La straordinaria attualità di “Furore”

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Dal 18 al 30 maggio Massimo Popolizio porta in scena Furore, al teatro Argentina, dall’omonimo romanzo di John Steinbeck riuscendo nella non facile impresa di restituire spessore e anima all’adattamento drammaturgico di Emanuele Trevi basato sul capolavoro dello scrittore statunitense.

La narrazione di Popolizio prende vita, proprio come fu per il romanzo, dall’inchiesta che il “San Francisco News” propose allo scrittore  statunitense nel 1936: un’indagine accurata sulle condizioni di vita dei braccianti costretti ad abbandonare la loro ragione di vita, la terra, alla ricerca di una speranza di vita migliore, forse, in California.

L’esperienza giornalistica di Steinbeck (umana e soprattutto di grande valenza sociale) generò una serie di articoli da cui pochi anni dopo, nel 1939 nacque il testo appunto di The Grapes of Wrath, uno tra i romanzi simbolo della depressione americana degli anni ’30. E di lì a poco, nel 1941 l’omonimo film diretto da John Ford guadagnò ben sette candidature all’Oscar aggiudicandosi i premi per il miglior regista e la migliore attrice non protagonista.

Furore prende avvio dalle vicende della famiglia Joad costretta ad abbandonare la propria fattoria nell’ Oklahoma su un autocarro per tentare la fortuna in California.

La polvere, le tempeste di sabbia e la conseguente siccità sono le cause dell’impoverimento di quelle terre, rese sterili e poco produttive. Le banche, non disposte più a rinnovare i crediti, confiscano i terreni inviando i trattori a spianare tutto, persino le abitazioni.

E i contadini, senza le loro terre, denudati dei loro beni, sono costretti a spostarsi, spinti dal miraggio di terre più produttive, forse dalla possibilità di un lavoro, e diventano emigranti.

L’attualità del testo è straordinaria, la crisi agricola e sociale che interessò gli Stati Uniti in quegli anni, è in realtà un viaggio complicato e tortuoso che passa attraverso il dolore, la disperazione e la sofferenza, richiama anche il nostro presente, e coinvolge sentimenti di un’umanità molto più ampia.

L’analisi di Steinbeck parte dalla trasmigrazione della famiglia Joad e arriva ad abbracciare un’intera comunità che vive e continua a muoversi per un senso indefinito e forse irreale di “speranza”. Nella disperazione e nel comune destino, gli uomini in cammino si uniscono perché “il bisogno fa stimolo all’idea , l’idea all’azione”.

E la sera, davanti a tende improvvisate, si accoccolano davanti al fuoco, parlano del futuro e diventano narratori, perché il dialogo e il senso di condivisione diventano i semi per una possibile costruzione.

E proprio come in Furore davanti al fuoco i protagonisti “costruiscono” storie, così Popolizio passo dopo passo costruisce, con la sua interpretazione e con la musica dal vivo di Giovanni Lo Cascio, le tragiche storie dei personaggi, gli sguardi affamati dei bambini, i campi di mais ormai pieni di polvere, il lungo viaggio verso la Route 66, gli accampamenti.

Il connubio azzeccato tra interpretazione del testo, suono e immagini restituisce le atmosfere del romanzo dando la possibilità al pubblico di abbandonarsi al racconto, suddiviso in brevi sezioni e passo dopo passo (La polvere, la banca, Greetings from California, ecc) grazie al susseguirsi di questi capitoli, si coglie il senso della vicenda in una prospettiva molto più ampia.

Due sono gli aspetti che risaltano nell’appassionante lettura di Popolizio: il senso di comunità che lega profondamente uomini che sembrano predestinati e la consapevolezza di una profonda ingiustizia che diventa rabbia e cova, in maniera inarrestabile, i semi del furore “E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s’avvicina l’epoca della vendemmia.»

Furore ha un’ottica trasversale proprio per questo: riesce ad attraversare, grazie alle sfortunate vicende della famiglia Joad, emozioni e frustrazioni sempre vive nell’animo umano connesse a mutamenti sociali e crisi cicliche che ripetendosi segnano e continueranno a segnare, nel corso del tempo, la storia.


Furore  di e con Massimo Popolizio; soggetto:  dall’omonimo romanzo di John Steinbeck; adattamento:  Emanuele Trevi; musica: Giovanni Lo Cascio; foto: Federico Massimiliano Mozzano.

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