2028: La ragazza trovata nella spazzatura di Michał Krzywicki

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A partire dal 2026 in Polonia, le persone condannate per reati gravi vengono sottoposte all’automazione: le loro teste vengono rasate e al loro collo vengono fissati dai collari con cui si somministra costantemente una sostanza narcotica, la Vaxina, che intorpidisce i sensi e li priva irrevocabilmente dei loro ricordi. Rende i condannati obbedienti – e così vengono così addestrati a svolgere attività automatizzate che non richiedono un impegno mentale. Lo Stato utilizza questi individui per svolgere dei servizi alla comunità, oppure vengono affittati a privati a pagamento. I detenuti sottoposti ad automazione vengono chiamati Automi. 

Vince ma non convince il polacco  La ragazza trovata nella spazzatura, che, nonostante si sia portato a casa diversi premi da svariati Festival (tra cui il primo al Fantafestival 2022 di Roma), rivela un’identità incerta ed uno svolgimento abbozzato. Infatti il contesto Sci-fi, pretestuoso ed accessorio, è solo uno specchietto per allodole appiccicato in superficie. Dopo la prima promettente mezz’ora, viene sfruttato ben poco per il resto del film. 

Il protagonista, che poi è anche il regista (Michał Krzywicki) interpreta un ex-attivista deciso a suicidarsi in diretta per protestare contro l’automazione. Trova letteralmente nella spazzatura un automa dalle fattezze femminili, se la porta a casa e, improvvisamente dimentico del suo precedente proposito di ammazzarsi, decide di aiutare l’automa – che a malapena riesce a pronunciare due parole – a fuggire in Svezia, paese più civile dove gli automi fuggiaschi non vengono perseguitati. Tra i due si instaura un legame che cambierà immancabilmente la prospettiva del nostro protagonista. 

Insomma dopo breve ci ritroviamo on the road assieme all’attivista, l’automa, ed una gallina, ed è a questo punto che il film abdica senza indugi dai suoi propositi sci-fi, cala la maschera, e si tramuta in una tenera storia di affetto ed accettazione reciproca. I due trovano fin troppo presto una sintonia ed una mutuale fiducia, ma lo spettatore rimane perplesso e poco propenso a seguirli nell’idillio o farsi commuovere da questo tenero legame, un po’ perché il nostro protagonista si mostra privo di una reale coerenza nella sua personalità, convoluta e ben poco approfondita, nella quale, veramente, si fatica a trovare il bandolo; un po’ perché l’amato automa di personalità non ne possiede affatto, limitandosi ad assumere l’indole di un bambino di quattro anni. Anche qui, il ricorrere all’espediente della sostanza narcotica che intorpidisce i sensi complica inutilmente le cose e lascia aperte troppe ipotesi non esplorate sulla reale condizione di questi esseri. Il vero problema, ad ogni modo, è che della sorte di queste due figure ci interessa ben poco. A punteggiare la vicenda intervengono tre-quattro flashback, girati a 15 fotogrammi al secondo, in cui si racconta confusamente un episodio che vede coinvolta una certa Julia, e che ha portato il nostro attivista alla drastica decisione. 

Film come questi ci permettono di constatare come spesso il processo creativo si mostri più interessante del risultato stesso: Dagmara Brodziak, l’attrice che interpreta la ragazza, si è preparata al ruolo studiando ed inserendo elementi della danza Butoh giapponese, inoltre, l’Actor Coach Dyba Lach si è servito di procedimenti drastici per creare feeling tra i due, come, ad esempio, il costringerli a passare un intera settimana assieme senza parlarsi, in modo da permettere lo sviluppo di un linguaggio corporeo più naturale. Ciò che vediamo sullo schermo però, non rende giustizia al lavoro che c’è dietro, e penalizza le interpretazioni stesse. 

Tra le note positive, segnaliamo la notevole prova di Marek Kalita nei panni del padre dell’attivista, e la colonna sonora di Krzysztof A. Janczak, composta da motivi melliflui ed ipnotici, con un leitmotiv rappresentato da un variazioni di brani classici, efficace ed adatto. 

In sala dal 23 marzo 2023


2028: La ragazza trovata nella spazzatura ( Dzien, w którym znalazlem w smieciach dziewczyne) – Regia: Michał Krzywicki, sceneggiatura: Dagmara Brodziak, Michał Krzywicki; fotografia: Łukasz Suchocki; montaggio: Agnieszka Białek – Zaborowska; scenografia: Oliwia Waligóra; musiche: Krzysztof A. Janczak; costumi: Katarzyna Sałdak; interpreti: Michał Krzywicki, Dagmara Brodziak, Marek Kalita, Weronica Humaj, Philippe Tlokinski, produzione: Wonder Woman Production, DEvisioners Warsaw; origine: Polonia, 2021; durata: 95 minuti; distribuzione: P.F.A. Films, Cooperativa Cinema Mundi 

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