Non è il terremoto che uccide, sono le case che crollano.
Un terremoto senza fine flagella una regione dell’Italia. Gli abitanti sono costretti a vivere in un campo di fortuna chiamato Isolarotonda, sono coppie disparate di un’Italia abbandonata dalle istituzioni:
Non è tanto il terremoto, ma la burocrazia…
Tra loro c’è anche Viola, una bambina che vede il mondo intorno a sé tremare e comunque tentare di andare avanti. Per lei quella vita di fortuna è simile:
A un campeggio, a una vacanza.
Sua madre viene ricoverata perché prossima al parto, un intellettuale con un lungo lenzuolo sulle spalle appare una notte a Isolarotonda, il migliore amico di suo padre, Pasquale, scompare invece una notte. Poi arriva Anna, compagna di giochi. Insieme le due osservano i grandi, seppelliscono lucciole, si tolgono le zecche, giocano con il cagnolino Sisma e si addormentano con gli occhi al cielo, alla ricerca di un miracolo:
Anche stasera la Superluna non si rivela, anche stasera.
Ma prima o poi le scosse avranno fine, la normalità tornerà… e cosa rimarrà di ciò che Viola ha vissuto?

Che spettacolo di film cucina Federico Bondi. Il regista, al suo terzo film dopo il successo di Mar Nero (2008) – tre premi a Locarno – e Dafne (2019), torna al lungometraggio di finzione e lo fa con un tatto ammirabile. Forte dell’esperienza documentaristica, Bondi prende la calda massa umana, ne registra il vivere con uno sguardo leggero, senza che la mdp s’imponga sui personaggi o la narrazione prenda il sopravvento, bensì partendo dagli occhi di Viola e registrando in modo credibile e autentico come possa apparire agli occhi di una bambina un mondo sottosopra per le improvvise scosse telluriche:
Cosa è che ti piace di più? Tutto…
Cosa è che ti piace di più? Tutto!
Le due attrici protagoniste, Francesca Raffone e Olivia Laterra Pirrè, sostengono magnificamente i loro ruoli e ci restituiscono la bellezza di un’età nel quale il dramma si mescola al gioco. Non è un caso che siano loro a parlare con la Terra, a cercarne un dialogo per poi tirarne fuori una serie di massime:
La terra comanda, non noi, e quando esplode è perché non riesce più a trattenersi.
E questo terremoto ha il sapore di altro:
Zona rossa, zona blu… non me ne frega nulla.

Gli adulti vengono travolti in pieno dalla catastrofe. Cercano di continuo un ritorno ai fondamenti su cui basavano la loro vita passata, dalle auto passano alle tende e poi ai camper, ma nulla, ogni loro tentativo di tornare a una vita precedente cade nel vuoto e la bellezza risiede solo nei momenti in cui il dramma viene messo da parte e loro, adulti e bambini, tornano a essere quello che sono: umani in cerca di respiro.
Cosa abbiamo fatto di male? Forse ce lo meritiamo.
Ma avranno imparato dagli errori?
In anteprima e Fuori concorso ad Alice nella Città 2023, Superluna per la regia di Federico Bondi è la dimostrazione di come non servono grandi mezzi per fare buonissimi film, è importante invece avere tatto nel gestire l’umano e sapere registrare non tanto l’incredibile, quanto il credibile che risiede nell’incredibile. Di una dolcezza poetica alcune inquadrature, laddove la natura dovrebbe mangiarsi l’umano e invece insieme convivono, soprattutto se quell’umano sono loro, le due bambine. Coloro che con la natura sono in pace, anzi, sono il tramite per farne la pace.
Dal 16 maggio in sala.
Superluna – regia: Federico Bondi; sceneggiatura: Federico Bondi; fotografia: Gianluca Palma; montaggio: Stefano Cravero; scenografia: Marta Maffucci; costumi: Sabine Zappitelli; musica: Teho Teardo; interpreti: Francesca Raffone, Olivia La Terra Pirrè, Antonia Truppo, Lino Musella, Antonia Truppo, Carmen Pommella, Vincenzo Pirrotta, Anna Bellato, Max Malatesta, Francesca De Sapio, Adriano Chiaramida, Francesca Alice Antonini, Gabriele Spinelli, Chiara Pazzaglia, Nicola Nicchi, Federico Ratini, Fabrizio Rongione; produzione: Vivo Film, Tarantula, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Eurimages, Wallimage; origine: Italia, Belgio, 2023; durata: 100 minuti; distribuzione: Circuito Cinema.
