Come si evince dai filmati reali nei titoli di coda, Per te parte da uno spunto di cronaca del 2021 quando il nostro Presidente Sergio Mattarella ha premiato un bambino di 11 anni di nome Mattia Piccoli, nominandolo Alfiere della Repubblica, per “l’amore e la cura con cui segue quotidianamente la malattia del padre”.
Alla storia di Piccoli e del genitore, il poco più che quarantenne Paolo (interpretato da Edoardo Leo), malato di una forma di Alzheimer precoce e molta rara, si ispira, appunto, la vicenda narrata da Alessandro Aronadio. Che è ritornato a presentare il suo film alla Festa di Roma (in coproduzione con “Alice nella città” ma anche subito in programmazione in sala dal 17), a distanza di tre anni dall’ultimo Era ora, che, a differenza di questo nuovo titolo, era invece una commedia, comunque sempre con protagonista Edoardo Leo giunto alla terza collaborazione con il regista romano, classe 1975.
Infatti, Per te ci racconta una storia disgraziata, per fortuna inusuale, quella di un uomo che all’inizio della mezza età comincia a perdere, pezzo dopo pezzo, la sua memoria a causa di una gravissima deformazione neuro-degenerativa dalla quale non c’è rimedio. Paolo si mette allora a scrivere su un piccolo diario le cose fondamentali da ricordare oltre a decidere di lasciare il lavoro per restare il più possibile vicino a ciò che davvero conta nella sua vita e cioè la famiglia. Che si compone dal figlio Mattia (Javier Francesco Leoni) estremamente maturo e cosciente per la sua giovane età, e dalla moglie Michela (Teresa Saponangelo), affettuosa, molto comprensiva e solidale riguardo al gravissimo problema del marito. Il film di Aronadio, comunque, si concentra soprattutto sul rapporto speciale e reciproco che si viene a istaurare e cementare tra il figlio e il padre a cui, però, non manca, – come scopriremo nel corso dell’opera – un piccolo/grande scheletro nell’armadio, quello, estremamente gravoso, di un rapporto difficile istauratosi con il fratello minore Nicola (un ottimo Giorgio Montanini), mezzo spiantato e un po’ casinista.

Tra reciproche attenzioni familiari, piccoli gesti di affetto e qualche momento di silenziosa introspezione (martellata, però, come di consueto dal cinema di casa nostra da una colonna sonora estremamente invasiva come la malattia del protagonista), la vicenda procede quasi fosse un lento fiume tranquillo, sino al momento del necessario re-incontro con Nicola che costituisce il turning point decisivo del film e che veramente lo vivifica. Sino ad un finale intuibile di cui è obbligo tacere, seguito dai titoli di coda documentari dei quali si è detto.
La laurea in psicologia del regista romano ha aiutato ed è servita sicuramente a rendere duttile e credibile la sceneggiatura e a trovare la chiave adatta per narrare questa storia inusuale di dolore e di solidarietà, senza che il tutto risulti estremamente troppo “buonista” (ma un po’ lo è, inevitabilmente). In essa risalta soprattutto, al di là delle difficoltà e dei momenti di depressione e disperazione del protagonista, l’incanto dell’unione e dell’amore per e nella famiglia, quando, viceversa, al cinema viene raccontato il più delle volte il contrario, le situazioni disfunzionali o i tradimenti.
Anche la buona recitazione complessiva del cast risulta piuttosto convincente: accanto alla sempre brava Teresa Saponangelo, il protagonista Edoardo Leo da il suo meglio, per non parlare del giovane Leoni o ancor di più Giorgio Montanini. Quanto, invece nel film di Aronadio ci convince di meno riguarda la messa in scena che resta quella, un po’ standard, di un convenzionale sceneggiato tv (se si vuole anche buono) mentre un ulteriore tocco di invenzione creativa avrebbe aiutato a farne maggiormente un’opera da grande schermo – insomma ho avuto la netta sensazione che, tramite qualche colpo di pollice in più, Per te avrebbe potuto essere un lavoro qualitativamente più raffinato.
Senza possedere la palla di cristallo, siamo abbastanza certi, che, quando il film verrà mostrato in televisione (tra l’altro Netflix co-produce quindi..), riscuoterà attenzione e successo ma ci auguriamo che, malgrado i nostri appunti, anche in sala potrà andare al meglio di quanto attualmente il mercato concede alle opere di casa nostra.
In sala dal 17 ottobre 2025.
Per te – Regia: Alessandro Aronadio; sceneggiatura: Alessandro Aronadio, Ivano Fachin, Renato Sannio; fotografia: Andrea Reitano; montaggio: Roberto Di Tanna; musica: Santi Pulvirenti; scenografia: Massimiliano Sturiale, Pietro Satiro; interpreti: Edoardo Leo, Javier Francesco Leoni, Teresa Saponangelo, Guia Jelo, Giorgio Montanini, Eleonora Giovanardi, Daniele Parisi; produzione: Andrea Calbucci, Maurizio Piazza per Lungta Film, PiperFilm; origine: Italia, 2025; durata: 115 minuti; distribuzione: PiperFilm.
Foto: Lucia Iurio
