Notte prima degli esami 3.0 di Tommaso Renzoni

 A prescindere da un suo possibile, auspicabile successo nelle sale, non è difficile immaginare la difficoltà incontrata nel realizzare questa nuova avventura di Notte prima degli esami 3.0. Si trattava, infatti, di ottemperare al non facile compito, per niente scolastico, di riproporre oggi, a vent’anni di distanza dall’originale, la terza puntata di uno storico cult-movie che Fausto Brizzi aveva realizzato a suo tempo e in altri tempi nel 2006. Era quello un piccolo film che – a ripescare nei nostri personali e lontani ricordi – era riuscito a riscuotere un successo impensato, quasi incredibile, grazie soprattutto a un riuscito, fortunato mix tra nostalgia e storia adolescenziale. E cioè, da una parte, l’aver rivolto lo sguardo indietro al fatidico 1989, l’anno della Caduta del muro di Berlino (che comunque per la precisione era avvenuta a novembre dopo la maturità) e che ha segnato, come un corollario, la fine di lì a breve delle grandi ideologie novecentesche; dall’altra, il desiderio di colmare un deficit narrativo, almeno nel cinema di casa nostra, riguardo a un evento generazionale così importante e significativo come il salto dalla scuola all’università, insomma, in pratica, dai sogni dell’adolescenza alla realtà dura e concreta della vita e della carriera. Tutto ciò ha reso, volente o nolente, la prima puntata della saga una sorta di unicum, di must a cui il successivo Notte prima degli esami – oggi (2007) realizzato dallo stesso Brizzi appena l’anno dopo ma ambientato nella contemporaneità, riusciva ad aggiungere ben poco, declinando la vicenda in un tono più esplicitamente comico per sfruttare a caldo il successo commerciale del film precedente – e così lasciare, come si sa bene, un solco assai meno profondo e graffiante.

Notte prima degli esami 3.0.
      Tommaso Cassissa

Ora per non farla troppo lunga e venire all’opera di debutto alla regia di Tommaso Renzoni nella quale Brizzi resta come una sorta di Pater familias firmando la sceneggiatura, sembra trattarsi, più che un ulteriore sequel, di una sorta di reboot della storia originale. Nel senso che mi sembra che la scommessa giocata sia stata quella di recuperare un immaginario ormai sedimentato nella memoria collettiva e trasportarlo all’interno dell’ecosistema culturale dell’attuale Generazione Z, quella totalmente nata con il digitale, prigioniera, drogata da smartphone, chat, selfie e like, tramite cui, quasi inevitabilmente, passano i sentimenti, le relazioni e la comunicazione interpersonale.

A partire, ovviamente, dalla consolidata struttura della tradizione commedia corale in salsa agrodolce, seguiamo allora in questa terza variante targata 3.0, ancora una volta, un piccolo gruppo di studenti – zona più o meno Roma Nord – che trascorre gli ultimi giorni prima dell’esame di maturità tra amori, tradimenti, amicizie in bilico, avventure fuoriporta e scappatelle notturne, con al centro un fragile piano di ribellione contro l’autorità scolastica. Ad architettarlo è il successore del primigenio Luca Molinari, tal Giulio Sabatini (Tommaso Cassissa che non fa rimpiangere Nicolas Vaporidis), un ragazzo brillante ma incostante, capace sì ma anche incapace di applicarsi davvero, che passa la sua esistenza in uno stato di perenne insicurezza familiare, oscillando tra entusiasmo e disincanto – e in più si scopre innamorato della bella compagna Sole (Alice Maselli) che, guarda caso, sta con il suo amico del cuore, Cesare (Adriano Moretti). Ossesionato dalla paura di non passare l’esame, a Giulio viene l’idea di cercare di “ammorbidire” la severa e temuta Professoressa Castelli (Sabrina Ferilli), detta “La belva” erede più comprensiva e meno tradizionalista dell’originario prof. Antonio Martinelli (Giorgio Faletti) sopranominato a suo tempo, ancora peggio, “La carogna”. Guardando una fotografia di scuola della Prof che gli da delle ripetizioni per aiutarlo e carpendo una sua piccola confessione, il protagonista scopre che da ragazza, al Liceo, la Castelli era innamorata di un compagno di classe, di nome Ivan Picchioni. Da qui nasce un piano abbastanza bizzarro ma tecnologicamente fattibile: far credere, in modo fraudolento all’insegnante che quell’uomo, ricreato artificialmente via social, cellulari, A.I. o cassette musicali, potrebbe tornare d’incanto nella sua vita di single poco esaltante. Ecc., ecc..

Notte prima degli esami 3.0
“La Belva” Sabrina Ferilli

Aggiornata dunque all’era degli smartphone, dei social e della comunicazione permanente ed invasiva, il progetto, l’operazione tentata in Notte prima degli esami 3.0 è piuttosto chiara ed evidente: raccontare come il rito del passaggio dell’esame di maturità sia rimasto immutato nella sua importanza emotiva, pur dentro un mondo che è completamente mutato. In più, però, anche con una finestra sempre sui fatidici anni Ottanta tenuta aperta da uno dei personaggi meglio riusciti del film, quello di Bruno (un ottimo Gianmarco Tognazzi), ex-jazzista e nostalgico dei suoi gruppi di giovinezza, ora, invece infermiere e padre di Allegra (Alice Lupparelli), una delle laureande di classe che dall’amore platonico a tre si scopre piano piano lesbica. E anche lui si troverà invischiato nel complotto dei giovani con una playlist.

Caratterizzato da molti siparietti e piccole storie nella Storia, da moltissima musica a partire dal celebre brano di Antonello Venditti che fa anche una comparsata nelle vesti di se stesso nel finale del film, Notte prima degli esami 3.0, dopo un inizio un po’ dispersivo e qualche lungaggine di troppo, prende corpo quando si esplicita il complotto contro la prof e i rapporti tra i vari studenti si vanno a chiarire e complicare. Sostenuta da una rapida successione di episodi, feste, equivoci, momenti romantici, la regia di Tommaso Renzoni rimane dinamica, dal ritmo complessivamente sostenuto, pilotata da un occhio filmico decisamente orientato ad un pubblico molto giovane. Sarà interessante capire se l’esperimento funzionerà e catturerà l’audience per cui quest’opera prima è esplicitamente pensata e rivolta – la recitazione del cast ci sembra funzionare bene a partire dalla beffarda personalità del protagonista con i suoi dubbi e le sue piccole cattiverie. In definitiva, dunque, pur senza poter ambire a eguagliare l’originale, anche il nuovo Notte prima degli esami 3.0 può aspirare a superare la maturità con un voto più che discreto.

In sala dal 19 marzo 2025.


Notte prima degli esami 3.0 – Regia: Tommaso Renzoni; sceneggiatura: Fausto Brizzi, Tommaso Renzoni; fotografia: Marco Bassano; montaggio: Luciana Pandolfelli; musica:  Bruno Zambrini; scenografia: Luca Servino; interpreti: Sabrina Ferilli, Tommaso Cassissa, Adriano Moretti, Alice Maselli, Margherita Carducci (a.k.a Ditonellapiaga), Aleandro Falciglia, Aleandro Falciglia, Christian Dei, Teresa Piergentili, Pascale Reynaud, Gianmarco Tognazzi, Sebastiano Somma, Antonello Venditti; produzione: Federica Lucisano, Fulvio Lucisano per Italian International Film, Rai Cinema, in collaborazione con Buonaluna; origine: Italia, 2026;  durata: 102 distribuzione: 01 Distribution.

 

 

 

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