
Enjoy your stay nasce come felice e riuscita collaborazione fra il regista svizzero Dominik Locher e la sceneggiatrice filippina Honeylyn Joy Alipio. Ma nonostante l’incoraggiante titolo, il film non è una cartolina postale d’invito a soggiornare nelle turistiche località della Svizzera montana.
Siamo nel periodo delle festività natalizie, uno fra i momenti più intensi per il turismo nelle località sciistiche. Poco si vede delle bianche cime innevate dell’idilliaca montagna svizzera. Il lussuoso paradiso bianco rimane il luogo di vacanza prediletto per un’elitaria frazione di ricchi turisti, mentre le piacevoli attività sportive inaccessibili, per quanto a portata di mano, per chi come Luz (Mercedes Cabral), filippina illegale nel paese, lavora sottopagata, sfruttata con le sue compagne di squadra fino a ben dodici ore al giorno, a volte anche la notte. Nelle ville del turismo di lusso, nella zona sciistica di Verbier, la donna entra solo per pulire, riordinare o servire. Nella Svizzera di Luz, le banche non esistono, si paga tutto in nero, e la realtà sembra divisa nelle categorie di chi i soldi li conta con parsimonia e di chi invece, più facilmente, li spende senza pensarci su troppo. Dopo anni di lavoro, la donna si ritrova in una difficile situazione: deve tornare il prima possibile dalla figlia di sei anni, rimasta nelle Filippine con la zia, perché rischia di perderne la tutela. Per pagarsi il viaggio e guadagnare velocemente molti soldi è costretta a scendere a patti con il suo datore di lavoro Thibault (Alexis Manenti) e scegliere fra la sua integrità morale o l’amore per la figlia.
Costruito su un montaggio veloce, con un ritmo serrato e scattante che non lascia spazio a momenti contemplativi, Enjoy your stay ci mostra l’invisibile sistema di sfruttamento del lavoro migrante che troviamo esistere pure nella ricca e neutrale Svizzera. L’invisibile via vai di Luz ricorda per certi versi l’invisibilità di Simon in Sister (2012), il bel film di denuncia di Ursula Meier, su un ragazzino che ruba costosi equipaggiamenti da scii fra le piste innevate svizzere per rivenderli in nero. Anche Locher e Alipio restituiscono i fatti in un realismo asciutto e aspro come in quest’ultimo film. Prima di stendere la sceneggiatura i due hanno speso mesi in un’inchiesta nel settore fra lavoratori sfruttati, dipendenti e uffici di polizia per capire come questo sistema di sfruttamento funzioni in parallelo a quello legale e ufficiale. La macchina da presa si sposta rapida da un protagonista all’altro, segue e inquadra chi parla, chi si muove. Si avverte quindi la fretta e lo scandire del tempo. Il volto teso della protagonista non lascia mai trapelare il dramma nascosto dietro le sue azioni, solo lacrime scorrono sul suo viso dalla pelle levigata di bambola, abituata a soffrire in silenzio. E così come Mae, la sua collega, ha imparato a subire fisicamente i soprusi, non avendo voce per potersi ribellare: il passaporto è in mano ad una agenzia di collocamento aguzzina.

Legata da un rapporto di dipendenza da Thibault, il suo datore di lavoro locale, riesce a vincerne la fiducia solo a costo di diventare sua complice. Eppure, Luz grazie anche all’ottima interpretazione di Mercedes Cabral, non si pone come vittima indifesa del sistema, ma a sua volta lo sfrutta, e in parte impara a gestirlo a suo modo, creando però altre vittime fra le sue colleghe. Ecco allora la metafora del cane grande che mangia il piccolo nella seconda parte del film. Lo stesso Thibault si lascia sfruttare e manovrare dai suoi superiori. Un sistema che sopravvive grazie al reciproco abuso delle fragilità dell’individuo, siano queste economiche o di potere. Nel realismo degli autori non troviamo, quindi, né buoni né cattivi fra i personaggi principali, semplicemente individui che hanno scelto di mettere da parte i valori morali per propria convenienza.
Nel suo collegare due realtà agli antipodi come la Svizzera e le Filippine, sia geograficamente che economicamente così lontane fra loro, Enjoy your stay non si limita a raccontare la singola storia di una donna emotivamente vulnerabile e sottoposta a pressione, ma mette in luce i conflitti sociali e le dinamiche di potere che il nostro mondo globale permette e consente di perpetuare. Alla fine, comunque Luz riesca o meno nella sua impresa, avrà sempre perso qualcosa della sua dignità umana. Fortuna che Locher e Alipio le concedono una terza, sebbene la più improbabile, possibilità.
Enjoy your stay – Regia: Dominik Locher; sceneggiatura: Dominik Locher, Honeylyn Joy Alipio; fotografia: Jeanne Lapoirie; montaggio: Diego Marx Dobles, Carmen Walker; musica: Mirjam Skal; interpreti: Mercedes Cabral, Alexis Manenti, Anna Luna, Hasmine Killip; produzione: Close Up Films, JBA Production, RTS; origine: Svizzera, Francia, Filippine 2026; durata: 99 minuti.
