Una ragazza brillante di Agathe Riedinger

Arriva ora nelle nostre sala, Una ragazza brillante, il lungometraggio d’esordio della francese Agathe Riedinger, che presentato a Cannes l’anno scorso, sviluppa un tema sul quale la giovane regista aveva già lavorato in precedenti cortometraggi. In particolare riprende il soggetto del breve J’attends Jupiter (2018).

Malou Khebizi

Liane (Malou Khebizi) è una ragazza diciannovenne che vive nella cittadina balneare di Fréjus, non lontano da Cannes. La sua quotidianità rispecchia poco dello sfarzo della Costa Azzurra, anzi, visto che vive con la madre disoccupata e la sorella minore in un condominio di periferia, lontano dal centro e in una zona circondata dal degrado, è costretta più a subirne il fascino e l’attrazione. Le sue giornate trascorrono a desiderare ciò che vede nelle vetrine dei negozi e sui social media. Soltanto grazie a piccoli furti di creme e profumi, che poi rivende privatamente, si guadagna qualche spicciolo. E visto che non può permettersi di comprare, non le resta che strappare qualche paillette luminosa dai capi di vestiario in vendita e usarli poi per abbellire le sue scarpe già appariscenti. Circondata da esempi di povertà e inerzia – la madre non riesce a pagare l’affitto ma ozia tutto il giorno – Liane si spinge a fantasticare una facile e scintillante carriera di influencer o la partecipazione ad uno dei tanti reality show.

Proprio quando l’occasione di realizzare il suo sogno sembra diventare finalmente reale, e viene chiamata per un provino al programma televisivo Miracle Island, i conflitti famigliari, già logori da tempo, e anche le amicizie di lunga data, tendono a collassare.

L’unico che le rimane fedelmente vicino è il coetaneo Dino (Idir Azougli) che, romantico e innamorato nonostante i continui rifiuti, aspetta pazientemente di iniziare con lei una relazione. Ma lo spirito selvaggio di Liane vede altre opportunità di realizzazione, esige altri canoni e codici per continuare a pavoneggiarsi ed esibirsi in quel lussuoso e sfarzoso mondo non suo, ma che la circonda e la acceca.

Liane è una tragica eroina della nostra estrema contemporaneità che Riedinger rappresenta alla stregua di una gazza ladra intenta a riempire l’armadio di gingilli luccicanti. Eroica, perché vede la sua bellezza come mezzo per imporsi in un mondo che non lascia spazio a nient’altro che all’apparire. Tragica, perché sappiamo quanta falsità si nasconda dietro il mondo dell’apparenza. La sua è una femminilità che si spinge oltre, perché se da una parte si riappropria del suo corpo portandolo al limite della seduzione, dall’altra, pur nella sua vulnerabilità e fragilità, riesce a conservare una nota di purezza. Anche la sua verginità si va a scontrare con l’idea di sessualità che le impone la società. Vuole, ma allo stesso tempo non vuole, essere cocotte. Liane è la tipica adolescente della nostra odierna società, una Lulù moderna: un’anima ancora bambina costretta in un corpo-involucro già di donna. La provocazione è un gioco che deve ancora imparare a controllare, lo usa con ingenua ambiguità, quasi stupita che possa funzionare. Finché va bene lo sfrutta come può, senza rendersi conto della sua pericolosità.

Riedinger riprende i temi cari della sua regista favorita, l’autrice britannica Andrea Arnold (Red Road, Fish Tank, American Honey), per altro pure in Concorso a Cannes con Bird. E veramente in certi momenti sembra di rivivere alcune sequenze – come le immagini del provino – da Fish Tank, o – la storia con Dino – di American Honey (2016). Diamant brut è un coming-of-age, dove ai temi del conflitto parentale, il disagio delle periferie, la voglia di staccarsi dal gruppo e dalla norma, si accompagnano alla mancanza di punti di riferimento e alle vanitose aspirazioni di bellezza (e ricchezza) ad ogni costo, vendute dai social media. Le precedenti esperienze della regista nel mondo della moda e dei video clip musicali spiegano in parte sia la scelta del tema, sia l’uso di colori accesi e il ricercato virtuosismo della cinepresa.

Una ragazza brillante è sicuramente un film interessante, nonostante proponga un tema non più nuovo, ma comunque ancora attualissimo, e grazie soprattutto all’interpretazione di Malou Khebizi che riesce con grande bravura a incarnare questi antitetici e complessi aspetti di ingenua ma provocante femminilità.

In Concorso al Festival di Cannes 2024
In anteprima italiana  a RENDEZ-VOUS – Festival del Nuovo Cinema Francese (Roma 2-6 aprile 2025). 
In sala dal 13 novembre 2025


Una ragazza brillante (Diamant brut) Regia e sceneggiatura: Agathe Riedinger; fotografia: Noé Bach; montaggio: Lila Desiles; musica: Audrey Ismaël ; interpreti: Lou Khebizi, Idir Azougli, Andréa Bescond, Ashley Romano, Alexis Manenti, Kilia Fernane, Léa Gorla, Alexandra Noisier, Antonia Buresi; produzione: Silex Films, France 2 Cinéma, Germaine Films; origine: Francia, 2024; durata: 103 minuti; distribuzione: Academy Two.

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