Odissea di Christopher Nolan (2026) – Un grande, grande film

Odissea. Voto ****. Con qualche trascurabile pecca, un affascinante viaggio di dolore contro la guerra,  insieme sontuoso e pop, in cui ritrovare molti elementi di continuità nello stile di Christopher Nolan ma anche scoprire tanto di nuovo e inedito. Il suo film più costoso (250 milioni di dollari), il nr. 13, girato in Imax 70 mm.

Dimenticate, se per caso lo ricordaste, quanto avete visto e conosciuto sinora, cinematograficamente parlando, riguardo all’Odissea omerica e al personaggio di Ulisse per abbandonarvi completamente a questa nuova impresa di Christopher Nolan. Vi garantisco ne vale veramente la pena, anche se noi italiani a riguardo siamo stati dei precursori, come ben sappiamo buttando un occhio indietro alla Storia del cinema. Faccio riferimento non solo ai lontani esordi della Settima Arte con L’Odissea (1911) diretta da Giuseppe De Liguoro, Francesco Bertolini e Adolfo Padovan oppure, sempre dello stesso anno, La caduta di Troia di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto, il primo adattamento per lo schermo a noi pervenuto dell’Iliade. Oppure, proseguendo e andando avanti nel tempo, con un salto nel secondo dopoguerra, troviamo nel 1954 il Kolossal in Technicolor di Mario Camerini e cioè l’Ulisse con Kirk Douglas nei panni del protagonista e Silvana Mangano nel doppio ruolo di Penelope e Circe – ancor oggi uno dei film italiani più visti in sala da sempre; infine, nel fatidico 1968, abbiamo la miniserie televisiva italo-francese Odissea per la regia di Franco Rossi in otto puntate (ognuna delle quali introdotta dal poeta Giuseppe Ungaretti che recitava alcuni versi dell’opera) ricordata non solo perché la prima produzione RAI a colori ma anche come una delle trasposizioni più fedeli del poema di Omero.

Se poi passiamo al mondo di lingua inglese, per dovere di completezza di questa nostra iniziale carrellata professorale, andrebbe ricordato The Odyssey (1997) per la regia del russo Andrej Končalovskij, una notevole miniserie tv in due parti di 176 minuti più o meno la stessa durata del film di Nolan. E, guarda caso, lo stesso regista londinese avrebbe dovuto dirigere nel 2004 quel Troy dal cast stellare (Brad Pitt, Eric Bana, Brian Cox, Peter O’TooleDiane Kruger, ecc.) che invece è poi stato realizzato e co-prodotto dal tedesco Wolfgang Petersen. Infine, di recente, nel 2024, l’italo-inglese Uberto Pasolini ha ridato vita al personaggio di Ulisse alias Ralph Fiennes in Itaca – Il ritorno (attualmente disponibile anche su Amazon Prime).

Odissea
Matt Damon e Zendaya

Bene, Christopher Nolan ora ci fa dimenticare tutto o quasi il passato cinematografico, con questo suo nuovo film, insieme poderoso e pop, nel quale si possono trovare tanti elementi di continuità con il suo stile ma anche qualcosa di nuovo e inedito. Nuovo, ad esempio, per dirlo subito, ci appare l’approccio ardito alla figura di Ulisse (uno strepitoso Matt Damon) che ancora più di quanto avveniva in Oppenheimer ci parla direttamente delle ansie e delle angosce della nostra contemporaneità. Perché si allontana decisamente dall’astuto eroe  del poema omerico per diventare un reduce spezzato e traumatizzato dalle brutture della guerra che nella droga (il loto) e con la presenza di Calipso (una estatica Charlize Theron) cerca una lunga strada d’uscita dai propri incubi per il nostos  a Itaca, dopo aver perso per mare tutti i compagni di viaggio. Qui il pathos e il trasporto emotivo trasmesso nel tratteggio del personaggio è molto, molto lontano – ci pare – dall’approccio cerebrale, quasi matematico con cui Nolan ci aveva in precedenza narrato i suoi protagonisti, praticamente sempre, come anche qui, figure ossessive, tormentate e psicologicamente isolate.

Probabilmente, è altamente possibile, che ai filologi di ogni tipo (e tanti, lo prevedo già, si riscopriranno improvvisamente filologi!) questa nuova Odissea piacerà poco. Tante sono, infatti, le “licenze poetiche” e/o le omissioni che il regista-sceneggiatore inglese si è preso nel reinventare il testo originale e che non vale la pena nemmeno ricordare, pur avendo seguito i tratti essenziali del plot – un film è e resta un film e non la fedele, noiosa visualizzazione di un testo letterario come in questo caso. Per non parlare poi di una presunta o meno accuratezza storica nella ricostruzione dell’antica Grecia …

Comunque sia, una delle scommesse centrali di questa Odissea sta nell’aver ripensato e interpretato ogni personaggio centrale della storia omerica pur seguendone comunque a grandi linee le orme. Così ad esempio avviene, senza rivelare troppo al lettore, nel caso di Circe (Samantha Morton) e nella stessa figura di Penelope (Anne Hathaway), ancora con il figlio Telemaco (lo spaurito Tom Holland, quasi un Peter Parker/Spider-Man ante litteram) oppure nel principale dei pretendenti al trono di Itaca e alla mano della sua regina, Antinoo  (un viscido, efficace Robert Pattinson) per giungere poi alle figure minori come il fedelissimo porcaro Eumeo (John Leguizamo, ottima prova!) diventato nel film cieco come Tiresia ma che al momento opportuno ci vede lungo. È proprio nella tessitura di questi e di tanti altri personaggi, soprattutto femminili (Zendaya/Atena, Lupita Nyong’o/Elena, la già citata Charlize Theron/Calipso) che il film farà discutere maggiormente pubblico e critica (ovvero: ha già provocato polemiche a priori).

In ogni caso Christopher Nolan a una cosa non ha rinunziato, al suo inconfondibile stile dominato da una struttura narrativa mai semplice o cronologica, con linee temporali fratte, immagini ricorrenti e il sistematico uso del Cross-cutting. Aperto nell’incipit dal cameo di Travis Scott nei panni di un aedo o bardo che battendo su un tamburo ci narra quanto andremo a vedere e ci ricorda simbolicamente l’importanza della trasmissione orale della Storia, gli eventi si intrecciano, quasi da subito, a complicare/confondere apparentemente il racconto. Così, ad esempio, avviene tra il nostos di Ulisse e il viaggio alla ricerca del padre di Telemaco, oppure con alcune immagini-simbolo tipo il Cavallo, splendido e spiaggiato all’inizio del film che poi ritroveremo nel suo successivo letale cammino che culminerà con la presa di Troia.

Ovviamente non mancano tante inquadrature simmetriche con primi piani stretti su oggetti chiave in contrapposizione ai campi lunghi o lunghissimi, spesso aerei, per mostrare i paesaggi reali in tutta la loro imponenza o la particolare attenzione nell’illuminare quasi in penombra i volti – il tutto per la splendida fotografia di Hoyte van Hoytema, ormai alla sua quinta esperienza come occhio sistemico di Nolan. Infine – e, invece, quanto ci convince, a nostro personale gusto, di meno – il consueto tappeto sonoro ossessivo realizzato dallo svedese Ludwig Göransson (lui, invece, alla sua terza esperienza dopo Hans Zimmer) che domina le scene clou del film.

Odissea

In definitiva, pur con qualche lungaggine nel finale che avrebbe potuto forse essere più sintetico, una grande opera questa Odissea ma non abbiamo dubbi che ad alcuni non piacerà – almeno non quanto è piaciuta a chi qui scrive. Da vedere in ogni caso su schermo il più grande possibile per goderne in pieno le formidabili qualità spettacolari, ad esempio le straordinarie sequenze, tra le tante, della distruzione di Troia o del mortale incontro con i Lestrigoni nel passaggio a Scilla e Cariddi.

P.S. Degno allievo contemporaneo di Stanley Kubrick, il regista londinese è notoriamente un fanatico della tecnica e ha girato il suo film – per la prima volta nella storia del cinema – interamente in IMAX 70mm. Peccato purtroppo che almeno nel nostro paese non esiste alcuna sala che può supportare questo particolare formato analogico.
P.P.S.: Polifemo e il suo occhio quasi cubico mi ha, invece, un po’ deluso.

In sala dal 16 luglio 2026.


Odissea (The Odyssey) Regia e sceneggiatura: Christopher Nolan; fotografia: Hoyte van Hoytema; montaggio: Jennifer Lame; effetti speciali: Stefano Corridori, Eggert Ketilsson, Andrew Jackson, Double Negative, Woodster Pictures Company; musica: Ludwig Göransson; scenografia: Ruth De Jong, Larry Dias, Gene Serdena; costumi: Ellen Mirojnick; interpreti: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Elliot Page, Robert Pattinson, Charlize Theron, Jon Bernthal, Lupita Nyong’o, Samantha Morton, John Leguizamo, Benny Safdie, Bill Irwin, Himesh Patel, Will Yun Lee, Jesse Garcia, Mia Goth; produzione: Emma Thomas, Christopher Nolan per Syncopy Inc., Universal Pictures; origine: Usa/Gb, 2026; durata: 173 minuti; distribuzione: Universal Pictures Italia.

2 thoughts on “Odissea di Christopher Nolan (2026) – Un grande, grande film

  1. Sei come sempre un grande recensore come dalla tua immensa cultura . Un abbraccio Antonio D’Olivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *