Five Nights At Freddy’s 2 di Emma Tammi


Questo secondo capitolo di Five Nights At Freddy’s, diretto anche stavolta con poca verve da Emma Tammi, rappresenta bene l’attitudine ineluttabilmente crossmediale della Hollywood contemporanea che, partendo da un prevenduto di successo (in questo caso un video game), è capace di riprodurre infinite varianti della cellula primigenia su “corpi mediali” differenti da quello da cui ha avuto origine. In buona sostanza, questo genere di proliferazioni mediali, per la loro capacità di replicarsi, quasi fossero dotate di vita autonoma, si configurano come un organismo vivente o, se preferite, come un virus. Cos’è, in fondo, il MCU se non l’esempio migliore di questa capacità auto-generativa di una Pop Culture virale e, al contempo, ingegnerizzata?

Nel 1982, prima che il Freddy’ Fazbear’s chiudesse definitivamente i battenti, un altro bambino era caduto vittima della furia omicida del folle William Afton (Matthew Lillard): si trattava della piccola Charlotte (Audrey Lynn-Marie) adolescente schiva ed emarginata dai propri coetanei che ha avuto la sola colpa di assistere a un rapimento nella pizzeria maledetta e, non creduta da nessun adulto, ha tentato di salvare da sola il bambino, finendo, infine, uccisa.  Nel presente, invece, ritroviamo Abby (Piper Rubio), Mike (Josh Hutcherson) e Vanessa (Elizabeth Lail), che, con grande fatica, stanno cercando, ciascuno a proprio modo, di riannodare i fili delle proprie esistenze. Tutti e tre sono impegnati nel tentativo di elaborare i propri vissuti traumatici, con i due adulti che, sul piano affettivo, cercano una possibile via di fuga dal passato cercando, di intessere, una relazione amorosa stabile. La quiete, manco a dirlo, durerà assai poco, perché nel Freddy Fazbear’s che è stato luogo della morte di Charlotte, la maligna entità che vi risiede sin dal tragico evento, viene improvvisamente ridestata da un gruppo di giovani ghost hunters a caccia di brividi, fatti entrare inopinatamente dall’immancabile guardiano notturno Mike (Freddy Carter). Gli incubi notturni tornano a tormentare i protagonisti, in particolare i sogni di Vanessa, ma anche quelli di Abby che da uno di essi viene ricondotta al Freddy’s per cercare la compagnia dei tre pupazzi meccatronici che lei considera amici. Ad attenderla troverà delle nuove versioni di Freddy, Bonnie, Chica e Foxy che, al posto del morbido rivestimento in stoffa, “indossano” una sorta di armatura in materiale plastico e acciaio. Ad animarne parole e movimento non vi sono però le anime dei quattro bambini fantasma conosciuti nel capitolo precedente, bensì la volontà dell’entità maligna in guisa di sinistro burattinaio, animata da una smisurata sete di vendetta contro gli adulti della città. La malvagia entità ultraterrena, non rappresenterà tuttavia per il terzetto, l’unica fonte di pericoli da cui difendersi e il lieto fine stavolta non è affatto assicurato.

Guardando un po’ oltre il franchise di Five Nights At Freddy’s,  e più precisamente al dittico di MEGAN, negli ultimi anni, la Blumhouse di Jason Blum , pare proprio nutrire una smodata fascinazione per il filone horror con al centro bambole assassine e affini. I risultati, se da un punto di vista prettamente cinematografico possono lasciare perplessi, da quello commerciale, invece, hanno dato frutti tutto sommato soddisfacenti. Il primo film ispirato alla serie videoludica creata da Scott Cawthon, per esempio, ha riscosso un grande successo al box office, che questo secondo capitolo è chiamato in qualche modo a replicare.  Un compito non certo facile e tantomeno scontato, se pensiamo al fatto che di tutti i film tratti da videogiochi, quasi nessun titolo ha mai lasciato tracce indelebili nella memoria degli spettatori, fatta eccezione, forse, per la saga di Resident Evil.

Questo seguito cinematografico della saga di FNAF, sceneggiato in solitaria dal buon Cawthon, e ispirato molto liberamente al sequel dell’omonimo videogioco del 2014, non si discosta poi tanto dall’andazzo, configurandosi come un guilty pleasure per gli appassionati del video gioco (o poco più), sempre in procinto di deragliare. Un film dichiaratamente ombelicate, che con i suoi ester eggs farà la gioia dei cultori della saga, ma che rimanda anche alla sua stessa prima trasposizione filmica, con i cameo di personaggi di alleggerimento conosciuti nella pellicola del 2023.

Come più sopra scrivevamo, questa sorta di meccanismo di proliferazione cellulare, pare aver dato luogo a quel gioco al rialzo cui siamo stati abituati, in anni recenti, dai collaudati meccanismi di exploitation hollywoodiana, qui plasticamente rappresentati dalla moltiplicazione dei quattro animatroni giganti che vediamo raddoppiati, anzi triplicati, e che assumono le forme dei prototipi oppure degli upgrade delle versioni dei peluche assassini che abbiamo imparato a conoscere.

Non manca, tuttavia, qualche motivo di interesse, che può essere individuato nel villain paranormale di cui, per evitare spoiler, abbiamo sin qui scritto poco, ma che risulta piuttosto sinistro e spaventoso. Come anche piuttosto interessante risulta, in questa sceneggiatura a dir poco “esilina”, un tentativo di riflessione sul tema dell’ereditarietà familiare, sulle colpe dei padri che i figli sono destinati a pagare e che tentano, con difficoltà, di scongiurare. Ma si tratta, pur sempre e in ultima analisi, di mero esercizio “commerciale”, utile, se gli incassi lo permetteranno, a preparare la strada al prossimo capitolo della saga, i cui semi sono già stati piantati in questo sequel (caparbiamente) sconclusionato, con un cliffhanger finale tipico dei comics.

In sala dal 4 dicembre 2025.


Five Nights At Freddy’s 2– Regia: Emma Tammi; Sceneggiatura: Scott Cawthon (basato sul video game FNAF di Scott Cawthon) ; fotografia: Lyn Moncrief; montaggio: Timothy Alverson, Derek Larsen; musica: The Newton Brothers;  interpreti: Josh Hutcherson, Piper Rubio, Elizabeth Lail, Matthew Lillard, Freddy Carter, Wayne Knight, Audrey Lynn-Marie; produzione: Scott Cawthon, Jason Blum; origine: USA, 2025; durata: 103 minuti; distribuzione: Universal Pictures.

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