lupo e il leone, il regista e documentarista francese Gilles De Maistre torna sul grande schermo con Emma e il giaguaro nero, un film per ragazzi che racconta, ancora una volta, di quel legame profondo e speciale che può instaurarsi tra un essere umano e un animale selvatico.

Prodotto da Mai Juin Productions, che lavora in collaborazione con Mediawan, società audiovisiva guidata da Pierre-Antoine Capton che si pone l’obiettivo di realizzare produzioni incentrate su questioni ambientali e giustizia sociale nel mondo, Emma e il giaguaro nero si svolge nella foresta pluviale dell’Amazzonia. Che come si sa, rappresenta quel polmone del mondo minacciato negli ultimi anni non solo dal disboscamento e dagli abusi edilizi, ma anche dal traffico illegale di animali e dal pericolo di estinzione di alcune specie fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema.

Destinato a un pubblico per famiglie, il film racconta la storia di Emma, interpretata dalla giovane attrice di origine giapponese-colombiana Lumi Pollack, una bambina che fino all’età di 6 anni cresce nella foresta amazzonica con la sua famiglia, e che in quegli anni instaura una profonda amicizia con un cucciolo di giaguaro orfano della madre uccisa dai bracconieri, e che lei stessa trova e ribattezza Hope. Ma quando lo stesso tragico evento subito dal cucciolo tocca alla piccola Emma, ovvero la morte della madre attivista nella difesa degli animali, il papà decide di lasciare il villaggio e di trasferirsi con la figlia a New York per condurre una vita più tranquilla e sicura, nonostante il cuore della bambina sia destinato a restare per sempre legato all’esperienza nella foresta e al ricordo del suo amico giaguaro.

E così quando Emma, ormai adolescente, scopre inaspettatamente le lettere inviate dal capo tribù a suo padre, capisce che la situazione nel territorio è diventata drammatica e che il suo amico Hope è in pericolo, e all’insaputa di tutti decide di partire per salvarlo. In questo viaggio avventuroso e rocambolesco, Emma viene seguita da Anja, la sua ansiosa professoressa di biologia, che farà di tutto per riportarla a casa, ma che sarà la prima a sperimentare su di sé un percorso di trasformazione e di maturazione, acquisendo la necessaria sensibilità verso temi fondamentali come la salvaguardia degli animali e dell’ambiente.

È senza dubbio questo il merito principale del film, quello di concentrarsi sulla bellezza e sulla profondità del rapporto tra gli uomini e gli animali all’interno della natura più selvaggia e incontaminata. È su questo equilibrio che si regge la vita sul pianeta e bisogna stare attenti a non distruggerlo irrimediabilmente.

L’esperienza documentaristica di De Maistre si fa sentire soprattutto nelle riprese della natura lussureggiante e nella capacità di valorizzare la bellezza dei paesaggi naturali, ed è qui che il film raggiunge i momenti più alti di sincerità e commozione. Depurato da qualsiasi forma di civiltà, modernità e tecnologia, quello a cui Emma e il giaguaro nero ci riporta è un mondo primordiale e incontaminato. Si percepisce una totale naturalezza nel rapporto tra l’animale e la bambina, ed è la foresta stessa ad avvolgere questo amore, questo incontro quasi metafisico.

Grande merito del regista sta poi nell’abilità di girare dal vivo con gli animali: non ci sono effetti speciali né scene ricreate al computer, le riprese hanno seguito i ritmi dei due giaguari che interpretano Hope, e il lavoro sul set è stato preceduto da un lungo e complesso lavoro di imprinting, durato più di un anno, in cui le giovani attrici, che interpretano Emma bambina ed Emma adolescente, hanno imparato a familiarizzare con i due animali.

Uno dei momenti più emozionanti del film è senz’altro l’incontro dopo tanti anni tra Emma e il giaguaro: è un momento di sospensione e di grande tensione, l’amore della ragazza si unisce al sentimento di amicizia dell’animale, che è più forte di qualsiasi istinto. Proprio il legame affettivo tra la specie umana e quella animale è in grado di superare qualsiasi barriera.

Se l’importanza del tema è tale che a volte si possono perdonare certi schematismi del racconto, un finale tirato via e tante semplificazioni lasciano un po’ di amaro in bocca. Il regista costruisce scene quasi caricaturali, come nella rappresentazione delle popolazioni indigene e dei bracconieri, appesantendosi di troppi cliché e disperdendo il potenziale di quello che resta un buon prodotto commerciale per bambini.

In sala dal 22 febbraio 2024


Emma e il giaguaro nero – Regia: Gilles De Maistre; sceneggiatura: Prune De Maistre; fotografia: Olivier Laberge; montaggio: Julien Rey; interpreti: Lumi Pollack, Emily Bett Rickards,Wayne Baker, Paul Greene, Kelly Hope Taylor, Lucrezia Pini, Airam Camacho, i giaguari: Hope e Gem; produzione: Mai Juin Productions, Studiocanal, Wishing Tree Productions, Adler Entertainment, in esclusiva per l’Italia Leone Film Group, Rai Cinema; origine: Francia, 2024; durata: 100 minuti; distribuzione: 01 Distribution.

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