Oscar Micheaux: The superhero of Black Filmmaking di Francesco Zippel

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Una storia, quella di Oscar Micheaux che parla di determinazione, caparbietà, coraggio e di possibilità che riesce a diventare realtà e concretezza. Il regista romano Francesco Zippel porta sullo schermo la vita straordinaria del regista, produttore, scrittore afro-americano e ci consegna  l’ epopea di un uomo eccezionale e al tempo stesso trasversale.

Eccezionale perché, grazie al suo talento e alla capacità di utilizzare al meglio le circostanze girandole a suo favore, riesce a incarnare il “sogno americano”, pur vivendo in un momento storico di grande difficoltà e di assoluta discriminazione razziale.

Trasversale perché  le sue vicende hanno senso non solo in una dimensione circoscritta e limitata-la storia di un singolo uomo- ma segnano e  attraversano parte della storia statunitense,  rompendo, in un certo senso, regole ed equilibri precostituiti.

Oscar Micheaux: The superhero of Black Filmmaking, prodotto da Sky e Quoiat e già selezionato nella sezione Cannes Classics  ricostruisce,- attraverso i racconti di icone della cultura e della musica popolare afro-americana, come Chuck D.  grazie a  interviste a studiosi della sua arte come John Singleton e Kevin Willmott (tra i tanti) – la biografia e l’eredità trasmessa dal regista afro-americano Oscar Micheaux, poco noto al grande pubblico eppure esempio fondamentale per generazioni di registi neri futuri(Spike Lee, su tutti).

Micheaux, nato nel 1884 a Metropolis, in Illinois e figlio di ex schiavi, nel corso della sua vita è scrittore, sceneggiatore, produttore, regista, montatore ma soprattutto- e questo è l’elemento che stupisce maggiormente-, è assolutamente indipendente e  capace di muoversi all’interno di un sistema pieno di ostacoli e non pensato per il suo cinema e per il suo linguaggio,  così “attuale”.

Il talento più grande del regista è in fondo la sua capacità auto-imprenditoriale: talmente tenace da sfruttare, come si è detto, sempre al meglio le circostanze della vita, dapprima scrittore, riesce a vendere  i suoi romanzi porta a porta,  attraversa poi gli States in lungo e in largo con le bobine dei suoi film come Body and Soul Murder in Harlem  perché ha l’esigenza di distribuire e di far conoscere le storie della sua gente, la comunità afro-americana.

Micheaux nel 1918 fonda la Micheaux Film and Book Company, tra le più avanzate  case di produzione per l’epoca e porta sul grande schermo l’amore di un afro-americano per una bianca –The Homesteader (1919) ma è con Within our Gates che il regista fa sentire la sua voce, in risposta all’affresco razziale di Griffith “Nascita di una nazione” noto film capace di  gettare  le basi per il moderno linguaggio cinematografico, ma capace anche di contribuire ad alimentare pregiudizi, risentimento e razzismo nei confronti dei neri.

Il documentario di Zippel, attraversando le vicissitudini  del regista afroamericano ci racconta su un binario parallelo anche la nascita del black cinema e il suo linguaggio: le proiezioni di mezzanotte per il pubblico “colored”, le distribuzioni dei film grazie alle associazioni e alla comunità, che ha sempre sostenuto e accolto la sua arte.

Talento, caparbietà e capacità di riuscire a leggere e interpretare a suo favore il presente. Ma anche un profondo senso di collaborazione della comunità, che, grazie al soccorso e alla silente cooperazione, riesce a sovvertire e a stravolgere regole pre-costuitite, ostacoli e limitazioni altrimenti insormontabili.

Micheaux colpisce non solo per l’elevato numero di film prodotti (41, la maggior parte dei quali persi) ma anche per la modernità del suo linguaggio tecnico e per la complessità della narrazione, come in Murder in Harlem, film del 1935 che ricostruisce un noto fatto di cronaca di inizio secolo e si focalizza sulla vicenda di  una guardiano notturno nero accusato- ingiustamente- dell’omicidio di una giovane donna bianca.

Francesco Zippel con  The superhero of Black Filmmaking ci consegna quindi una storia che il grande pubblico deve conoscere, non solo per la singolarità e per il carattere eccezionale  del suo protagonista, ma anche perché ci parla, attraversando anche parte delle vicende americane di quel periodo,  di coraggio, di forza di volontà e di capacità di autorealizzazione, a prescindere da ostacoli, limitazioni  e circostanze sfavorevoli.

Una grande fonte di ispirazione che suona ancora attuale.

Dal 5 dicembre su Sky Arte 

 


Oscar Micheaux: The superhero of Black Filmmaking – Regia: Francesco Zippel; sceneggiatura: Francesco Zippel; fotografia: Carlo Alberto Orecchia; interpreti: Gian Luca Farinelli, Chuck D., Amma Asante, Kwame Kwei-Armah, Jacqueline Stewart, Stace England, Patrick McGilligan, Kevin Willmott, Richard Pena, Nicole London, Melvin Van Peebles; produzione: Quoiat Films, Sky Italia ; origine: Italia 2021; durata: 80’;

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