Festival di Venezia (2 settembre – 12 settembre 2026): Agata the Writer di Kuba Dorabialski (Giornate degli Autori – Concorso)

Agata the Writer. Voto ***. Racconta della profonda crisi creativa di una scrittrice polacco-australiana arrivata a Sarajevo per scrivere un romanzo ambientato nella guerra in Bosnia ed Erzegovina.

Agata The Writer

Come fosse un romanzo il film Agata the Writer inizia con un prologo. Una voce maschile racconta di come Agata, una giovane scrittrice australiana di lingua madre polacca venga invitata dal suo editore ad andare per un soggiorno nella casa vuota di amici a Sarajevo. Le immagini iniziali, che scorrono in parallelo, però ci anticipano già una parte del racconto di Agata, del quale verremo a conoscenza più avanti nel finale del film e nel quale ritroviamo il regista stesso Kuba Dorabialski nel ruolo di Janek.

Alle prese con un blocco creativo e alla ricerca di un possibile soggetto per il suo secondo romanzo Agata (Mia Wasikowska) arriva nella città bosniaca durante un freddo inverno e si fa portare da un taxi all’appartamento. La vediamo girare per le stanze ammobiliate con gusto moderno e interessarsi ad alcuni oggetti d’arte singolari e provocatori che colgono inevitabilmente il suo sguardo. Senza perder tempo Agata percorre strade e vicoli di una Sarajevo fredda, inospitale e quasi disabitata; si appresta a fare sopraluoghi nelle alture limitrofe e incontra testimoni e vittime del genocidio. Sua guida diventa la direttrice di teatro Jasmina (Vedrana Božinović), la quale pur aiutandola, non le nasconde i suoi dubbi sull’argomento scelto dall’autrice. Non è la sola voce a sconsigliarla di trattare un tema a lei così estraneo come la guerra bosniaca. Nel frattempo, dopo la misteriosa e inspiegabile scomparsa di alcune opere d’arte dal soggiorno di casa, Agata viene raggiunta dall’amica editrice Davina (Mia Morrissey). Finalmente in quest’ultima trova un’ottima consigliera e qualcuno con cui discutere e riflettere sulle scelte narrative fatte, per scegliere il modo più consono e plausibile, ma soprattutto rispettoso, per affrontare un argomento doloroso come un genocidio, creare una storia attendibile e autentica, senza peccare in superficialità.

Agata the Writer

Agata the Writer è il primo lungometraggio di finzione per Kuba Dorabialski il quale ne ha curato in prima persona ogni aspetto, a parte la produzione. L’artista polacco residente a Sydney solitamente produce video art satirici che tematizzano con elementi parodistici il suo status di immigrato. Partendo da premesse biografiche, ma lasciandosi alle spalle il burlesco, ci sottopone una situazione fittizia, dove l’autrice Agata si trova a dover rispondere alla domanda di quanto legittimo sia per un artista trattare temi delicati come appunto in questo caso la guerra, senza averli mai vissuti personalmente, solo per rendere la propria opera più appetibile al pubblico.

Dorabialski stesso spiega così i presupposti del suo film: «Un tema centrale del mio lavoro è la storia politica e il modo in cui gli artisti si confrontano con essa. Agata the Writer esplora le responsabilità degli artisti che affrontano i traumi storici, sollevando questioni sulla prossimità, sulla paternità e sull’autorizzazione a parlarne».

Girato tutto in lingua inglese e nella fredda luce invernale dei Balcani Agata the Writer ben riesce a ricreare l’atmosfera di distacco voluta e cercata dal regista. La Sarajevo del film è, allo stesso modo di Jasmina e degli altri personaggi bosniaci incontrati da Agata, scettica e poco accogliente, stanca di sentirsi venir associata alla parola ‘guerra’. Come i suoi abitanti, prima di aprirsi e confessarsi, soppesa, osserva ed esamina l’interlocutore. In riprese per la maggior parte statiche e a parte la sequenza finale, povera di primi piani, la narrazione principale prosegue in linea cronologica e senza grandi sorprese o stacchi temporali, anzi al contrario, concede momenti di pausa e riflessione per lasciare il tempo allo spettatore di porsi gli stessi quesiti, su quando o cosa ci coinvolge di una guerra.

Agata the Writer

Perfetta la scelta dell’attrice Mia Wasikowska nel ruolo della protagonista Agata per la sua recitazione composta, priva di emozioni, sempre pacata, come la conosciamo già in altri ruoli precedenti (Club Zero).

Agata the Writer è quindi un’opera cinematografica d’inspirazione letteraria ed un interessante esperimento filmico che, sia per la scelta di una forma narrativa piuttosto innovativa nel finale, sia per la questione che cerca di analizzare e approfondire, vale la pena di andarsi a guardare per chi è dalle parti del Lido durante la Mostra del Cinema.

 


Agata the WriterRegia, sceneggiaturafotografiamontaggiomusica: Kuba Dorabialski; interpreti: interpreti: Mia Wasikowska, Vedrana Božinović, Selma Alispahić, Mia Morrissey; produzione: Whitefalk Films Productions; origine: Australia 2026; durata: 95 minuti.

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