Berlino F.F.: Avec amour et acharnement di Claire Denis (Concorso)

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La macchina da presa riprende molto da vicino una coppia che fa il bagno in mare, sono due persone che hanno superato da un po’ la cinquantina, lui con una pronunciata stempiatura, lei con un costume intero nero e il viso che reca qualche segno dell’età. Stanno facendo il bagno insieme, sembra che quasi abbiano paura ad allontanarsi l’uno dall’altro, ogni loro gesto racconta di una grande vicinanza e di una placida tenerezza. Vestiti molto casual, dopo la vacanza, se ne tornano a casa a Parigi: una casa a un piano alto, in lontananza si scorge il Sacre Coeur, la casa non è grandissima, la cosa che più si nota è il balcone molto lungo dove si ritira chi dei due voglia avere un minimo di privacy per parlare al telefono. Un balcone dal quale si può scorgere la strada sottostante e che per tutto il film lo spettatore avverte come una minaccia, spesso accompagnata da una musica, affidata alla band dei Tindersticks, che contribuisce a creare inquietudine, come in un film di Hitchcock o in uno di De Palma.

La coppia di Avec amour et acharnement, quindicesimo film di finzione della settantacinquenne Claire Denis è costituita da Sara e Jean, interpretati da Juliette Binoche e Vincent Lindon. Stanno insieme da dieci anni. Alle spalle hanno un’altra vita, altre vite. Lui ha anche un figlio Marcus, con la pelle nera, che è stato affidato alla nonna Nelly (Bulle Ogier), perché la madre se ne è ritornata nella Martinica e il padre ha trascorso un periodo in carcere, senza che si sappia con esattezza perché. Sara è una conduttrice radiofonica interessata soprattutto a questioni di politica estera  e di conflitti interetnici e interculturali. È chiaro che un film che racconta una situazione apparentemente così armonica, magari non esaltante ma certamente armonica può proseguire solo se a un certo punto succede qualcosa a turbare questa armonia. Un potenziale elemento di disturbo può costituirlo Marcus, svogliato e leggermente antagonista, di cui la nonna che abita a Vitry non perde mai l’occasione di lamentarsi con Jean, ma si capisce che non è da qui che verranno i problemi principali.

Il personaggio che metterà a soqquadro l’apparente armonia è invece François (Grégoire Colin), l’ex di Sara, nonché ex-socio di Jean, che Sara scorge un mattino andando al lavoro, mentre lui se ne sta andando via in moto con una ragazza più giovane. E le mani di Sara, inquadrate mente in ascensore sale nel suo studio, la dicono lunga. François è tornato e da allora nulla è più come prima, perché il suo ritorno condiziona le scelte di Jean e devasta l’animo di Sara.

Il ritornante dall’aria piuttosto equivoca propone una nuova impresa lavorativa a Jean (un’agenzia per ragazzi, giovani speranze del rugby, di cui Jean è stato professionista prima di un brutto incidente) che con tutta evidenza è bravissimo a manipolare (qua e là si arriva anche a immaginare che i due possano avere una inconfessata relazione omoerotica, oltre a intuire il fatto che Jean in galera ci è andato al posto dell’ “amico”, forse sparito per togliersi da probabili guai).

Ma la persona nettamente più arroventata dall’arrivo di François è Sara che, malgrado i tentativi di controllarsi e di allontanare da sé la minaccia, capisce che è tornato un uomo che attinge a ben altre profondità, a ben altre visceralità rispetto a Jean, un uomo che appunto la devasta e che fa scomparire di colpo quella parvenza di armonia che avevamo visto all’inizio, caro vecchio triangolo del melodramma. Come finiranno le cose non lo diciamo, convinti come siamo che, anche data la notorietà degli attori, il film prima o poi arriverà in Italia.

Malgrado la presenza di temi sociali (il figlio, gli ospiti di Sara in radio, fra cui il calciatore Lilian Thuram e altre persone “reali”, ciò che conferisce al film tratti del docu-drama di impegno civile), malgrado l’alto gradiente di contemporaneità determinato dal fatto che tutti i personaggi portano la mascherina (decisamente da leggersi anche in funzione simbolica, i personaggi gettano la maschera nella seconda parte del testo), il film di Claire Denis è un film assolutamente privato, dai tratti quasi teatrali, un classico film di attori e di attrici, rispetto a cui, fin dalla primissima scena già raccontata, la macchina da presa assolve una funzione di rigoroso tallonamento. E visto che si tratta di un film di attori e di attrici, va detto che Juliette Binoche, a cui è dedicata una quantità industriale di primi piani, è semplicemente sensazionale nell’interpretare di fatto due donne, la donna affettuosa e la donna perdutamente innamorata. Lo spettatore vede la prima scena in cui Sara cammina per strada con François, vede i suoi occhi, vede la sua bocca, vede come incede – e capisce tutto.


Cast & Credits 

Avec amour et acharnement (Both Sides of the Blade); regia: Claire Denis; sceneggiatura: Christine Angot, Claire Denis; fotografia: Eric Gautiermontaggio: Emmanuelle Pencalet, Sandie Bompar, Guy Lecorne;  musica: Tindersticksinterpreti: Juliette Binoche (Sara), Vincent Lindon (Jean), Grégoire Colin (François), Issa Perica (Marcus), Bulle Ogier (Nelly), Mati Diop (Gabrielle); produzione: Curiosa Films, Parigi; distribuzione: Wild Bunch International, Parigiorigine: Francia 2021; durata: 116’.

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