Odissea di Christopher Nolan (2026) – Un grande viaggio di espiazione e di scoperta delle pulsioni della propria coscienza.

Odissea di Christopher Nolan. Voto ****. Il grande regista inglese ci racconta il viaggio di Ulisse come un percorso di espiazione e riscatto, e scarta la tecnologia digitale dell’AI optando per una rigorosa ricerca stilistica di autenticità.

Oltre ad essere a tutti gli effetti un kolossal epico, l’Odissea di Christopher Nolan presenta i crismi di una grande varietà di generi filmici, dal film storico, all’action, al film di guerra, di viaggio, di avventura, il dramma familiare, il western, l’horror. Un ventaglio di generi che soddisferà il pubblico mainstream delle quattromila e cinquecento sale mondiali complessive.

Tra i vari generi d’appartenenza del film, ci soffermeremo sul Coming of age, il racconto di formazione, che ci sembra restituire maggiormente la correlazione dell’opera con l’epica classica omerica.  Se nell’Iliade, e in tutti i film ad essa ispirati, tra cui Troy di Wolfgang Petersen del 2004, rispetto al quale questa Odissea si colloca agli antipodi dal punto di vista stilistico, la figura di Ulisse incarna la “mente”, la razionalità e l’astuzia applicate alla guerra, nell’Odissea emerge il suo lato emotivo di uomo, padre e marito segnato dalla nostalgia di casa. Nel rappresentare il personaggio, Nolan fa un passo ulteriore: oltre alla difficoltà di tornare a casa ci racconta infatti la sua tormentosa auto-indagine psicologica sul perché della propria incapacità di farlo. Aldilà della volontà avversa degli Dèi, Ulisse si rivela preda di un inconscio desiderio di fuga, e quindi di un umanissimo autosabotaggio. Analizzando la psiche e l’inconscio del personaggio, quello che nel corso delle sue avventurose esperienze di viaggio emerge, rivelandosi al pubblico anche attraverso le immagini e gli aspri paesaggi evocativi di un disagio interno, è il profondo senso di colpa di un uomo reo di avere causato la morte di migliaia di civili e di soldati e che per questo elude, inconsciamente, il ritorno a casa per non doversi confrontare con il male compiuto.  Un danno compiuto anche contro gli Dèi, prima fra tutte Atena, al cui sacro tempio nella città di Troia, il cinico Ulisse aveva destinato il suo cavallo in forma di dono.

Odissea di Christopher Nolan

Nella rilettura di Nolan, il viaggio di Ulisse in Odissea diventa un viaggio interiore e introspettivo di espiazione e di scoperta delle pulsioni della propria coscienza, ma anche di maturazione e passaggio dalla fredda ragione, irriguardosa del mistero, alla fede, intesa come consapevolezza dei propri limiti umani e del rispetto per il divino. Sul volto di Ulisse, egregiamente interpretato da Matt Damon, appare una costante espressione interrogativa e auto inquisitiva, come se le vicende del suo viaggio rappresentassero un enigma psichico da decifrare oltre ad una fatica da affrontare.  Rammentandoci il monito “conosci te stesso”, scolpito nell’antichità sulla facciata del Tempio di Apollo a Delfi, quello di Nolan si rivela quindi  un cinema d’intrattenimento autoriale e visionario ma allo stesso tempo intimista e iniziatico, come esemplificato nella sequenza delle sirene, le creature il cui canto rivela profonde verità interiori potenzialmente letali, che solo Ulisse ha licenza di ascoltare, mentre il suo equipaggio ne viene escluso con lo stratagemma della cera nelle orecchie. Così come il pubblico che viene improvvisamente e inaspettatamente tagliato fuori dall’ ascolto, come a suggerire una funzione salvifica del cinema, al tempo stesso rivelatore di verità profonde e sconvolgenti, che occorre sapere ascoltare per non naufragare nelle fatali acque dell’inconsapevolezza. Al pari di Gesù di L’ultima tentazione di Cristo (per la regia di Martin Scorsese, 1988, dal romanzo omonimo di Nikos Kazantakis) e il Batman della trilogia di Dark Knight dello stesso Nolan, l’Ulisse di Odissea lotta contro sé stesso e la propria fallibilità, oltre che contro i pericoli esterni scagliati da una divinità imparziale, e lo fa per conquistare la propria umanità e autenticità. Quella stessa autenticità che formalmente Nolan riesce a raggiungere attraverso l’uso della pellicola 70 mm; della rediviva macchina da presa IMAX; dei suggestivi scenari naturali scovati negli angoli più remoti e impervi di Italia, Scozia, Islanda, Marocco, Malta e Nuova Zelanda, e attraverso l’uso della luce naturale da parte del direttore della fotografia Hoyte van Hoytema.Odissea di Christopher Nolan

“In un’epoca di apparente magia…”, come recita sotto titolo di Odissea, il regista inglese fa piazza pulita dell’apparente magia del digitale e dell’AI, spingendo pubblico, esercenti e cineaste/i a riscoprire la magia vera della pellicola e a ritornare all’autenticità del grande cinema del passato e delle avanguardie come la Nouvelle Vague. Come si evince anche dalla lezione godardiana del contrasto musica – immagini usata dal musicista Ludwig Göransson, autore della colonna sonora, sulla cui efficacia però, nonostante il talento da Oscar dell’autore, nutriamo dei dubbi, soprattutto per via della sua rumorosità. Quando andrete a vedere il film, portatevi i tappi di cera come la ciurma di Ulisse.

Un ultimo avviso ai naviganti: chi tra il pubblico si è spinto oltre le Colonne di Ercole raggiungendo le remote lande australiane o nord americane per assistere alle rare proiezioni in pellicola del film, proprio come il nostro nostalgico Ulisse rischia di non volere più fare ritorno al cinema in digitale. Come biasimarli.

In sala dal 16 luglio 2026.


Odissea (The Odyssey– Regia sceneggiatura: Christopher Nolan; fotografia: Hoyte van Hoytema; montaggio: Jennifer Lame; effetti speciali: Stefano Corridori, Eggert Ketilsson, Andrew Jackson, Double Negative, Woodster Pictures Company; musica: Ludwig Göransson; scenografia: Ruth De Jong, Larry Dias, Gene Serdena; costumi: Ellen Mirojnick; interpreti: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Elliot Page, Robert Pattinson, Charlize Theron, Jon Bernthal, Lupita Nyong’o, Samantha Morton, John Leguizamo, Benny Safdie, Bill Irwin, Himesh Patel, Will Yun Lee, Jesse Garcia, Mia Goth; produzione: Emma Thomas, Christopher Nolan per Syncopy Inc., Universal Pictures; origine: Usa/Gb, 2026; durata: 173 minuti; distribuzione: Universal Pictures Italia.

 

6 thoughts on “Odissea di Christopher Nolan (2026) – Un grande viaggio di espiazione e di scoperta delle pulsioni della propria coscienza.

  1. Mi piacciono molto le tue recensioni. Le leggo sempre con grande interesse e sono spunti interessanti. Scelgo nuovi film da vedere anche leggendo le tue recensioni. Grazie

  2. L’ho letta. La recensione è bella e ben scritta e c’è pure qualcosa che mi era sfuggito: “il mix di stili dall’epico, allo storico, all’avventura … fino all’horror…” no, non ci avevo pensato! Brava sicuramente voleva divertirsi ?
    Nonostante ciò per me resta un film noioso, rumoroso e con la solita “acquolina bellica” di fondo che connota sempre il prodotto atlantico. Un “mea culpa” così dichiarato che non ci crede più nessuno.

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