Scary Movie 6 di Michael Tiddes

Scary Movie 6. Voto **(*). Scary Movie 6 possiede lo spirito dei loro creatori, i fratelli Wayans: un umorismo di grana grossa fondato su un linguaggio scurrile e sessualmente e corporalmente esplicito fin nei più disgustosi e luridi dettagli. E con gag che fanno visivamente il verso alle situazioni e alle scene più famose dei film citati, spingendole fino al grado zero della volgarità, dove la comicità di pancia, in qualsiasi forma venga esplicata e messa in scena, è raccontata senza inibizioni.

Forse non c’è stato momento più fertile per trovare a disposizione materiale attraverso cui parodiare, dissacrare e sbeffeggiare il cinema horror, con la quantità non solo di revival e di sequel ma di nuovi film che hanno già accresciuto e arricchito il database in continua evoluzione di sequenze memorabili ed emblematiche per gli appassionati del genere.  Prodotto derivativo di questa renaissance, è il sesto capitolo di Scary Movie, che visto l’epocale distanza da quello precedente (Scary Movie 5, del 2013), riparte da una sorta di numero originario recuperando inoltre i fratelli ideatori nonché protagonisti dei primi due film della serie, Marlon, Shawn e Keene Ivory Wayans, mentre gli ultimi titoli invece portavano la firma di un campione ben più grande ed acuto del racconto parodistico, David Zucker (L’aereo più pazzo del mondo, prototipo ineguagliato di satira demenziale e pungente).

Diretto per interposta persona da un non meglio identificato Michael Tiddes, questo Scary Movie 6 è invece puro spirito Wayans: un umorismo di grana grossa fondato su un linguaggio scurrile e sessualmente e corporalmente esplicito fin nei più disgustosi e luridi dettagli, con gag che fanno visivamente il verso alle situazioni e alle scene più famose dei film citati, spingendole fino al grado zero della volgarità, dove la comicità di pancia, in qualsiasi forma venga esplicata e messa in scena, è detta senza inibizioni.

Scary Movie 6

L’intenzionale pugno nello stomaco pungola la parte bassa dello spettatore e ne provoca la risata più grassa e sguaiata che possa permettersi. Per veicolare un divertimento tanto basico ed elementare, stavolta, però, il giro è ancora più assurdo della solita variazione sul plot privilegiato di questo tiro al bersaglio, ovvero i vari Scream, da Wes Craven fino agli ultimi reboot ( tutti già portatori di loro di un’ironia citazionista), trasformando la struttura stessa di Scary Movie 6 in una rassegna dichiarata, una parata fastosa ed esagitata di auto ed etero citazioni, senza nessuna soluzione di continuità o parvente attinenza con una qualsivoglia trama. Una dichiarazione d’intenti già contenuta nel prologo da Teyana Taylor nel ruolo di una tosta e sensuale sé stessa, che sventa l’assalto del malcapitato Ghostface di turno con il supporto di una squadra di rivoluzionari appena uscita da Una battaglia dopo l’altra ( e guai a ricordale che per quel film non ha vinto l’Oscar, ma solo il Golden Globe…). Da li in poi è un tripudio di soluzioni a catena talvolta divertenti, come il parco giochi a tema Final Distination e la simpatica Anna Faris, che ha interpretato la parodia della ragazza perseguita in tutti gli Scary Movie, ormai acconciata con la parrucca imbiancata della paranoica Jamie Lee Curtis alle prese con l’eterno ritorno di Michael Myers nel più recente Halloween. Se si fossero limitati a un piano puramente fisico, da slapstick comedy imbarbarita, gli Wayans sceneggiatori e interpreti, avrebbero sicuramente ottenuto un effetto meno pesante e gratuito, una modalità che, seppur discutibile e contestabile, poteva far ridere in un’epoca di ancora formale buon gusto da medium generalista. Oggi che è possibile trovare di tutto, senza censure o filtri, anche semplicemente lanciando una ricerca su Youtube, le battute politicamente scorrette sulle minoranze etniche e sessuali, con la posizione sempre un po’ conservatrice di accanirsi su un personaggio di ragazzo trans e su quello di una giovane donna nera attivista e progressista, fanno quasi solo pena. Anche perché non sono – e forse non hanno il coraggio di essere – nemmeno cosi incisive da risultare irritanti.

Scary Movie 6

Per quanto riguarda i riferimenti cinematografici di Scary Movie 6, il livello si sgrezza un po’, mettendo insieme scene chiave di successi riconosciuti e acclamati più o meno recentemente, con titoli più raffinati, entrati in un empireo di cult seppur non di immediata e riscontrabile popolarità. È dunque assai menzionato e parodiato il trionfo black de I peccatori (2025) di Ryan Coogler in modo stupido e brutto con la sequenza del gospel purificatore in chiesa ridotta a teatrino omofobo, e con maggior garbo e intelligenza in quella dei tre vampiri irlandesi a cui è vietato l’ingresso alla House Pary dei protagonisti “storici” (insieme ai Wayans e Faris, c’è anche Regina Hall con caschetto alla Octavia Spencer). Ma ce n’è pure per Jordan Peele (Scappa -Get out, con il momento dell’ipnosi prodotta dal cucchiaino di thè, anche se a condurre il gioco è un Ghostface sottile manipolatore di menti strafatte e spedite nell’universo di KPop Demon Hunters…) e infine per la serie burtoniana (2022) su Mercoledì  Addams (qui ribattezzata Martedì o Giovedì a seconda delle circostanze in cui è stata concepita).

In questa sagra del tanto al chilo fa impressione trovare poi opere rarefatte e più difficilmente catalogabili in meccanismi da ribaltare dallo spavento alla risata, come It Follows (“Come funziona? Perdi la verginità e una vecchia pazza ti insegue per sempre?”); oppure in Longlegs, sovrapponendo uno dei personaggi più significativi della saga Scary Movie, quello di Hanson, il maggiordomo inquietante con la mano minuscola e deforme, con il luciferino serial killer impersonato da Nicholas Cage nel fim di Oz Perkins. Anche se probabilmente a fagocitare l’apparato delle allusioni e dei rimandi è l’auto citazionismo dei Wayans che prima trasformano l’alter ego generato dalla schiena squarciata di Demi Moore in The Substance  in una delle loro White Chicks (2004, film nel quale a loro volta si travestivano da ragazze bianche), e poi si appropriano del ruolo di killer, demiurghi e creatori del microcosmo costruito da loro stessi, facendo cadere in scena le distanza tra personaggi e attori (con Faris e Hall che rischiano di essere fatte fuori perché hanno accettato di fare i successivi film senza di loro).

Alla fine, lo humor irriverente di Scary Movie 6 porta al sacrificio delle nuove generazioni in favore del quartetto di veterani che si riprende la centralità di un’epica conclusione per gli irriducibili del fandom, spostato ormai anche sulla virale dimensione social. Per chi ama il cinema, invece,  basta cogliere il contrappasso del flop di un vecchio film intelligente e spiritoso, sempre in tema di citazionismo auto ed etero, come Last Action Hero di John McTiernan (1993) con Arnold Schwarzenegger dentro e fuori il suo ruolo di divo e personaggio del cinema d’azione: chissà se il pubblico che non coglieva la battuta del ragazzino co-protagonista che lo invita a non fidarsi del villain interpretato da F. Murray Abraham perchè “lui ha ucciso Mozart” ,  è lo stesso di oggi che non regge l’immagine della schermata di un cellulare perché ci sono troppi messaggi da leggere. E dopo tutto, come gli autori fanno dire con grande auto ironia  da Teyana Taylor, sappiamo chi va a vedere i film dei Wayans

In sala dal 4 giugno 2026.


Scary Movie 6 (Scary Movie)Regia: Michael Tiddes; sceneggiatura: Marlon Wayans, Shawn Wayan, Keenen Ivory Wayans, Craig Wayans, Rick Alvarez; fotografia:   montaggio: Jonathan Schwartz; musica: Haim Mazar; interpreti: Anna Faris, Regina Hall, Shawn Wayans, Marlon Wayans,  Jon Abrahams, Lochlyn Munro, Cheri Oteri, Olivia Rose Keegan, Sydney Park, Teyana Taylor; produzione: Miramax, Original Film, Ugly Baby Production; origine: Usa, 2026; durata: 95 minuti; distribuzione: Eagle Pictures.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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