
Dopo la sua opera prima e film di diploma alla scuola di cinema, la DFFB di Berlino, Satte Farben vor Schwarz (2010) interpretato da Senta Berger e Bruno Ganz, la regista tedesca Sophie Heldman sembrava aver interrotto la sua carriera. Torna ora, con la coproduzione tedesca-svizzera-inglese The Education of Jane Cumming, in lingua inglese, a realizzare un film drammatico di qualità, dove con spiccata sensibilità reinterpreta una storia vera, una vicenda avvenuta nell’Inghilterra puritana dei primi ‘800 e che al tempo aveva provocato grande scandalo. Tanto che, come indicano i titoli di coda, ci si preoccupò di tenerla nascosta, rendendo gli atti top secret per almeno un secolo.
Le vicissitudini legali delle due insegnanti avevano ispirato la pièce teatrale La calunnia (The Children’s Hour) di Lillian Hellman del 1934. Successivamente il dramma venne adattato per lo schermo ben due volte: la prima nel 1936, come These Three; una seconda volta, con il titolo Quelle due nel 1961, diretta da William Wyler ebbe maggiore successo, anche perché, ambientata negli Stati Uniti, conobbe nei ruoli principali star come Audrey Hepburn, Shirley MacLaine e James Garner. Se in quest’ultimo film l’accenno all’omosessualità rimane molto vago, il nuovo adattamento di Heldman lo rende decisamente più esplicito, e prende spunto dal libro di Lillian Faderman, Scotch Verdict, scritto nel più tardo e liberale 1983.
Siamo in una piccola cittadina scozzese vicino a Edinburgh, nell’anno di grazia 1810. Una carrozza viaggia nella nebbia, al suo interno quattro donne: Lady Cumming Gordon (Fiona Shaw) e le sue tre giovani nipoti. Mrs Gordon ha deciso di affidare la loro educazione ad una scuola privata, un collegio per ragazze di buona società diretto da due giovani educatrici: Marianne Woods (Clare Dunne) e Jane Pirie (Flora Nicholson). Non veniamo a sapere molto del loro passato: la prima ha lavorato come governante e ora ha investito i pochi soldi guadagnati per aprire la scuola; la seconda invece, ha da sempre abitato nella casa della zia, che è l’edificio della scuola. Dall’aspetto consunto ed entrambe magre, rispecchiano onestà, decenza e rispetto delle convenienze. Disponendo di finanze limitate, la scuola non offre però da dormire per tutte e le ragazze devono abituarsi la notte a condividere i letti fra loro. La qual cosa provoca non pochi problemi alla giovane Jane Cumming (Mia Tharia), isolata e maltrattata dalle due cugine. La giovane è infatti la figlia, forse non legittima, in ogni caso di carattere ribelle e scontroso, del figlio di Lady Cunning Gordon, nata a Calcutta da madre indiana.
Dopo un soggiorno estivo sulla costa, le due insegnanti riescono ad entrare in confidenza con la difficile Jane, tanto che quest’ultima esprime il desiderio di rimanere insieme a loro e affiancarle all’opera educativa della scuola per donne. Alla risposta negativa, Jane si vendica raccontando alla nonna particolari intimi che inevitabilmente causano la rovina del buon nome della scuola. Tutte le ragazze vengono prelevate dalle famiglie e la scuola si svuota, lasciando le due giovani educatrici senza entrate. Dopo lo stupore iniziale, con coraggio le due insegnanti decidono di ricorrere ad un avvocato che le difenda.
Nella cornice delle vicende di The Education of Jane Cumming, Sophie Heldmann visualizza la difficile e precaria situazione femminile nell’Inghilterra dell’epoca Georgiana quando le donne con una buona educazione ma senza patrimonio proprio, erano molto spesso costrette a ripiegare in matrimoni di convenienza per poter raggiungere una sicurezza economica, proprio come la scrittrice Jane Austen metteva in rilievo nei suoi romanzi d’epoca.
Un film in costume molto curato nei particolari, ben recitato da tutte le protagoniste e non, in un’atmosfera di intensa intimità femminile. C’è qualcosa che potremmo paragonare all’ascetica quotidianità dei conventi in quel piccolo collegio, con la sua rigida negazione dei generi – il sesso maschile compare solo alla fine, nell’autorità della legge – ma allo stesso tempo pieno di curiosità verso la natura e la scienza. Proprio all’opposto degli esperimenti scientifici messi in atto dalle ragazze nel giardino della scuola, si pone la breve scena del dialogo fra avvocati, inteso a mettere a nudo l’ignoranza sui temi della sessualità femminile dell’epoca. Ma non solo, le vicende di due secoli fa permettono alla regista di indagare problematiche con le quali ancora oggi abbiamo a che fare: razzismo, classe sociale, genere, sessualità e il passato colonialismo.
Rispolverati i documenti legali lasciati sepolti negli archivi, riemerge grazie al film, il dramma nascosto dietro a questo insolito caso, che porta alla luce la lotta di emancipazione di tre diverse donne in una società che non corre al loro stesso passo. La ragazzina di Calcutta, snobbata dalla famiglia perché di madre di povere origini e le due insegnanti falsamente (o forse no) accusate di una relazione amorosa cercano con mezzi diversi di imporsi e trovare un loro spazio in un mondo patriarcale regolato da leggi e pregiudizi. Una lezione di coraggio e orgoglio di genere.
The Education of Jane Cumming: – Regia: Sophie Heldman; sceneggiatura: Flora Nicholson, Sophie Heldman; fotografia: Kate Reid; montaggio: Isabel Meier; musica: Balz Bachman; scenografia: Renate Schmaderer; costumi: Peri De Braganca; interpreti: Flora Nicholson, Clare Dunne, Mia Tharia, Fiona Shaw, Sadie Shimmin; produzione: Heimatfilm GmbH + CO KG, Dschoint Ventschr, Sylph Productions; origine: Germania/ Svizzera/ Gb, 2026; durata: 114 minuti.
