Kottukkaali (The Adamant Girl) di Vinothraj P.S. (Festival di Berlino – Forum)

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Dopo il comunque abbastanza recente e acclamato Pebbles (2021), The Adamant Girl è già il secondo lungometraggio del giovane regista indiano- tamil P.S. Vinothraj (classe 1988).

Non è ancora l’alba quando i preparativi per la partenza hanno inizio in un piccolo villaggio indiano. Un gallo in cortile, con la zampa legata ad un sasso, aspetta impaziente di venir liberato. Sarà invece portato in offerta ad uno stregone. Meno impaziente aspetta la giovane Meena (Anna Ben), pure lei vittima sacrificale e da anni promessa sposa contro il suo volere, seduta sul bordo del letto che la madre le pettini i capelli e la prepari per il viaggio. Lo sguardo assente e chiusa in un testardo mutismo, la ragazza verrà condotta da un esorcista perché la faccia rinsavire. La comunità la considera pazza perché da anni rifiuta di sposare Pandi (Soori Muthuchamy), l’irascibile, aggressivo e ormai impaziente sposo. Inoltre, la ‘pazzia’ di Meena è aggravata dal suo amare uno di una casta sociale più umile della sua.

Il viaggio è l’ultimo tentativo organizzato dalla famiglia di Pandi per farla ragionare. Su un autorisciò e tre moto al seguito, i promessi sposi e alcuni rappresentanti familiari, partono per questa missione, che dovrebbe riportare la pace fra le due famiglie.

Nel corso del film – il viaggio è continuamente interrotto da inconvenienti di ogni tipo, che inevitabilmente sono interpretati da tutti come presagi nefasti – emergono le credenze religiose e la profonda misoginia di una società patriarcale, quale quella dell’India rurale. Alcune situazioni risultano quantomai comiche, per esempio quando quattro uomini decidono di alzare e girare di peso il risciò (con Meena sopra che non vuole scendere) nello stretto sentiero del bosco, piuttosto che fare retromarcia; oppure, quando nessuno osa avvicinarsi ad un grosso bue che immobile al centro della strada blocca il passaggio, finché finalmente un’esile ragazzina se lo viene a prendere.

Questi brevi imprevisti inoltre, accentuano l’idea della poca efficacia dell’autorità maschile, tutta muscoli e senza cervello, nel risolvere i problemi incontrati quotidianamente. Anzi, quando Pandi, folle di rabbia per aver sentito Meena canticchiare, si scaraventa sulla povera ragazza indifesa ed inizia a picchiarla, viene il dubbio che il pazzo sia proprio lui. Finalmente la comitiva arriva dal presunto esorcista e si ritrova ad assistere a nient’altro che ad una farsa, una messa in scena, al punto che lo stesso promesso sposo, prima tanto impaziente, non sa decidersi sul da farsi.

Il road movie si allontana volutamente dal cinema mainstream di Bollywood – evita per esempio inserti di musica e danza o l’uso di colori sgargianti cari al genere – per riavvicinarsi al naturalismo del cinema dei grandi maestri indiani quali Satyajit Ray e Mrinal Sen e ai loro temi di critica sociale. Pur non essendo un capolavoro, The Adamant Girl, è comunque costruito su una solida sceneggiatura e un’ottima fotografia. Quest’ultima riesce facilmente a variare registro, passando dal virtuosismo della sequenza iniziale, dove una lunga carrellata della mdp segue gli spostamenti della madre dopo la doccia mattutina, ad inserti più naturalistici, quasi da documentario: un occhio che indaga e osserva il paesaggio rurale indiano.

Il film è completamente girato in lingua Tamil, parlata nel Sud dell’India oltre che nello Sri Lanka.


Kottukkaali  (The Adamant Girl) Regia e sceneggiatura: Vinothraj P.S.; fotografia: Sakthi Vel B; montaggio: Ganesh Siva; sonoro: Raghav Ramesh; interpreti: Soori Muthuchamy, Anna Ben; produzione: Sivakarthikeyan Productions LLP; origine: India, 2024; durata: 100 minuti.

programmato per il 16.2 alle ore 18:00

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