Questo mondo non mi renderà cattivo di Zerocalcare

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La soluzione è solo collettiva, o svortano tutti o non svolta nessuno, e invece alla fine te svorti ma comunque non ti puoi godè un cazzo perché intorno c’hai le macerie. E che cazzo di sciacallo sta bene nelle macerie?

Leggera, ironica eppure seria e profondamente vera.

Zerocalcare coglie nuovamente nel segno con una serie attuale, provocatoria, divertente, che parla ai più giovani e in cui si può rispecchiare anche quella generazione nata tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, i quarantenni di oggi. Le puntate, di soli 30 minuti ciascuna, sono infatti costellate da una colonna sonora pensata su misura e capace di accompagnare lo spettatore in un viaggio immersivo nel pieno degli anni Novanta: tormentoni pop come Mmmbop degli Hanson, i Counting CrowsDon’t look back in anger degli Oasis, persino Biagio Antonacci, fanno da sfondo all’intreccio rendendolo ancora più accattivante.

Prodotta da Movimenti Production, in collaborazione con Bao Publishing, la nuova serie è personale e “impegnata” più di Strappare lungo i bordi, perché approfondisce dinamiche, personaggi e situazioni solo accennate in precedenza caratterizzandole con un taglio sociopolitico e racconta con tanto disincanto, il disagio di quella generazione che ha vissuto sulla propria pelle la difficoltà di realizzarsi e l’ansia di dover trovare il proprio posto nel mondo, da tutti i punti di vista.

L’intreccio prende avvio dall’apertura di un centro accoglienza per migranti nel quartiere di Rebibbia, pretesto che genera forti tensioni tra neonazisti e antifascisti, tra i quali anche Zero.

La storia assume poi un carattere socio-relazionale a partire dal ritorno in quartiere di un vecchio amico di Zerocalcare, Cesare, che rientra a casa dopo diversi anni di assenza. Vedendolo in difficoltà, Zero vorrebbe riallacciare un rapporto con lui, ma non riesce a supportarlo perché le loro strade ormai si sono separate e la distanza non è solo nel credo politico, ma anche nelle scelte di vita. Cesare, ex tossicodipendente, è ancora in cerca del “suo faro” nelle difficili scelte di vita.

Questo mondo non mi renderà cattivo è una sorta di mantra che invita a non lasciarsi fagocitare, in momenti complicati della vita, da scelte apparentemente più semplici ma che tradiscono, nella realtà, i nostri ideali profondi. Il titolo è un auspicio rispetto a quello che abbiamo attorno, rispetto ai momenti di crisi c’è chi cade nella tentazione del si salvi chi può, dello scappare sgomitando. 

Gli episodi della serie, pongono, quindi, uno di fronte all’altro, aspirazioni e verità, sogni e disincanto, e su tutto, aleggia un senso diffuso di inquietudine per la mancata realizzazione di speranze risposte in qualche cassetto interiore.

L’ esempio lampante di questo senso di sgomento diffuso è Sarah, che Zero definisce, suo “faro”, una ragazza, anzi ex ragazza alla soglia dei quaranta, con tante prospettive, purtroppo disattese dalla realtà.

Forse non te ricordi ma diec’anni fa io ero quella lanciata che c’aveva tutte le porte aperte e per questo te stavo sempre appresso perché me dispiaceva che te invece tribolavi […] Poi tu te sei sbloccato, tutti ve siete sbloccati. Siete andati avanti, avete fatto cose. E io invece so rimasta qua. Prima ero quella che poteva fa tutto poi so diventata quella che non stava a fa niente.

Il disincanto di Sarah è in fondo lo specchio della delusione di un’intera generazione. C’è poi chi, come Cesare, new entry di questa serie, mastodontico quanto sensibile, si è “nascosto” dietro l’eroina e poi, dopo anni di assenza dal quartiere, torna e non riconosce nessuno. Si sente straniero, emarginato, senza i punti di riferimento di una volta.

Forse quei punti di riferimento non li aveva mai avuti, forse si è trattato “solo” di un enorme difficoltà nel comunicare i propri sentimenti e nel trovare una giusta canalizzazione alla propria sensibilità.

Lo spaesamento può essere relativo al contesto di riferimento oppure interiore, come quello del protagonista, che non sa come aiutare il suo vecchio amico a ritrovare la sua strada, o almeno, una strada qualunque. Cesare, naturalmente, non è una persona in carne d’ossa, sono i tanti “Cesari” comparsi nelle vite di tutti noi che poi sono scomparsi, come meteore.

Me fa paura che na persona che è stata così presente nella vita mia con cui ho condiviso così tanto ad un certo punto sparisce. Come se fosse na cometa no? Che ha attraversato la vita nostra, ti eri abituato a vederla e poi però sparisce dietro l’orizzonte. Poi rimane na scia la vedi per un po’ e poi manco più quella. E la vita continua come se non fosse mai esistita, cioè la nostra di vita. E che nessuno pensa mai alla vita della cometa, a che gli succede dopo che è passata.

L’autore approfondisce dunque l’inquietudine strisciante, trova una chiave di lettura più profonda al disagio dei suoi personaggi, perché ognuno, a suo modo, vaga ancora in cerca in certezze, esistenziali o reali che siano. Anche nella precedente serie Strappare lungo i bordi,, Zerocalcare ci raccontava, sempre con il “solito” taglio ironico, tagliente e sarcastico, il suo mondo socio-relazionale con Secco, Sarah e soprattutto con Alice. Qui, il fumettista approfondisce e disegna una traiettoria psicologica individuale, che ne ricalca una collettiva, con una grande accentuazione dell’aspetto politico che riguarda soprattutto il contesto in cui si snoda la vicenda.

La serie si divora in poche ore, stimola la riflessione, regala più di una risata e qualche lacrimuccia. Il solito – apprezzabilissimo – Zerocalcare.

Su Netflix


Questo mondo non mi renderà cattivo; Regia e sceneggiatura: Zerocalcare; musiche: Giancane; produzione: Movimenti production, Bao Publishing; episodi: 6; durata episodi: 30 minuti; origine: Italia 2023; distribuzione: Netflix.

 

 

2 thoughts on “Questo mondo non mi renderà cattivo di Zerocalcare

  1. Grazie Paola. Merita davvero..e’ una serie di sei episodi ironica, intelligente e profonda. Stimola momenti di riflessione e ” strappa” qualche risata.
    Un bel lavoro

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