Festival dei Popoli: Dalla parte sbagliata di Luca Miniero (Premio AMC)

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A volte il cinema nel ripresentare una tragedia non svolge semplicemente un compito di informare sul fatto accaduto, ma ambisce a qualcosa di più, alla costruzione di un rito collettivo per la sfera pubblica, come se si svolgesse di nuovo un funerale. Luca Miniero, oggi affermato regista di commedie come Benvenuti al Sud, nel 1983 era un ragazzo napoletano di 16 anni. Come tanti della sua generazione visse da esterno ma con estrema vicinanza al lutto la tragedia che accorse nella galleria del Melarancio dove undici bambini di 13 anni persero la vita in seguito allo scontro del pullman scolastico con un mezzo pesante. Erano ragazzi come lui, della scuola media “Nicolardi” del quartiere Vomero Arenella di Napoli. Al funerale tutto il quartiere si strinse attorno alle undici bare e alle undici famiglie sconvolte dal lutto. Quarant’anni sono passati dalla tragedia, quarant’anni di silenzio, di sensi di colpa mai espiati, di sofferenza tenuta nel privato, che il regista vuole sbloccare con il suo documentario, Dalla parte sbagliata.

Attraverso contatti per Facebook, Miniero riesce a organizzare una rimpatriata tra alcuni dei bambini sopravvissuti alla tragedia, ora adulti ultracinquantenni con un proprio vissuto. È la rimpatriata il rito su cui converge tutto il film. I corpi si ripresentano trasformati destando stupore ma anche estrema gioia agli ex compagni di classe. È come se la tragedia avesse unito per sempre quei corpi in un lutto collettivo, ma avesse anche impedito la prosecuzione dei rapporti per l’eccessiva portata di sofferenza.

Di nuovo insieme, quella sofferenza non si presenta più come allora. È quindi il caso di rievocarla, di tornare indietro con la memoria per riportare al presente ciò che non si è più presentato nel quotidiano, per molti di loro. Il film, infatti, evidenzia le molteplici differenti reazioni al lutto. Come vi è stato chi ha sentito il dovere di ricordare e ancora oggi riesce a evocare piccoli dettagli, vi sono stati anche coloro che hanno cercato di dimenticare o quei feriti che non si ricordano proprio.

Il documentario evidenzia altresì le differenti ripercussioni che hanno dovuto affrontare i bambini all’epoca. Ripercussioni prima di tutto psicologiche visto il primo ravvicinato incontro con la morte. Nei primi giorni le famiglie e la scuola cercavano di tenere nascoste le informazioni ai bambini riguardo alle vittime e minimizzare l’accaduto per rendere loro più facile l’accettazione dell’accaduto. Ma lo shock alla scoperta della tragedia ritorna ancora oggi alla mente dei sopravvissuti. Così come ritornano le parole e gli sguardi dei genitori delle vittime e quel malcelato senso di colpa dei bambini sopravvissuti per non essere stati loro nella parte sinistra dell’autobus, quella “parte sbagliata” dove avvenne l’impatto mortale.

Il film di Miniero rievocando quell’ingiustificata colpa trova una possibile espiazione nella condivisione della sofferenza, nel legame tra sopravvissuti e genitori delle vittime, nella presenza dei corpi, dentro e fuori dallo schermo.

Dalla parte sbagliata è stato presentato in anteprima nazionale a Firenze al “Festival dei Popoli”, dunque a circa 20 chilometri da quella galleria, accompagnato dal regista ma anche da alcuni sopravvissuti e testimoni dell’accaduto che hanno ancora una volta sentito di dover dare corpo a una tragedia vissuta.


Dalla parte sbagliata Documentario –  Regia: Luca Miniero; produzione: Alessandro Passadore, Luca Miniero per Viola Film;  origine: Italia, 2023; durata: 78 minuti.

 

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