83° Edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2026) – ecco i premi e le nostre recensioni.
“Il Leone è donna” titola oggi, 13 settembre, il “Corriere della sera” la sua prima pagina da Venezia. Ed infatti, il massimo riconoscimento della Mostra 2026 è andato al dramma danese Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy, che fa la doppietta conquistando anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile grazie alla grande prova della protagonista Mathilde Arcel. Se si aggiunge il fatto che il Premio speciale della Giuria è andato a Naza della israeliana Rachel Szork in coppia con Yuval Abraham, il “bottino” al femminile aumenta ancora di più.
Un verdetto politically correct quindi? Direi assolutamente di no, dato che i due film sopracitati appartengono alle opere migliori viste quest’anno sul Lido. Certo politico in senso lato è il verdetto dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia, che ha di fatto interpretato i tre temi principali espressi sottopelle dal cinema selezionato nel Concorso: la grande vitalità dello sguardo al femminile, il problema del lavoro e infine il terribile tema della guerra e del genocidio in corso in Palestina.
E tale verdetto mi sembra sia stato merito della Giuria, guidata dall’attrice newyorkese Maggie Gyllenhaal, che si è comportata diversamente da Alexander Payne quando l’anno scorso ha premiato l’amico Jim Jarmusch per il suo Father Mother Sister Brother, dando invece al Palmares veneziano 2026 un’ottica di taglio internazionale e di attualità. A partire dal Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria all’aspro e malinconico Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love) del coreano Lee Chang-dong – che avremmo volentieri visto come alternativa al Leone d’oro di May el-Toukhy – per il suo straordinario racconto sulla depressione seguita alla disoccupazione. Sempre su un tema attiguo, quelle delle relazioni aziendali e del mobbing nel mondo del lavoro, il Premio per la migliore sceneggiatura è andato, invece, a Un Bon Petit Soldat (A Good Little Soldier) scritto dal suo regista Stéphane Brizé insieme a Coralie Amédéo e Olivier Gorce – un altro dei film da me particolarmente amati, grazie anche alla straordinaria interpretazione di Alba Rohrwacher.
Venendo a parlare del cinema francese o di area francofona un altro riconoscimento importante è stato il Premio Mastroianni andato ad un attore/attrice emergente, in questo caso Malou Khebizi interprete di 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn ambientato in un centro psichiatrico per adolescenti – un po’ in versione fiction Sull’Adamant – Dove l’impossibile diventa possibile di Nicolas Philibert.
Il Leone del futuro alla migliore opera prima (dotato di ben 100 mila dollari versati da Aurelio De Laurentiis) è stato conquistato, invece, da La maison di vent del regista camerunense Auguste Bernard Kouemo Yanghu (anche vincitore in Orizzonti del Premio Speciale della Giuria).
Purtroppo, il confronto tra la nostra produzione e quella transalpina si è risolto in un mezzo disastro pari a quello nel calcio internazionale: nessun premio nella sezione a Concorso con ben 5 film presenti in gara – tra cui l’attesa rentrée al Lido, dopo trentasette anni, del veterano Nanni Moretti con Succederà questa notte; solo nella sezione Orizzonti il film di Tommaso Landucci, I figli della scimmia si è aggiudicato il premio per la migliore interpretazione andato a Riccardo Scamarcio oltre a quello per la Miglior Sceneggiatura a Landucci con Damiano Femfert.
Due parole sugli ultimi film premiati nel Concorso principale: il Leone d’argento per la migliore regia è stato dato – non siamo completamente d’accordo – al regista russo dissidente Ilya Khrzhanovsky per il fluviale DAU (il film più lungo presentato nella competizione), in cui ad una straordinaria prima parte segue invece una seconda molto meno significativa come si può leggere nella nostra recensione. Infine, l’americano Wild Horse Nine di Martin McDonagh – dato per grande favorito all’Oro – ha ottenuto “solo” la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a John Malkovich, autore di una memorabile prova nella parte di un cinico ma rincoglionito agente della Cia alla vigilia del golpe cileno del 1973 – dura ridere su fatti drammatici come quelli accaduti mezzo secolo fa, ma Malkovich (e i dialoghi di McDonagh) ci riescono in pieno.
Insomma, un Palmares largamente condividibile di una edizione, la 83esima Mostra del Cinema, che senza esibire capolavori assoluti ha portato sul Lido una selezione nella quale non abbiamo trovato nessun’opera veramente fuori posto – insomma se fossimo a scuola, in conclusione proporrei un sette pieno.
La premiazione finale visibile su Raiplay è stata discretamente veloce e poco noiosa – come di regola avviene – a parte le ovvietà che il Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco avrebbe potuto alla fine risparmiarci.
In conclusione – come si può vedere dai link qui riportati – Close-Up quest’anno ha offerto ai suoi lettori una copertura molto completa – siamo riusciti a recensire ben più della metà dei 110 lungometraggi presentati in tutte le Sezioni della Mostra (sempre se il numero complessivo datoci dalla I.A. è giusto). Grazie a tutti collaboratori della nostra rivista che hanno permesso questo traguardo e che è stato premiato da un raddoppio secco dei nostri contatti.
Unico neo purtroppo è quello riguardo alla Sic dove, a differenza degli anni scorsi, siamo riusciti a non recensire tutti film come avremmo voluto ma ciò è dovuto alla scarsa – uso un eufemismo – collaborazione del nuovo ufficio stampa della sezione. Veramente un gran peccato. (G.Sp.)
83° Edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2026) – ecco tutti i premi e le nostre recensioni.
Concorso

Ink di Danny Boyle (film di apertura)
Company di Casey Affleck
Kami Nour (A Bit of Light) di Ali Asgari
Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis
Un Bon Petit Soldat (A Good Little Soldier) di Stéphane Brizé Premio per la migliore sceneggiatura
Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis
Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May El-Toukhy Leone d’Oro e Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Mathilde Arcel
Bucking Fastard di Werner Herzog
15/18 (A Place to Heal) di Cèdric Kahn Premio Mastroianni ad un attore/attrice emergente: Malou Khebizi
DAU di Ilya Khrzhanovsky Leone d’argento per la migliore regia
Look Back di Hirokazu Kore-eda
Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love) di Lee Chang-Dong Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria
Wild Horse Nine di Martin McDonagh Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: John Malkovich
Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor (forma documentaria) Premio speciale della Giuria
Succederà questa notte di Nanni Moretti
Primetime di Lance Oppenheim
The Echo Chamber di Andrea Pallaoro
Un Peu Avant Minuit (A Bit Before Midnight) di Nicolas Pariser
L’Estranea di Paolo Strippoli
Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto
Bunker di Florian Zeller
Venice Open (Fuori Concorso — Fiction)
Nessun Dolore (No Pain) di Gianni Amelio
Makikiraan Po (Let Us Through, Dear Ancestors) di Lav Diaz
Father Joe di Barthélémy Grossmann
Scherzetto di Mario Martone
Place to Be di Kornél Mundruczó
No Paradise if You Are Killed by a Woman di Halkawat Mustafa
Arrested Memory di Sabu
The Basics of Philosophy di Paul Schrader
Un Bon Avocat di Tristan Séguéla
Jupiter di Alexander Smia
Dio ride di Giovanni Veronesi (film di chiusura)
Venice Open (Fuori Concorso — Non Fiction)
Be Brave di Francesco Carrozzini
What Love Builds di Russell Crowe
Burgundy di Michael Dweck e Gregory Kershaw
Musk di Alex Gibney
The Road to Jericho di Amos Gitai
Al Mowaten Osama (Citizen Osama) di Ahmed Hassaouna
Union Town di Barbara Kopple
Holy Wood Dust di Victor Kossakovsky
Listy (Letters From the Silenced Country) di Andrei Kutsila
Biografía De Jorge Luis Borges di Mariano Llinás
My Undesirable Friends: Part II – Exile di Julia Loktev
Boatbuilders di Luke Lorentzen
Imperium di Sergei Loznitsa
Shumei – The Living Legacy of Kabuki di Takashi Miike
Queer Edward II di Theo Rollason
Oasis: Don’t Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace
Dust di Tsai Ming-Liang
Everest: The Other Side di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin
From Inside Out — The Architecture of Peter Zumthor di Wim Wenders
Special Screenings
Dai Nostri Inviati. La Rai Racconta La Mostra del Cinema di Venezia 2001-2012 di Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori, Nicoletta Berardi
Documentari sul cinema
Juso Per Ferie di Karen Di Porto
Nino – Un Film su Nino Rota di Walter Fasano
The Pervert’s Guide to Utopias di Sophie Fiennes
Joie De Vivre di Luca Guadagnino
Twist and Shoot Mister Suzuki di Yves Montmayeur
Intermission di Yonfan
Fuori Competizione — Series
Peccato (6 episodi) di Valerio Vestoso
Venezia Spotlight
Sumo: Spirit Weighs Nothing di Erik Shirai
Hiwar Ma’ Albahr (Conversation With the Sea) di Muayad Alayan
Hombre Al Agua di Gael García Bernal
Serpenti di Roberto De Paolis Maino
Furies di Rami Kodeih
Guria di Levan Koguashvili
Földszint (Ground Floor) di Gábor Reisz
Eu Contez (I Matter) di Alina Șerban
Orizzonti
La Ragazza con la Leica di Alina Marazzi (Film di apertura)
Yak Mai (The Burning Giants) di Phuttiphong Aroonpheng
Cudze Rzeczy (What Belongs to Others) di Grzegorz Dębowski
Una storia di Anna Foglietta
La città dei vivi di Edoardo Gabriellini
Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei Premio migliore Attrice a Laleh Marzban
Too Much Sugar di Robert Greene
The Difficult Bride di Rubaiyat Hossain
La Maison Du Vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu Premio Speciale della Giuria e Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”
Mia Mera Sti Zoi Tis Tzo: Kefalaio Faidra (A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra) di Jaqueline Lentzou Premio Miglior Regia
Oase (Oasis) di Jannis Lenz
I figli della scimmia di Tommaso Landucci Premio per il miglio attore a Riccardo Scamarcio e Premio per la miglior Sceneggiatura a Tommaso Landucci e Damiano Femfert
Do Kraja Dana (Until the Day Ends) di Jelena Maksimović
La Moula di Jérôme Pierrat
Lovers in the Blue Night di Anuparna Roy
Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni Premio Miglior Film
The Color of the Sun di Xavier Tera
Eklipse di Manuel Wetscher
Huangyan Shenghuo (Big Little Things) di Michelle Zhou
Biennale College – Cinema
Demetra in esilio di Maria Giovanna Cicciari
Tijuana, Todavía di Gabriel Gutierrez Morales
Gu Shi di Amien Son
Moonfish di Daniel Zvereff
Venezia Classici
Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola (Italia, 1976)
Cenere e diamanti (Popiół i diament) di Andrzej Wajda (Polonia, 1958)
Col cuore in gola di Tinto Brass (Italia, Francia, 1967) (film di preapertura della Mostra)
Cul-de-sac di Roman Polański (Regno Unito, 1966)
English, August di Dev Benegal (India, 1994)
Los de la mesa 10 di Simón Feldman (Argentina, 1960)
Gyoei no mure di Shinji Sōmai (Giappone, 1983)
Fantasie di una tredicenne (Valerie a týden divů) di Jaromil Jireš (Cecoslovacchia, 1970)
Hú Yuè de gùshì di Ann Hui (Hong Kong, 1981)
L’illusione viaggia in tranvai (La ilusión viaja en tranvía) di Luis Buñuel (Messico, 1954)
La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini (Italia, 1960)
Mínjǐng gùshì di Ning Ying (Cina, 1995)
Minnie and Moskowitz di John Cassavetes (Stati Uniti d’America, 1971)
La ragazza senza storia (Abschied von gestern) di Alexander Kluge (Germania Ovest, 1966) (film d’apertura della sezione)
I selvaggi (The Wild Angels) di Roger Corman (Stati Uniti d’America, 1966)
Udju azul di Yonta di Flora Gomes (Guinea-Bissau, Portogallo, Francia, Regno Unito, 1992)
Viaggio in Italia di Roberto Rossellini (Italia, Francia, 1954)
Vogliamo vivere! (To Be or Not to Be) di Ernst Lubitsch (Stati Uniti d’America, 1942)
Lo zio di Brooklyn di Ciprì e Maresco (Italia, 1995)
Giornate degli autori (23° edizione)

Concorso
My Notes on Mars di Lili Horvát (film d’apertura)
Agata the Writer di Kuba Dorabialski
A veces me entra tristeza, otras veces rebelión di María Aparicio Premio Giornate degli Autori
Balcanica di Nicola Sorcinelli Premio del Pubblico
Camouflage di Mykyta Gibalenko
Dear Ajayi di Damilola Orimogunje
Une femme aujourd’hui di Robert Guédiguian Premio Label Europa Cinemas
Les Indes di Pauline Julier e Nicolas Chapoulier
I Plant My Hand in the Garden di Boris Hadžija e Hoda Taheri (forma documentaria)
Salón de belleza di Nathalia Acevedo
Peau d’homme di Léa Domenach (film di chiusura)
Eventi speciali
al-Barrānīyah di Ashjan al-Hummus
Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo di Francesca Archibugi (forma documentaria)
El fantasma di Ignacio Masllorens e David Lamelas
Il massacro di Cosimo Messeri (forma documentaria) Premio Siae
Se venisse anche l’inferno di Samuele Rossi
Proiezioni Speciali
Hugo in Venice. A yearning to be of no use di Stefano Knuchel
in collaborazione con La Biennale di Venezia e la Settimana Internazionale della Critica
Notti veneziane
Anatomia di un ritratto di Francesco Clerici e Mattia Colombo
Auber 89 di Giuseppe Schillaci (forma documentaria)
Domenica capitale – Genere domenicale di Giovanna Giuliani (forma documentaria)
La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini (forma documentaria)
Memoria del lampo di Riccardo Giacconi (forma documentaria)
Il mestiere di Beppe Tufarulo
Scarpe rotte di Roberta Torre
Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi, l’amore di Federico Francioni e Samuele Sestieri
Uno si distrae al bivio di Alessandra Lancellotti (forma documentaria)
Confronti
Fame d’aria di Giuseppe Bonito
I Nisidiani di Riccardo Brun
Mare mosso di Roberto Cimpanelli
Waiting for Ken Loach di Simone Amendola
41. Settimana internazionale della Critica

Concorso
Fāxiàn zhī lǚ di Dong Jie
El fin de los tiempos di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas (forma documentaria)
The H@llow Man di Kamel Laaridhi
London di Victor Di Marco e Márcio Picoli
Meteorito di Sebastián Múnera (Colombia)
Our Share of Sand di Shalini Adnani
Prima della guerra di Tommaso Usberti Gran Premio IWONDERFULL e Premio Luciano Sovena
Fuori concorso
Il grande Giaffa di Marco Santi (film d’apertura)
Rider di Roan Johnson e Dade (film di chiusura)
