The Rip – Soldi sporchi di Joe Carnahan (su Netflix)

Matt Damon e Ben Affleck, rispettivamente 55 e 53 anni, sono amici da lunga data. Non a caso scrissero insieme Will Hunting – Genio ribelle diretto da Gus Van Sant nel 1997 e interpretato dal primo dei due. Le loro carriere si sono spesso intrecciate, con alterne fortune; accade anche in The Rip – Soldi sporchi ora in esclusiva su Netflix. Se vi piacciono i polizieschi a forti tinte, vagamente in stile Il principe della città, Affari sporchi e The Departed, consiglio di dare un’occhiata. L’ha scritto e diretto Joe Carnahan, partendo da una storia vera accaduta a un suo amico della Narcotici, e debbo riconoscere che il film ha un suo perché, nonostante stereotipi, depistaggi, trovate già viste e situazioni a tratti poco verosimili.
In gergo poliziesco “the rip” significa “strappo”, “malloppo” o anche “confisca di beni illeciti”, che è esattamente quanto accade nel film, raccontato quasi in tempo reale. L’intrigo è abbastanza ingegnoso, in modo che lo spettatore poco capisca e molto sospetti, intendo di tutti i personaggi coinvolti.

Siamo a Miami, dove Jackie, la tosta capitana del Tactical Narcotics Team (Tnt), è stata appena uccisa da due killer mascherati, poco prima che potesse raggiungere una testimone alquanto spaventata. L’Fbi indaga alla sua maniera su quell’omicidio che sembra tirare in ballo qualcuno del team, insomma un poliziotto corrotto, ma nulla emerge dagli interrogatori. Però la vittima riuscì a inviare un messaggino un attimo prima di essere uccisa e ora il tenente Dana Dumars, che guida la squadra, forse ha un’idea in testa per capire chi ha dato l’ordine di uccidere, sempre che lui non sia coinvolto nel complotto nonostante quell’aria da buono e onesto.

Catalina Sandino Moreno e Teyana Taylor (a destra)
Il film complica per bene le cose usando un sequestro di soldi illeciti, ben 20 milioni di dollari trovati a sorpresa in una casa usata da un cartello colombiano, per confondere le acque prima che la Dea possa intervenire usando addirittura un mezzo blindato da guerra. In quella casa di periferia, mentre si moltiplicano i segnali di un attacco imminente non si sa bene da parte di chi, i cinque poliziotti del Tnt, tre uomini e due donne, devono fare i conti con sospetti reciproci e sparatorie “misteriose”: tutti nascondono qualcosa, perfino il barbuto e furente sergente J.D. Byrne, che di Jackie, la capa uccisa in riva al mare, era l’amante.
«Siamo noi i bravi ragazzi e sempre lo saremo». Gira attorno a questa frase, sotto forma di acronimo tatuato sulle mani di Dana, il cuore drammaturgico del film, abbastanza convenzionale nella fattura e nella recitazione, ma alla fine coinvolgente perché da un certo punto in poi non sai più bene di chi fidarti. Quei 20 milioni di dollari, al posto dei 150 mila anticipati da una soffiata, a chi fanno gola davvero? Chi è il vero corrotto e chi sta cercando di fare la cosa giusta?
Se Matt Damon e Ben Affleck, nei panni del tenente e del sergente, fanno la parte del leone interagendo come vecchi amici/nemici dal testosterone a palla, il cast è abbastanza ricco, sfoderando nomi del calibro di Teyana Taylor, Sasha Calle, Néstor Carbonell, Catalina Sandino Moreno, Lina Esco e Kyle Chandler.
Naturalmente in materia s’è visto di meglio, ma nel suo genere, tenendo conto che a produrre è Netflix secondo gli algoritmi della piattaforma, The Rip – Soldi sporchi si vede volentieri e lo showdown finale mantiene quel che promette, prima dell’epilogo sentimentale in riva al mare, al chiarore dell’alba.

Su Netflix dal 16 Gennaio 2026


The Rip – Soldi sporchi (The Rip) Regia e sceneggiatura: Joe Carnahan; fotografia: Juan Miguel Azpiroz; montaggio: Kevin Hale; musica: Clinton Shorter; scenografia: Judy Becker; interpreti: Matt Damon, Ben Affleck, Steven Yeun, Scott Adkins, Kyle Chandler, Catalina Sandino Moreno, Nestor Carbonell, Teyana Taylor, Sasha Calle; produzione: Ben Affleck, Dani Bernfeld, Luciana Damon, Matt Damon, Michael McGrale, Sasha Veneziano, Gage Hanlon per Artists Equity; origine: Usa, 2026; Durata: 133 minuti.

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