Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia (30 agosto- 9 settembre 2023). Il programma ufficiale della 80esima Edizione e un commento di Michele Anselmi

Come l’anno scorso 23 sono i film in Concorso di cui sei italiani. In Orizzonti invece 18 film a Concorso di cui due italiani. Riprendiamo il commento dell’amico Michele Anselmi alla presentazione della Biennale Cinema 2023 e sotto il Programma ufficiale della selezione ufficiale. (G.Sp.)

Al termine di una conferenza stampa “monstre” durata 150 minuti, tra esposizione dettagliata di tutti, proprio tutti, i titoli del menù (ma perché?) e botta e risposta coi giornalisti, il direttore Alberto Barbera sembra per un attimo perdere il tradizionale aplomb. Non gli va proprio giù che si parli dell’80ª edizione come di una Mostra “autarchica”. Non sarà autarchica, ma sei film tricolori in concorso sono tanti, troppi, non solo secondo il sottoscritto; e a non dire degli altri disseminati nelle varie sezioni: tre in Orizzonti, uno in Orizzonti Extra, quattro tra i Fuori concorso se contiamo anche The Palace di Roman Polanski realizzato con ingenti capitali nostrani, più corti e documentari.
Ma Barbera non ci sta: “Le Mostre del triennio 1939/’40/’41 furono autarchiche, allora non c’erano film francesi, americani, inglesi…”. E ancora: “Quest’anno su 82 lungometraggi solo dieci o poco più sono italiani. A Cannes ne mettono anche otto in gara, e così fa Berlino. Mi pare giusto sostenere il prodotto nazionale. Noi lo facciamo ora, perché la qualità lo consente. A fine Mostra mi direte se ho sbagliato o no”.
In realtà Barbera, pur fingendo umiltà, è convinto di aver fatto la scelta perfetta. Portando addirittura a sei, negli ultimi anni erano stati cinque, i giocatori della pattuglia italiana che concorre al Leone d’oro. Certo lo fa molto soffrire la decisione dei produttori di ritirare Challengers di Luca Guadagnino, girato in inglese e annunciato settimane fa come titolo d’apertura; l’uscita del film, definito “bellissimo”, è stata rinviata al 2024 dai produttori, Amazon, Mgm e Warner, a causa dello sciopero organizzato dalle associazioni Saga/Aftra; sicché nemmeno la star Zendaya sarebbe stata presente al Lido per promuoverlo.
Al suo posto, come si sa, c’è Comandante di Edoardo De Angelis, starring Pierfrancesco Favino, già preso in concorso e promosso in apertura per le sue caratteristiche spettacoli (una storia vera, di eroismo e sommergibili, ambientata nella Seconda guerra mondiale e costata 16-17 milioni di euro).
In fondo poteva andare peggio. Con l’eccezione di Challengers, tutti gli altri film americani, anche quelli prodotti da Netflix o da qualche major, sono stati confermati; adesso di tratterà di vedere se gli attori di quei medesimi film potranno godere di diplomatiche deroghe, in modo da essere presenti.
Qualche titolo di forte richiamo? Tra i Fuori concorso ci saranno: Coup de chance di Woody Allen, girato a Parigi in francese; The Palace appunto di Roman Polanski, coprodotto da Luca Barbareschi; e sempre di Barbareschi – sarà scambio di favori? – si vedrà The Penitent, da lui diretto e interpretato, partendo da un testo di David Mamet; e poi il mediometraggio di Wes Anderson, 40 minuti, intitolato The Wonderful Story of Henry Sugar e tratto da una serie dedicata ai racconti di Roald Dahl; il dramma teatrale The Caine Mutiny – Court Martial, una nuova versione firmata da William Friedkin; le 12 puntate della serie processuale francese D’argent et de sang, firmata da Xavier Giannoli, protagonista Vincent Lindon.
Ma certo le attenzioni sono in massima parte rivolte al concorso. La giuria, presieduta dall’americano Damien Chazelle, dovrà scegliere i premi da attribuire tra ventitré film, sei dei quali, come si diceva, battenti bandiera italiana: accanto a Comandante ci sono Enea di Pietro Castellitto (figlio), Finalmente l’alba di Saverio Costanzo, Io Capitano di Matteo Garrone, Lubo di Giorgio Diritti, Adagio di Stefano Sollima.
Magari, nel presentare il torrenziale film di Diritti, il direttore avrebbe potuto evitare di dire “Non sono un grande fan del suo cinema”, pur aggiungendo che stavolta “sono stato davvero sorpreso”; in compenso, non sono mancati i consueti aggettivi reboanti (“sorprendente”, “straordinario”, “sconvolgente”) per alcuni dei titoli in gara. Quali? Da Ferrari di Michael Mann a The Killer di David Fincher, da Dogman di Luc Besson a Memory di Michel Franco, da Evil Does Not Exist di Ryûsuki Hamaguchi (quello di Drive My Car, Oscar 2022 quale miglior film straniero) a Poor Thing di Yorgos Lanthimos.
Naturalmente, come si diceva all’inizio, l’Italia spunta da tutte le parti, e magari è ragionevole che sia così. Per esempio l’esordio alla regia dell’attrice Micaela Ramazzotti, Felicità, è stato inserito in Orizzonti Extra, mentre Liliana Cavani, destinataria di un Leone d’oro alla carriera insieme all’interprete hongkonghese Tony Leung, presenterà fuori concorso il suo nuovo L’ordine del tempo (e speriamo bene). Quanto alle star americane, pare evidente che alcune di esse non verranno al Lido, causa sciopero, ma il direttore è ottimista: “Spero che il tappeto rosso non sia così sguarnito come avete scritto”.
Non sfugge agli osservatori che a fine 2023 scade il mandato di Roberto Cicutto come presidente della Biennale, mentre Barbera avrà ancora un’altra Mostra da fare, quella del 2024. E poi? Ci si augura che il ministro alla Cultura, il molto attivo Gennaro Sangiuliano, rispetti le scadenze naturali e non imponga forzature o scorciatoie. Di sicuro il centrodestra vorrà un presidente politicamente di fiducia, non gli riesce da tanti anni (col manager berlusconiano Giulio Malgara la nomina saltò all’ultimo momento); quanto a Barbera, avendo dimostrato di essere duttile e capace, vedi mai che sia di nuovo confermato, anche se in tanti spingono per prenderne il posto. “Non temo niente, le polemiche ci sono sempre, fanno parte del gioco. Parleranno per me i film che ho scelto” scandisce il direttore della Mostra, misurando le parole; ma poi gli chiedono di quanto sta succedendo al Centro sperimentale di cinematografia e in materia si schiera, coraggiosamente, con la presidente Marta Donzelli, proprio la donna che la sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni vuole fare fuori anzitempo o perlomeno imbrigliare. (Michele Anselmi)

CONCORSO
Comandante di Edoardo De Angelis (Film d’apertura)
Bastarden (The Promised Land) di Nikolaj Arcel
Dogman di Luc Besson
La Bête di Bertrand Bonello
Hors-Saison di Stéphane Brizé
Enea di Pietro Castellitto
Maestro di Bradley Cooper
Priscilla di Sofia Coppola
Finalmente l’alba di Saverio Costanzo
Lubo di Giorgio Diritti
Origin di Ava Duvernay
The Killer di David Fincher
Memory di Michelle Franco
Io Capitano di Matteo Garrone (qui una prima clip)

Aku Wa Sonzai Shinai (Evil Does Not Exist) di Ryūsuke Hamaguchi
Zielona Granica (The Green Border) di Agniezska Holland
Die Theorie von Allem di Timm Kröger
Poor Things di Yorgos Lanthimos
El Conde di Pablo Larraín
Ferrari di Michael Mann
Adagio di Stefano Sollima
Kobieta Z… (Woman Of) di Małgorzata Szumowska e Michał Englert
Holly di Fien Troch.

FUORI CONCORSO – FICTION
La Sociedad De La Neve di J.A. Bayona (Film di chiusura)
Coup de Chance di Woody Allen
The Wonderful Story of Henry Sugar di Wes Anderson
The Penitent di Luca Barbareschi
L’Ordine Del Tempo di Liliana Cavani

Vivants di Alixe Delaporte
Daaaaaali! di Quentin Dupieux
The Caine Mutiny Court-Martial di William Friedkin
Making Of di Cédric Kahn
Aggro Dr1ft di Harmony Korine
Hit Man di Richard Linklater
The Palace di Roman Polanski
Xue Bao (Il Leopardo Delle Nevi) di Pema Tdesen.
 

FUORI CONCORSO – NON FICTION
Amor di Virginia Eleuteri Serpieri
Frente a Guernica di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi
Hollywoodgate di Ibrahim Nash’at
Ryuchi Sakamoto. Opus di Neo Sora
Enzo Jannacci Vengo anch’io di Giorgio Verdelli
Menus Plaisirs – Les Troisgros di Frederick Wisemann.

FUORI CONCORSO – SERIES
Znam Kako Dises (Conosco La Tua Anima) – Episodi 1 e 2  di Alen Drljević e Nemin Hamzagić
D’Argent Et De Sang – Episodi 1-12 – di Xavier Giannoli e Frédéric Plancho.

FUORI CONCORSO – CORTOMETRAGGI
Welcome To Paradise di Leonardo di Costanzo

SEZIONE ORIZZONTI – LUNGOMETRAGGI CONCORSO
Oura El Jbel (Behind the Mountains) di Mohammed Ben Attia
El Paraíso di Enrico Maria Artale
A Cielo Abierto di Marianna e Santiago Arriaga
The Red Suitcase di Fidel Devkota
Tatami di Guy Nattiv e Zar Amir Ebrahimi
Paradiset Brinner (Paradise Is Burning) di Mika Gustafson
The Featherweight di Robert Kolodny
Invelle di Simone Massi
Tereddüt Çizgisi (Hesitation Wound) di Selman Nacar
Sem Coração (Heartless) di Nara Normande e Tião
Una Sterminata Domenica di Alain Parroni
Ser Ser Salhi (City of Wind) di Lkhagvadulam Purev-Ochir
Magyarázat mindenre (Una spiegazione per tutto) di Gábor Reisz
Gasoline Rainbow di Bill e Turner Ross
En Attendant La Nuit di Céline Rouzet
Domakinstvo Za Pocetnici (Housekeeping for Beginners) di Goran Stolevski
Hokage (Shadow of Fire) di Shinya Tsukamoto
Yurt (Dormitory) di Nehir Tuna.

SEZIONE ORIZZONTI – CORTOMETRAGGI CONCORSO
Aitana di Marina Alberti
Sea Salt di Leila Basma
A Short Trip di Erenik Beqiri
Et Si Le Soleil Plongeait Dans L’Océan De Nuages di Wissam Charaf
Wander To Wonder di Nina Gatz
The Meatseller di Margherita Giusti
Dive di Aldo Iuliano
Area Boy di Iggy London
Cross My Heart and Hope To Die di Sam Manacsa
Dar Saaye Sarv (All’ombra del cipresso) di Hossein Molayemi
Bogotá Story di Esteban Pedraza
Sentimental Stories di Sandra Popescu
Duan Pian Gushi di Lang WU

SEZIONE ORIZZONTI EXTRA
Bota Jonë di Luàna Bajrami
Nazavzhdy-Nazavzhdy di Anna Buryachkova
El Rapto di Daniela Goggi
Day Of The Fight di Jack Huston
In The Land Of Saints And Sinners di Robert Lorenz
Felicità di Micaela Ramazzotti
Pet Shop Boys di Olmo Schnabel
Stolen di Karan Tejpal
L’Homme d’Argile di Anaïs Tellenne.

VENEZIA CLASSICI – RESTAURI
Slike iz života Udarnika di Bahrudin Bato Čengić
One From The Heart di Francis Ford Coppolla
Ultimo Mondo Cannibale di Ruggero Deodato
Rebecca Of Sunnybrook Farm di Allan Dwan
The Exorcist di William Friedkin
King & Country di Joseph Losey
Days Of Heaven di Terrence Malick
Saaz Dahani di Amir Naderi
Chichiariki di Yasujirō Ozu
Tini Zabutykh Predkiv di Sergei Parajanov
Profundo Carmesi Director’s Cut di Arturo Ripstein
The Working Girls di Stephanie Rothman
La Caza di Carlos Saura
La Provinciale di Mario Soldati
Ohikkoshi di Shinji Somai
Andrej Rublev Director’s Cut di Andrej Tarkovskij
Les Créatures di Agnès Varda
Bellissima di Luchino Visconti
Orson Welles At Large: Portrait of Gina di Orson Welles
Bugis Street di Yonfan Yon.

VENEZIA CLASSICI – NON FICTION
Bill Douglas My Best Friend di Jack Archer
Le Film Pro-Nazi D’Hitchcock di Daphne Baiwir
Thank You Very Much di Alex Bravermen
Landrian di Ernesto Daranas Serrano
Un’altra Italia era Possibile. Il Cinema di Giuseppe De Santis di Stefano Della Casa
Michel Gondry Do It Yourself di François Nemeta
Ken Jacobs From Orchard Street To The Museum Of Modern di Fred Riedel
Dario Argento Panico di Simone Scafidi
Frank Capra: Mr. America di Matthew Wells.

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