Fadi Nasr: D’artista

Nel panorama complessivo della poesia contemporanea, D’artista di Fadi Nasr occupa una posizione peculiare.
Intanto per la sua dimensione quasi crossover che lo pone a metà tra generi e stili differenti, in una vocazione all’ibridazione che mescola i versi con le illustrazioni, le improvvise lacerazioni aforistiche con gli echi del più recente cantautorato.
Poi, per la sua versificazione intensamente ritmata, densa di rime e assonanze che, se da un lato mantengono un sapore intensamente pop, dall’altro tendono a liberare le parole dalla loro grigia prigione semantica per avventurarsi in multiversi paralleli che obbligano il lettore a un continuo confronto con la natura convenzionale del linguaggio e, quindi, con l’aleatorietà dello stesso processo comunicativo.
Privato della santità del “verbo” poetico, che consacra un punto di vista unico sulle cose, il lettore di D’Artista finisce, così, per smarrirsi nell’infinita selva dei significati possibili, irretito, certo, dall’ironia acidula dell’autore, ma al tempo stesso sgomento per questa impressione di continuo slittamento, per questa sensazione di terra che frana sotto i nostri piedi.

Il cuore troglodita non esiste:nelle caverne ce l’ha portato l’uomo e lo smartphone.

Se i temi del libro sono gli stessi cui ci ha de secoli abituati la poesia (l’amore e poi la fine di una storia, il senso di precarietà del vivere e la ricerca di qualche piccola certezza cui aggrapparsi per dare un senso all’esistenza), è la loro declinazione in senso moderno (verrebbe quasi da dire modernista) a colpire nel segno.

Giocando con una metrica potentemente ritmata e, spesso chiusa nell’uso dei refrain, la poesia di Nasr è solo apparentemente legata a un certo dinamismo di stampo futurista. E se è vero che le parole paiono spesso ricondotte alla dimensione significate dei fonemi (come poteva capitare in un Marinetti), nondimeno stupisce l’uso estremamente colto e spregiudicato della lingua, reso certo possibile anche dalle origini libanesi dell’autore e dal suo essere a un punto di incrocio tra due culture simili eppure distanti.

In questo quadro, potenziato (è il caso di dirlo) da illustrazioni (dello stesso autore) fondate sull’impiego della figura umana riportata alla nudità pura del manichino e di colori elettrici, la poesia diventa un flusso inarrestabile, un’esondazione di parole che travolgono e stordiscono il lettore.

Ne vien fuori un tentativo di amplificare la lettura negli orizzonti di un’esperienza cinematica e dinamica in un proliferare di testi (forse troppi, ma è un difetto su cui si potrebbe lungamente discutere) che finiscono per aprire inediti orizzonti sul solipsismo contemporaneo e la virtualità del nuovo habitat digitale cui ci stiamo affacciando e che promette inquietanti sviluppi nell’evoluzione di una piattaforma social come Facebook che si appresta a diventare Meta.

Libro sinestetico quanti altri mai, quindi, D’artista si impone all’attenzione di Close-up prima di tutto per la sua intenzione audiovisiva, per la sua capacità di porsi come flusso ininterrotto di immagini e suoni. Un’opera complessa e sfuggente, da parte di un autore che mischia le carte del design industriale (che costituisce il suo ambito lavorativo) con quelle della musica pop più vera e della nuova poesia italiana.

Portatelo dietro quel cuore, anche oggi va di moda:
io, d’artista, lo amo perché dentro tengo le cose della vita più belle per me.


Autore: Fadi Nasr
Titolo: D’Artista
Editore: Albatros
Dati: 296 pagine, brossura con alette
Anno: 2019
Prezzo: 25,00 €
Isbn: 9788856798746
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