Festival di Venezia (2 settembre – 12 settembre 2026): Huangyan Shenghuo (Big Little Things) di Michelle Zhou (Orizzonti – Concorso)

Big Little Things. Voto ***(*). Un film sulle piccole grandi bugie che ogni giorno diciamo a fin di bene e che finiscono per rovinare l’intima relazione con chi amiamo di più.

Big Little Things

La Cina si sa è il paese dei figli unici da quando il governo cinese, nel periodo di quasi trent’anni che va dal 1979 fino al 2013, ha introdotto rigide misure per prevenire l’aumento demografico della popolazione, definite spesso come la politica del figlio unico. Ancora oggi molte famiglie ne pagano le conseguenze, una fra tutte, il concentrare tutte le speranze nel futuro dell’unico figlio o figlia che i genitori hanno potuto far crescere e aspettarsi da questo/a un buon grado di riuscita nella vita.

Inoltre, pur essendo l’omosessualità diventata legale dall’inizio del XXI secolo, in Cina la pressione sociale e famigliare è spesso così forte che molti omosessuali optano per i matrimoni di convenienza, ossia legami cooperativi tra gay e lesbiche, pure per soddisfare le aspettative dei genitori.

Big Little Things
Cuishan Liang

Di questi due complessi temi tratta l’intimo dramma familiare Big Little Things, debutto nel lungometraggio per Michelle Zhou, regista cinese attiva negli Stati Uniti.

Big Little Things racconta infatti di una giovane lesbica cinese che per non affrontare la reazione dei suoi genitori, che da sempre hanno investito ogni loro bene nel suo futuro fino a farla studiare all’estero, preferisce mentire e fingersi in una relazione eterosessuale.

Siamo nella Cina post-pandemica dove gli incubi di contagi e mascherine ancora aleggiano nei discorsi di sottofondo. Xiao Lei (Cuishan Liang) lavora come consulente per viaggi di studio all’estero e vive a Beijing insieme alla sua compagna Li Bei (Jialing Sun). Solo una leggera ombra viene ad intaccare la felicità della loro relazione: Lei ancora non si decide a confessare la sua omosessualità ai genitori per paura di deluderli.

Nonostante l’insistenza della compagna Lei decide di prender ancora tempo e durante le feste per il Capodanno cinese presenta loro Yao (Bin Yu) un finto fidanzato, un ragazzo conosciuto da poco e con il quale sembra andare d’accordo, solo per farli contenti. Bei delusa e amareggiata per essere stata messa da parte e fidandosi poco e con ragione di Yai, l’attende in una stanza d’albergo nelle vicinanze, e cerca, con poco successo, di contattarla in ogni momento. La frustrazione di Lei nel frattempo aumenta quando la sua piccola bugia sembra funzionare anche troppo bene e sotto le pressioni di famiglia e finto fidanzato comincia a perdere il controllo della situazione.

Big Little Things

«Che cosa succede quando una bugia detta a fin di bene ferisce la persona che amiamo di più?» Servendoci delle parole della regista possiamo descrivere il film come «Un’indagine sulla ‘violenza del silenzio’, un tentativo di scoperchiare quei segreti, di osservare che cosa accade quando la facciata della ‘famiglia perfetta’ si sgretola … Alla fine, la realizzazione del film è diventata un atto di riconciliazione. Affidando un ruolo al padre della mia compagna, che aveva provato sulla propria pelle quel senso di tradimento, il set si è trasformato in uno spazio di dialogo attraverso il cinema».

Girato con la cinepresa a mano, dove fanno da padrone le inquadrature strette sui visi e i primi piani, a Michelle Zhou riesce un film convincente, di indubbia intensità che non ha paura di usare sequenze con pochi dialoghi e lunghi silenzi.

Grazie a dei validi attori, tutti ben calati nella parte cominciando dalle due giovani attrici protagoniste Cuishan Liang e Jialing Sun, ma in particolar modo Hai Yu, il padre della produttrice e compagna della regista, che da attore non protagonista risulta molto credibile nel ruolo del padre, ogni momento di Big Little Things riesce profondamente sentito e sincero, molto personale e toccante perché legato ad una esperienza vera, vissuta. E capace quindi di catturare con realismo l’inquietudine e l’instabilità delle relazioni umane, come ad esempio mettere in scena gli screzi fra marito e moglie ma allo stesso tempo anche il loro sostenersi reciprocamente.

Big Little Things
Cuishan Liang

Non mancano lunghe sequenze extra narrative, accompagnate da musica al pianoforte e appositamente composta dove, in un gioco di messa a fuoco fra vicino e lontano, la cinepresa si stacca dai visi dei protagonisti per documentare una città nel suo quotidiano flusso di persone, strade e edifici, storie, rari momenti di sospensione, per poi ritornare a raccontare con i visi e le espressioni dei volti le quotidiane incomprensioni nel nido familiare.

Big Little Things è un dramma ma anche una storia d’amore che, sebbene racconti con poesia e particolare sensibilità, ha l’apprezzabile dote di non cercare lo straordinario, ma anzi si accontenta di mettere in scena i malintesi e gli errori della vita di tutti i giorni che appartengono a Lei come appartengono a noi spettatori.


Huangyan Shenghuo (Big Little Things) Regia e sceneggiatura: Michelle Zhou; fotografia: Hark Xu; montaggio: Xinzhu Liu; scenografia:Yuxuan Zhang musica: Gang Yu; interpreti: Cuishan Liang, Jialing Sun, Bin Yu, Ling Hu, Hai Yu; produzione: Three Dots Films, Snow Island Pictures; origine: Hong Kong SAR, USA 2026; durata: 109 minuti.

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