Festival di Cannes (2024): The Girl with the Needle di Magnus von Horn (Concorso)

Il regista svedese-polacco Magnus von Horn (Sweat, 2020) aveva presentato nel 2015 a Cannes il suo primo lungometraggio The Here After, che venne premiato nella sezione Director’s Fortnight. Quest’anno torna a Cannes nientemeno che in concorso con The Girl with the Needle (Pigen med nålen), un thriller d’epoca, girato in un rigoroso bianco e nero. La trama prende spunto da un reale e raccapricciante fatto di cronaca avvenuto nel secondo decennio del ‘900, e cerca di ricostruire in versione romanzata le vicende che portarono a scoprire  l’assassina seriale danese Dagmar Overby.

Siamo a Copenaghen. La Prima Guerra Mondiale è appena terminata e sebbene la Danimarca non vi abbia partecipato direttamente, anche qui le ristrettezze e la povertà imperano. Karoline Nielsen (Vic Carmen Sonne), che lavora come operaia tessile in una fabbrica, soffre la miseria e lo sfratto anche in conseguenza della mancanza del marito Peter (Besir Zeciri), partito soldato e ora, a quanto pare, disperso. Inoltre, dopo una breve e segreta relazione con il padrone della fabbrica, si ritrova licenziata e sulla strada perché in stato interessante. Ad aumentare i suoi guai riappare all’improvviso il marito rimasto gravemente ferito al fronte, il quale, tornato completamente sfigurato al volto, è costretto a girare con una maschera. Disperata, durante un tentativo di suicidio, viene a conoscere Dagmar (Trine Dyrholm) che le offre il suo aiuto e si propone di prendersi il bambino per affidarlo in adozione ad una ricca famiglia. Fra le due donne si viene a creare un forte legame e Karoline comincia ad aiutare Dagmar nei suoi affari, fino a che un giorno decide di seguire la donna nella consegna di un bambino al quale lei stessa è particolarmente affezionata.

Victoria Carmen Sonne

L’atmosfera cupa e lugubre che permea tutto il film – anche grazie all’uso di un’impeccabile e freddo bianco e nero  di Michał Dymek – è introdotta fin dall’inizio grazie a immagini di visi in agonia che appaiono su fondo nero e, che succedendosi in un velocissimo montaggio, arrivano a trasfigurarsi in un mostruoso collage fatto di ombre e luci. Von Horn restituisce una convincente ricostruzione dell’atmosfera del tempo, con un particolare interesse ai dettagli e alla messa in scena – vengono in mente le sequenze nel bagno pubblico, oppure quelle del circo – e calcando un poco in particolar modo sul macabro realismo di certi truci aspetti – come l’incontro al circo fra Karoline e Peter –, è comunque particolarmente capace nel comporre immagini di grande intensità visiva.

Senza ombra di dubbio la scelta dell’attrice Victoria Carmen Sonne, che ricorda non solo fisicamente la diva del muto Asta Nielsen, ma anche la sua intensa espressività facciale e ne porta il nome, non è casuale. Inoltre, in una sequenza del film le due donne si divertono ad andare a vedere al cinema un film muto. Anche se latente, il lungometraggio riflette una profonda critica sociale alla società che permette il realizzarsi di certi orrori. Pur non potendolo definendolo un film femminista The Girl with the Needle permette comunque uno sguardo retrospettivo sulla situazione della donna ai primi del XX secolo.

In Concorso al Festival di Cannes 2024
Su Mubi dal 24 gennaio 2025.


The Girl with the Needle (Pigen med nålen) – Regia: Magnus von Horn; sceneggiatura: Magnus von Horn, Line Langebek; fotografia: Michał Dymek; montaggio: Agnieszka Glinska; musica: Frederikke Hoffmeier; interpreti: Victoria Carmen Sonne, Trine Dyrholm, Besir Zeciri, Tessa Hoder; produzione: Nordisk Film Denmark, Lava Films, Nordisk Film Sweden; origine: Danimarca/Polonia/ Svezia, 2024; durata: 115 minuti; distribuzione: Mubi.

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