The Treasure of his Youth di Bruce Weber

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Paolo Di Paolo – (c) Bruce Weber

The Treasure Of His Youth di Bruce Weber è molto più di un docufilm sul fotografo Paolo Di Paolo. È una dichiarazione d’amore intensa e sentita verso l’Italia degli anni ’50 e ’60, verso una terra piena d’amore, pronta a darlo e ad essere ricambiata. Non a caso il film si apre con l’icona Sophie Loren, una donna tutte curve, emblema delle donne di quegli anni. Allo stesso modo, Marcello Mastroianni è la sintesi ideale della mascolinità italiana di quegli anni. E poi, il protagonista assoluto di questa bella ammissione è senza ombra di dubbio Paolo Di Paolo, l’artista e tutta la sua prorompente personalità anche a 90 anni passati.

La vita dell’uomo è ripercorsa grazie a Silvia Di Paolo e la sua grande curiosità. La donna, già appassionata di fotografia, ha ignorato per molto tempo il lavoro del padre come fotografo, finché un giorno, giovanissima, non è “inciampata”, proprio in cantina, nell’archivio fotografico di Paolo e le si è aperto un mondo di negativi, stampe ed emozioni intense. Paolo, dal momento in cui ha cessato di fotografare, ha quasi azzerato quel periodo di vita per dedicarsi alla famiglia e alla “normalità”. D’altronde è sempre rimasto l’uomo nato a Larino, un paesino, in Molise. In quegli anni, la vita nel paese gli stava troppo stretta e, pertanto, decise di trasferirsi a Roma, laddove il Fascismo tarpava le ali con facilità alla fantasia.  È forse in quel momento della sua vita che il giovane ha avvertito l’esigenza di esercitare l’immaginazione per sentirsi libero e probabilmente sopravvivenza. Paolo abbraccia l’arte della fotografia come dilettante, non sapendo che poi sarebbe divenuto uno dei fotoreporter di punta del settimanale “Il Mondo”, rivista fondata e diretta da Maurizio Pannunzio nel dopoguerra.

Passo dopo passo, costruisce un’ampia rete di conoscenze nel mondo dell’Arte e del Cinema. Si ritrova, così, a ritrarre: Pier Paolo Pasolini, Michelangelo Antonioni, Anna Magnani, Giorgio De Chirico, Marcello Mastroianni, Luchino Visconti, Oriana Fallaci, Giuseppe Ungaretti o Gina Lollobrigida.

La soddisfazione più grande per Paolo è stato fotografare alcuni di questi personaggi nella loro quotidianità e semplicità, al di fuori dei riflettori. Pasolini viene descritto da lui come un uomo dotato di una straordinaria sensibilità ed energia, introverso e schivo. Nonostante ciò, il fotografo si è più volte ritrovato a ritrarlo anche nella sua intimità, al fianco della madre ad esempio. Dal punto di vista lavorativo, spicca proprio l’inchiesta sociologica “La lunga strada di sabbia”, realizzata con Pasolini. Anche la Magnani stabilisce quasi fin da subito un rapporto di fiducia con Di Paolo. L’attrice si fa fotografare col figlio, senza trucco e persino in costume da bagno in tutta la sua fisicità.

A inizio 2020, Pierpaolo Piccioli lo chiama a fotografare il backstage della sfilata di Valentino Haute Couture, a Parigi. Ed ecco che il fotografo, nel pieno dei suoi 90 anni, sale su una scala con al collo la sua Leica pur di ritrarre, rigorosamente in bianco e nero ovviamente, un’ elegante modella con addosso un copricapo vistoso.

Nella parte conclusiva del docufilm, infine, dopo aneddoti personali/sentimentali e dopo l’incontro con la produttrice italiana Marina Cicogna, prima donna italiana a ricevere l’Oscar e il Leone D’Oro, tra una stampa e l’altra, finalmente vediamo Paolo Di Paolo protagonista al Maxxi dell’esposizione delle sue stesse foto in compagnia dei nipoti e una Silvia entusiasta e fiera di se stessa per aver reso felice il padre. A coronare la bellezza di questo sogno vi sono le più famose canzoni italiane, rigorosamente doppiate in americano, in sottofondo, lungo tutto il docufilm. Senza ombra di dubbio, l’abilità di Bruce Weber, il celebre fotografo e regista statunitense, è stata quella di ergere il fotografo a simbolo di un’Italia che, dopo la dura miseria della guerra, aveva un’irresistibile voglia di rialzarsi e perché no, anche divertirsi, rinascendo sotto il segno dell’immaginazione.

Foto: Paolo Di Paolo c Bruce-Weber


The Treasure Of His YouthDocumentario. Regia e sceneggiatura: Bruce Weber; fotografia: Theodore Stanley; montaggio: Antonio Sánchez; produzione: Nam Bush, Eva Lindeman-Sánchez; origine: Usa, 2021; durata: 105’.

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