Festival di Venezia (2- 12 settembre 2026): Scherzetto di Mario Martone (Fuori Concorso)

Scherzetto. Voto ***(*). 

Dolcetto o scherzetto” vorrebbe subito da chiedersi difronte al titolo dell’ultimo film di Mario Martone e risponderei subito “entrambi”. Perché Scherzetto è un film dolce-amaro, piccolo se si vuole, ma per me uno dei più intensi e significativi tra le ultime opere dell’autore napoletano che ritorna al grande schermo dopo il drammatico Fuori presentato l’anno scorso al Festival di Cannes.

Una lunga, molto lunga panoramica, senza che scorrano i titoli di testa, ci descrive un caseggiato popolare a Napoli, introducendo questo Scherzetto – alla fine della quale ci troviamo in una casa all’ultimo piano con un bel balcone.

Li conosciamo i due protagonisti di questa storia narrata da Domenico Starnone nel suo omonimo romanzo di cui il regista napoletano – come ha dichiarato si è innamorato «a cominciare dal titolo. Due personaggi agli estremi della vita, una situazione familiare spesso comica, un unico ambiente, e dei fantasmi. Ma lavorando al film si sono affacciati anche i miei, di fantasmi, difficili da tenere a bada, e ho cominciato a inseguirli con la macchina da presa.

Anche per Toni Servillo non credo si sia trattato solo di interpretare un ruolo, è stata un’immersione in un campo incognito, quello dominato dalla presenza di un bambino di cinque anni che ogni giorno avrebbe potuto dirci: “Basta, mi sono stufato” (è anche successo!). Bene, alla fine l’abbiamo fatto, ora tutto sembra così leggero. Sembra».

A parte una uscita e iniziale esplorativa nel quartiere intorno al caseggiato, Scherzetto è praticamente un Kammerspiel teatrale a due personaggi, in cui aleggia tanta cultura napoletana a partire da Edoardo De Filippo.

Richiamato da Milano dove viveva, per tornare per tre giorni a Napoli, nella casa di famiglia, a guardare il nipote della figlia Betta (Serena Rossi), il settantenne Daniele Mallarico (Toni Servillo) è un noto illustratore e sta lavorando a delle tavole per un libro ispirato a L’angolo bello di Henry James. Ormai vedovo, continua indefesso la sua attività anche se i suoi committenti gli chiedono – lo vediamo in una sequenza al telefono – qualcosa di meno scuro con più “ossigeno” nelle sue immagini (e chissà se in ciò c’è magari un riferimento ai fantasmi dello stesso Mario Martone).

Il nipotino saputello si chiama Mario, cinque anni, una piccola peste che parla come un libro stampato, conosce tutto, sa fare tutto, spiega ogni cosa. I suoi genitori sono, giustamente, orgogliosissimi di lui. È stata la figlia – come si diceva – a richiamare il padre a Napoli, per tenere il ragazzino mentre lei e il marito, Saverio, devono partire per un convegno. E così tra quattro mura e un balcone, si consuma un vero e proprio duello che porterà Daniele a confrontarsi con i propri spettri, con i cadaveri nell’armadio….

Scherzetto
Toni Servillo e Lorenzo Perrotta

In un’opera intima e  quasi crepuscolare, Mario Martone trasforma un appartamento in un palcoscenico per mettere in scena un ambizioso scontro generazionale ed esistenziale. Il protagonista Daniele Mallarico è un illustratore al tramonto della propria parabola vitale e artistica, in cui coesistono in vario grado stanchezza, orgoglio e molta malinconia. Così per lui il ritorno a Napoli si trasforma rapidamente in un viaggio quasi claustrofobico nei meandri della memoria e del rimpianto, tra un labirinto di specchi nel quale il passato fluttua per le stanze dell’appartamento avito e il presente irrompe con la vitalità anarchica e quasi spietata dell’infanzia giocosa e sfrontata. In un corpo a corpo intenso e prolungato.

C’è subito da aggiungere che il gran merito di Scherzetto e della regia di Martone sta soprattutto nel fatto che il confronto tra l’anziano artista e il bambino non scivola mai nel patetico né nel sentimentalismo, ma conserva, sempre o quasi, una certa durezza e a tratti anche una qualche ironia. Si tratta di uno showdown, come si diceva, dove il piccolo Mario agisce come un catalizzatore di verità, costringendo il nonno a fare i conti con la propria decadenza fisica e creativa. E così chiuso fuori sul balcone, per caso, Daniele un po’ si dispera mentre la pioggia batte nella notte a catinelle.

Con uno stile rigoroso ed elegante, Martone è abile nel far dialogare la dimensione teatrale degli interni con i rari squarci sul paesaggio urbano della città, mentre la fotografia di Paolo Carnera riesce a valorizzare i vari chiaroscuri di un (piccolo) dramma psicologico, teso e geometrico.

Senza eccedere in seriosità e facendo propria la formidabile lezione del grande Edoardo, Scherzetto si rivela allora una riflessione intensa e a tratti dolorosa sul tempo che passa, sulla trasmissione della memoria e sull’inevitabile scontro tra le generazioni, confermando così la capacità di Martone di scavare nell’anima dei suoi personaggi. Grazie anche l’interpretazione sentita e poco convenzionale di Toni Servillo sfidato e provocato da una piccola peste, bravissima, di nome Lorenzo Perrotta.

Insomma, il film ci è piaciuto e non la consideriamo come forse altri colleghi faranno, un’opera minore all’interno della lunga carriera del bravo regista napoletano. Scherzetto e per altri versi Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis ci confermano, ancora una volta, quanto la cosiddetta “scuola napoletana” resta viva e molto vitale per il cinema del nostro paese.


Scherzetto Regia: Mario Martone; sceneggiatura: Mario Martone, Ippolita di Majo dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone;  fotografia: Paolo Carnera; montaggio: Jacopo Quadri; effetti visivi: EDI – Effetti Digitali Italiani; musica: Valerio Vigliar; scenografia: Carmine Guarino; interpreti: Toni Servillo, Lorenzo Perrotta, Serena Rossi, Leonardo Lidi, Giovanni Ludeno, Gianluca Di Gennaro; produzione: MAD Entertainment (Maria Carolina Terzi, Carlo, Lorenza e Luciano Stella, Mauro Luchetti) con Rai Cinema in associazione con EDI Effetti Digitali Italiani (Francesco Grisi, Giorgia Priolo), Picomedia (Roberto Sessa); origine: Italia, 2026; durata: 105 minuti; distribuzione: 01 Distribution.

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