Magari ci faranno caso in pochi, ma trovo raffinata e sottile la scelta di usare nel finalissimo di Wake Up Dead Man, terzo episodio della serie gialla Knives Out, un solenne gospel di Tom Waits intitolato “Come On Up to the House”. Quella canzone di fine anni Novanta, rifatta da molti, incluso Willie Nelson, evoca Dio padre che invita Gesù, dopo tutto quello che il figlio ha patito in terra, a tornare presto «su alla Casa», in cielo, perché «non c’è nulla nel mondo che tu possa fare» vista la natura pessima delle umane genti.

Un messaggio beffardo e pessimista, in linea con la storia poliziesca, intessuta di esibiti riferimenti alla Chiesa cattolica, raccontata dal film di Rian Johnson ora su Netflix (solo negli Stati Uniti è uscito per qualche giorno nelle sale). Chissà se il Papa americano l’avrà visto…
Rispetto al deludente Glass Onion del 2022, il regista e sceneggiatore Johnson sembra aver riscoperto lo spirito del primo Cena con delitto del 2019, curando meglio i personaggi e immergendo il caso da risolvere in un clima fosco e “malato” legato a una parrocchia campagnola nei dintorni di New York, la “Nostra Signora della Fortezza”, retta con autoritari metodi da monsignor Jefferson Wicks. Una specie di furente Savonarola, con capelli lunghi e barba folta, che allontana i nuovi fedeli con le sue prediche rabbiose e reazionarie, dentro quella chiesa gotica considerata una specie di regno di famiglia (accanto c’è anche un mausoleo costruito apposta).
Qui arriva, per una specie di punizione, il trentenne padre Jud Duplenticy, che da giovane fu feroce boxeur e ancora si porta dentro il rimorso per aver ucciso un rivale sul ring. Ma il nuovo vice-parroco non tarda a capire che nulla potrà contro il potere esercitato da monsignor Wicks, anche perché il vecchio prete è venerato da un sestetto di fedeli, ai quali vanno aggiunti la adorante perpetua Martha e l’uomo di fatica Samson.
La prima ora di Wake Up Dead Man mi pare davvero riuscita nel mettere a fuoco personaggi e dinamiche, ma è chiaro che debba succedere qualcosa di atroce perché la star degli investigatori privati, il vanitoso Benoît Blanc dalla chioma ben curata, sia chiamato dalla polizia locale per risolvere il complicato caso di omicidio. Chi è morto? Lascio agli spettatori la curiosità di scoprirlo per non rovinare la sorpresa, che anzi sono parecchie in un clima sempre più “mistico”, diciamo, tra apparenti resurrezioni, un pugnale sormontato da una vermiglia testa di diavolo e un diamante che fa gola a molti…
Il 35enne attore britannico Josh O’Connor, ora ingaggiato da Steven Spielberg per il nuovo Disclosure Day e già spaesato protagonista di La chimera della nostra Alice Rohrwacher, nei panni di padre Jud mi sembra davvero bravo: fa il pretino venuto dal popolo, macchiato dall’errore di gioventù e deciso ad estirpare il marcio nel quale sta imputridendo quella parrocchia dimenticata. L’antagonista, ovvero monsignor Wicks, è incarnato da Josh Brolin con teatrale retorica: dal pulpito arringa ed esecra, mettendo sé stesso tra i dannati. Ma i suoi parrocchiani, specie i sei che lo sostengono, non sono da meno in quanto a meschinità, menzogne e avidità.
Naturalmente, avendo gran fiuto e anche una naturale tendenza ad esagerare nel culto personale, il Blanc incarnato coi soliti vezzi da Daniel Craig intuisce subito che padre Jud non ha ucciso: «Io non vedo un uomo colpevole in preda al tormento, ma un uomo innocente tormentato dalla colpa» scandisce. Ma anche per lui non sarà facile venire a capo dell’intrigo. Sontuoso il resto del cast, nel caso trovano posto Glenn Close, Cailee Spaeny, Andrew Scott, Jeremy Renner, Mila Cunis, il redivivo Thomas Haden Church e tanti altri.
Diciamo che, sul piano dell’indagine poliziesca in senso stretto, il film mette troppa carne al fuoco nell’incedere degli eventi e un po’ si slabbra nella ricerca dell’effetto, ma d’altro canto 140 minuti sono tanti, forse troppi, e il genere – siamo pur sempre tra le atmosfere di Agatha Christie e la cine-commedia tipo Invito a cena con delitto – deve confondere per bene le acque prima che giustizia sia fatta e il grande crocifisso ligneo torni a campeggiare sopra l’altare.
Il titolo in inglese, un’invocazione, significa: «Svegliati, uomo morto».
Dal 12 dicembre 2025 su Netflix.
Wake Up Dead Man – Knives Out (Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery) – Regia e sceneggiatura: Rian Johnson; fotografia: Steve Yedlin; montaggio: Bob Ducsay; musica: Nathan Johnson; interpreti: Daniel Craig, Josh O’Connor, Glenn Close, Josh Brolin, Mila Kunis, Jeremy Renner, Kerry Washington, Andrew Scott, Cailee Spaeny, Daryl McCormack, Thomas Haden Church; produzione: Lionsgate, Netflix, T-Street; origine: Usa, 2025; durata: 140 minuti; distribuzione: Netflix.
