Festival di Locarno 2026 (5-15 agosto): Armony di Dario Albertini (Piazza Grande)

Armony. Voto ***(*).  In Piazza Grande l’Italia debutta con il bel film del romano Dario Albertini dal cast d’eccezione: Valerio Mastandrea, Asia Argento, Ornella Muti, e l’attrice Pamela Schettino, recentemente scomparsa lo scorso maggio.

Armony (Valerio Mastandrea) è un camionista solitario, che si è scelto una vita on the road e ai margini della società. La sua unica vicina è Pamela (Pamela Schettino), un’anziana transgender che per il protagonista è diventata la sua famiglia, quella che si è scelto. Infatti, Armony avrebbe una propria famiglia consanguinea, e il film inizia proprio con l’apparizione di sua sorella Yolanda (Asia Argento), che dopo 25 anni lo vuole invitare al sesto compleanno della figlia Carlotta (Aurora Cherchi). Ormai in pensione anticipata obbligata, a causa della chiusura della ditta di trasporti, l’uomo ha tanto tempo libero, e accetta di andare a trovarle, anche perché era abituato a lavorare costantemente.

La festa sembra ritrarre una famiglia piena d’amore, nonostante gli anni passati lontani. Così, Armony, accetta l’invito della sorella a pernottare a casa loro, ma viene svegliato bruscamente dalla nipote Carlotta, che è in ritardo per la scuola.

Cosa è successo? Yolanda è scomparsa, lasciando la figlia con lui. D’un tratto deve rivalutare tutta la sua esistenza in funzione della nipote. La sorella è fuggita, e lui si ritrova a gestire le necessità della nipotina chiedendo aiuto alla sua confidente del cuore Pamela oltre che a una ragazza incinta del vicinato, Jenny (Giulia Tramontano). Il protagonista continua allora a cercare la sorella in tutti i modi, rivolgendosi anche alla santona del villaggio (Ornella Muti) – purtroppo, nulla da fare, la donna non si trova.

Armony
Asia Argento e Valerio Mastandrea

Iniziando a vivere insieme, Armony si trova a passare dalla solitudine a cui era abituato, alla guida di una famiglia inaspettata, forse strana, ma piena di affetto. Purtroppo, la situazione dall’esterno non è vista altrettanto bene. Le madri attive sulla chat di gruppo della scuola mettono in allerta il sistema, e i servizi sociali si portano via Carlotta. Ora ad Armony non resta che mettersi in gioco, dato che è stato, d’improvviso, investito da un nuovo, inedito senso di responsabilità, e fa di tutto per ottenere la tutela legale della nipote. Si rivolgerà, così, al tribunale dei minori, per essere valutato se in grado o meno di fare da tutore.

Alla sua quarta regia di lungometraggio, Dario Albertini sembra tornare ai temi che aveva ben sviluppato nel precedente Anima bella (2021) in cui si narrava il rapporto tra una figlia e un padre (allora il barbutissimo attore romano Luciano Miele). Questa volta è stato un altro romano Valerio Mastandrea – come ci viene bien spiegato da un’intervista pubblicata sul sito del Festival – a prendere in mano, ad aiutare la lunga gestazione del progetto e guidare da mattatore la nascita di un film poetico, capace di emozionare e commuovere, semplicemente guardando l’evoluzione del rapporto tra zio e nipote, e dei vari legami familiari che ne conseguono.   

In un rigoroso impianto visivo, è stata, dunque, soprattutto l’interpretazione di Valerio Mastandrea  a diventare il potente fulcro emotivo su cui poggia l’intera impalcatura “filosofica”, analitica del film. Armony vuole esplorare il contrasto tra l’isolamento dell’uomo moderno e il bisogno ancestrale di contatto tra le persone. E il personaggio del protagonista non esprime il dolore dell’isolamento attraverso il grido o l’azione, ma lo interiorizza in movimenti lenti, nelle spalle curve e in uno sguardo costantemente rivolto altrove, specchio di una rassegnazione sociale che sembrerebbe invalicabile. Mastandrea riesce così a tradurre l’astrattezza del conflitto filosofico in pura verità antropologica, mostrando, con grande bravura, tutta la dolorosa bellezza di un uomo che, nonostante tutto, sceglie di rischiare il contatto con l’altro.

Ma su questo e altri temi dell’opera di Albertini, magari avremo modo di ritornare in occasione dell’uscita in Italia di Armony prevista (purtroppo) solo a marzo dell’anno prossimo grazie a I Wonder Pictures.


Armony Regia: Dario Albertini; sceneggiatura: Dario Albertini e Simone Ranucci; fotografia: Emilio M. Costa; montaggio: Chiara Vullo; musica: Dario Albertini, Ivo Parlati; scenografia: Daniele Frabetti; interpreti:Valerio Mastandrea, Asia Argento, Ornella Muti, Aurora Cherchi, Clara Tramontano, Pamela Schettino, Nando Paone, Elena Lietti, Francesca Antonelli; produzione: Annamaria Morelli, Francesco Tatò, Andrea Scrosati per The Apartment, Damocle, Rai Cinema con la partecipazione di HBO Max; origine: Italia, 2026; durata: 104 minuti; distribuzione: I Wonder Pictures.

 

 

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