Amanda di Carolina Cavalli

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La solitudine può diventare una prigione o forse la migliore arma  per non affrontare le proprie paure e per non guardarsi allo specchio. La mancanza totale di contatto fisico ed emotivo spinge, a volte,  alla creazione di realtà alternative e di vite parallele. Proprio come in questo caso.

Amanda, in questa opera prima di Carolina Cavalli, è una post adolescente decisamente cresciuta con una grande difficoltà a stringere amicizia con i suoi coetanei e a condividere il suo complicato mondo interiore.

La mamma è una donna fredda, la sorella la sfida continuamente ma il punto  non è il contesto familiare di riferimento, se pur non particolarmente stimolante.  Ma c’è  modo e modo di raccontare il disagio giovanile.

Proprio nel corso della scorsa edizione del Festival di Venezia, Wilma Labate aveva presentato sempre nella sezione “Orizzonti”  La ragazza ha volato, ritratto di un’ adolescente particolarmente chiusa ai rapporti umani e alla prese con problemi ben più complicati di Amanda. La solitudine dipinta nel volto di Nadia nel riuscito film della regista romana, era resa perfettamente dai suoi sguardi, la sua diffidenza e la difficile interazione con il mondo esterno.

Amanda sembra un antieroina contemporanea sola contro tutti, ma a parte qualche cenno,  si capisce ben poco dei suoi trascorsi e del suo passato difficile.

Quello che viene fuori immediatamente, è  il mondo interiore della protagonista,  complicato e decisamente sarcastico per una ragazza di soli venticinque anni. La ragazza (Benedetta Porcaroli) crea sulla base di supposizioni rapporti inesistenti,  immagina amori impossibili, costruisce legami dal nulla, come nel caso della sua (finalmente) nuova amica Rebecca (Galatea Bellugi), insofferente ai rapporti umani quanto lei.

La nuova conoscenza  idealizzata da Amanda vive con una mamma depressa e perennemente in crisi  una eccessivamente ansiogena Giovanna Mezzogiorno) e trova nella sua stanza il  rifugio migliore  dal mondo esterno. Amanda, attratta forse dal suo modo strafottente ed evitante,  cerca di allacciare rapporti proprio con lei, inizialmente con grande difficoltà,  poi, lentamente e con naturalezza si scioglie qualcosa e le due cominciano a rivedersi l’ una nell’ altra e riescono persino ad essere complici e solidali.  Il mondo ” parallelo” di Amanda è a tratti divertente, ironico,  quasi troppo maturo per la sua età e, d’altra parte, altre volte ci sembra  troppo poco evoluto da un punto di vista relazionale e sociale.

Amanda sembra non avere un passato e non si intuiscono in profondità i veri motivi del suo reale disagio.

Caterina Cavalli dirige un film sul senso di confusione e di solitudine post- adolescenziale, connotandolo, a tratti, di ironia  e leggerezza e l’obiettivo viene centrato solo parzialmente.  L’ idea di smorzare i toni eccessivamente drammatici dell’inadeguatezza giovanile è azzeccata, ma non è mai portata fino in fondo.

Il percorso evolutivo della protagonista, come accennato, sembra trattato con superficialità e  l’ incontro con l’ amica,  il suo nuovo specchio interiore, sembra supportarla, aprirla al mondo, ma non è mai decisivo. È un film concluso a metà,  che vuole raccontare,  utilizzando punte di ironia,  la progressiva apertura ed evoluzione di un’ adolescente ormai cresciuta ma non riesce a colpire al cuore perché, insistendo poco su un possibile passato della ragazza, la trama risulta poco approfondita a livello di dinamiche  psicologiche e lievemente dispersiva.

Un film dalle buone intenzioni ma che ci pare mancato. Peccato.

In sala dal 13 ottobre 2022


AmandaRegiasceneggiatura: Carolina Cavalli; fotografia: Lorenzo Levrini; montaggio: Babak Jalali; interpreti: Benedetta Porcaroli, Galatea Bellugi, Giovanna Mezzogiorno, Michele Bravi, Monica Nappo, Margherita Maccapani Missoni; produzione: Elsinore Film (Annamaria Morelli, Antonio Celsi), Wildside (Mario Gianani, Lorenzo Gangarossa), Tenderstories (Moreno Zani, Malcom Pagani) origine: Italia 2022; durata: 94′; distribuzione: I Wonder Pictures.

 

 

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