AnyMart di Yusuke Iwasaki (Forum)

L’idea di ambientare un horror, AnyMart, in un ambiente quotidiano e familiare come il supermercato dietro l’angolo di casa non è nuova e, anzi, utilizzata prontamente nei videogiochi giapponesi, ormai costituisce quasi un genere a sé. Dopo il cortometraggio horror Void presentato al Festival internazionale di Rotterdam il giovane regista Yusuke Iwasaki debutta ora a Berlino con il suo primo lungometraggio.

Una lenta carrellata all’indietro, su una confezione di pollo sottovuoto in una vetrina frigorifera, apre il film. Lo stesso movimento di macchina ci presenta il protagonista, il cassiere Sakai, nientemeno che l’attore Shôta Sometani meglio conosciuto per il suo ruolo di protagonista nelle due parti di Parasyte (2014 e 2015, di Takashi Yamazaki), il quale ha da poco iniziato a lavorare in un piccolo negozio della catena di discount dal nome appunto AnyMart. Fra il monotono e scialbo quotidiano, fra scaffali e barattoli in scatola, bizzarri dates con ragazze eccentriche e sigarette fumate di nascosto fra la spazzatura della porta di servizio, Sakai fa la conoscenza della nuova collega Ogawa, che quanto lui e diversamente dagli altri colleghi, sembra avere una motivazione nella vita. All’uniforme luce al neon del negozio, dove ogni cosa perde in autenticità e rimane solo prodotto, si oppone per contrasto l’oscuro e stretto retrobottega, con gli schermi delle videocamere di controllo sempre accesi. È qui che nell’innocua ‘normalità’ qualcosa s’inceppa e fa scattare un cortocircuito generale che si ripercuote fino all’esterno del minimarket. In modo quasi contagioso, uno dopo l’altro, i personaggi, iniziano a perdere il senno e a dare di testa.

Inizia come una satira divertente, per andare a finire con cadaveri e teste mozzate, questa sarcastica, ben carica di umorismo macabro, critica agli estremi consumistici e ai disagi della moderna società giapponese di oggi, dove il discount diventa metafora per una generale carenza di valori, un malessere sociale che si insinua nelle piccole attività del quotidiano, nell’insicurezza dei singoli individui sempre alla ricerca di un’impossibile perfezione. AnyMart insomma mette in scena una società malata e ossessiva, dal fragile e instabile equilibrio, con un tessuto sociale inesistente e alquanto vicina al collasso, mentre l’individuo manda visibili segnali e richieste d’aiuto – come l’hikikomori con la maschera e il taccheggiatore cronico – ma nessuno è disponibile a recepirli.

Il regista spiega come è nata l’ispirazione per il film: «Noi esseri umani, che marciamo costantemente verso la morte, viviamo tutti desiderando disperatamente di diventare “qualcuno”. Cerchiamo di trovare uno scopo e un significato nella nostra vita, ma per quanto profondamente ci identifichiamo in un ruolo, per quanto siamo sopraffatti dalla frenesia quotidiana, l’esistenza stessa è fondamentalmente piena di casualità e senza speranza». 

Un promettente e singolare debutto nell’horror psicologico, con un’atmosfera inquietante e una generosa dose di black humor. Molto consigliato.


AnyMart – Regia e sceneggiatura: Yusuke Iwasaki; fotografia: Mao Ohkawara; montaggio: Yuki Omori; musica: Pas Tasta; interpreti: Shota Sometani, Erika Karata, Masahiko Nishimura; produzione: Tohokushinsha Film Corporation, Nothing New; origine: Giappone, 2026; durata: 88 minuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *