Teatro: Appuntamento a Londra di Mario Vargas Llosa per la regia di Carlo Sciaccaluga

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Alla fine si ha la vaga e a tratti pungente sensazione di aver visto in uno spettacolo teatrale ciò che Francis Bacon realizzò nel suo dipinto più famoso, nel quale Papa Innocenzo X sul trono papale è aspirato dalla vertigine dell’esistere e si fa uomo allucinato. Perché il protagonista, Luca, fin da subito si prende il viso e se lo distorce riprendendo l’urlo afono del Papa e lo stesso fa poi l’altra protagonista, Maddalena, prendendosi i connotati e tirandoseli. Se poi si allunga l’occhio, si nota che laggiù, sopra il letto, c’è proprio un quadro di Bacon ed è Tre studi per una crocifissione, laddove in un trittico compaiono due uomini e un pezzo di carne variamente macellato, disteso su un letto o contenuto in un parallelepipedo di vetro. Perché questa è una storia d’identità macellata, di corpi e anime rivoltate e messe sul palcoscenico.

Luca Croce è un uomo d’affari. La sua venuta a Londra e il suo alloggiare al Savoy sono stati addirittura annunciati dal “Financial Times”. Nella sua suite riceve la visita di Maddalena Merisi, sorella di Nino, amico incontrato da Luca a scuola e divenuto con il tempo quasi un fratello. I due iniziano a parlare ma qualcosa non torna. L’amico non ha mai parlato di una sorella, eppure Maddalena sa cosa che soltanto una persona prossima a Nino può sapere. Be’, dopotutto…

Nino aveva un sacco di stranezze!

Ma il mistero s’infittisce perché Maddalena è a conoscenza persino dell’accaduto che ha portato i due amici a non parlarsi per venticinque anni. È successo un giorno, in palestra alle Terrazze: Nino ha provato a baciare Luca e Luca…

Il Teatro India è quel teatro romano che può e deve ospitare spettacoli teatrali come Appuntamento a Londra di Mario Vargas Llosa, per la regia di Carlo Sciaccaluga. Un’opera che necessita di un certo impegno da parte del pubblico per tenere il passo del racconto del premio Nobel peruviano e al contempo dona allo spettatore un lavoro che è vaso di pandora e una volta aperto porta tante suggestioni quante sono le variabili che fanno implodere la trama: il rapporto tra Luca e Nino e Maddalena non ha un’unica linea narrativa, ne ha due, anzi tre, anzi quattro e forse cinque. Una + 1, si potrebbe dire. Fedele a quella idea postmoderna di radice rizomatica, secondo la quale non esiste una gerarchia negli accadimenti ma ogni accadimento è veritiero come lo è quello che lo nega, e tutti loro convivono contemporaneamente.

Carlo Sciaccaluga fa una scelta importante nel decidere di mettere in scena questa opera densa e giocata al continuo rilancio, come le teste di Idra, e trova dalla sua una magnifica Lucia Lavia. L’attrice è di splendida bravura, al suo fianco ha Luigi Tabita, che ha la presenza scenica dell’uomo d’affari sicuro e deciso. La scenografia non convince del tutto e l’impianto luci nemmeno, ridondante in più occasioni, mentre la regia è buona, nonostante alcune scene più deboli di altre per il virtuosismo fine a se stesso, lontano dalla sperimentazione riuscita. Buoni invece i movimenti scenici e l’occupazione dello spazio, idem per il soundtrack. Molto deboli alcuni aggiustamenti per rendere il testo contemporaneo, la contemporaneità della vicenda appartiene già alla trama.

Come si diceva, il Teatro India è quel luogo che può e deve ospitare questi spettacoli teatrali. Lo spettatore è chiamato a un certo impegno che viene però premiato. Esce dal teatro con la percezione che non esistono realtà definite, che il racconto spesso si mangia i fatti e i protagonisti sono nel vortice di ciò che si dice di aver fatto piuttosto che nella stabilità di ciò che si è fatto. Dopotutto gli uomini sono scissi dai loro vuoti identitari, che appartengono a corpo e anima e poi alle parole. Si comprende come laddove gli accadimenti siano passato e quindi ricordo, e gli uomini siano vortici continui, è la relazione tra due persone a definire una sempre nuova realtà. Per quanto traballante, instabile e sostituibile questa possa sempre essere.

La programmazione del Teatro India prosegue con Boston Marriage dal 6 febbraio.


Appuntamento a Londra di Mario Vargas Llosa; regia: Carlo Sciaccaluga; interpreti: Lucia Lavia e Luigi Tabita; scene e costumi: Anna Varaldo; musiche originali: nogravity4monks; luci: Gaetano La Mela; foto: Antonio Parrinello; produzione: Teatro Stabile Catania.

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