Passing

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Presentato in anteprima al Sundance Film Festival di quest’anno e subito comprato da Netflix, Passing rappresenta il debutto alla regia di Rebecca Hall, attrice varia e versatile che ha svariato tra opere d’autore come The Prestige (2006), Frost/Nixon – Il duello (2008) o Vicky Cristina Barcelona (2008), e film più popolari come Iron Man 3 (2013), Transcendence (2014) oppure Godzilla vs. Kong (2021).

Per il suo passaggio dietro la macchina da presa, l’attrice e adesso anche regista londinese, non si è, certo, resa la vita facile, scegliendo di adattare per lo schermo l’omonimo romanzo scritto da Nella Larsen nel 1929 che ha subito trovato l’entusiastico appoggio della collega, l’attrice etiope-irlandese Ruth Negga che è diventata poi la protagonista del film.

Optando per un’estetica esplicitamente vintage – bianco e nero rigoroso, il vecchio formato quattro/terzi – Passing ci riporta alla fine degli anni Venti a New York nel cosiddetto periodo della Harlem Renaissance.

Due donne nere (da ciò il probabile titolo italiano che dovrebbe essere appunto Due donne), sia l’affascinante e seduttiva Irene Bellew (Tessa Thompson) sia l’attivista e madre di famiglia Clare Redfield (Ruth Negga appunto), per il loro colore della pelle possono “passare” per bianche e rendere così più semplice la loro esistenza borghese. Dopo essersi perse di vista per un lungo periodo, hanno scelto fronti opposti su cui applicare questa fatale linea di colore che rappresenta anche un fattore esistenziale profondo con scelte di atteggiamenti molto divergenti.

A seguito di un primo incontro in un grande hotel dove casualmente si sono ritrovate, Irene decide di andare a visitare la vecchia amica di scuola ed entra lentamente tanto nelle grazie del marito di Irene, il medico Brian (André Holland) e dei figli, nonché poi nella più ampia cerchia sociale della coppia che comprende anche uno scrittore progressista bianco.

I destini delle due donne si vanno allora intrecciando sempre più profondamente mentre Irene scopre quanto la sua esistenza, un tempo stabile e sicura, sia stata sconvolta da Clare che, di nascosto al ricco marito razzista bianco (Alexander Skarsgård), si è inserita nella famiglia Kendry e nel suo entourage. Sino ad un finale altamente drammatico dove le fila del discorso si interrompono brutalmente.

Dopo un inizio troppo lento e francamente faticoso, Passing, piano piano che i minuti scorrono, si trasforma in un’affascinante analisi dei meccanismi psicologici che le persone edificano in se stesse e negli altri per proteggere la realtà che si erano costruite. La parte più interessante del film della Hall sta, quindi, quando riesce a rendere cinematograficamente palpabili le ossessioni e le bugie che nascono in casi del genere e in questo a partire dal razzismo che li crea.

Sotto tale aspetto è interessante notare come quello di Irene in fondo sia il personaggio più ambiguo e interessante, in quanto seduttiva sia nei confronti degli uomini ma anche delle donne a partire dalla sua ex-compagna di scuola, ma al tempo stesso estremamente insoddisfatta nei confronti di se stessa. Il suo è un gioco pericoloso, azzardato con la propria anima che l’interpretazione di Tessa Thompson riesce a ben rendere.

Nel duello psicologico tra le due donne sta, dunque, il sale di questo piccolo film che ha però il difetto, non lieve, di essere spesso prigioniero della sua costruita, forse troppo costruita estetica, diciamo così passatista. Non che essa stoni a priori ma se la forma prende il sopravvento sul quanto il cinema ci può e vuole narrare, diventa una camicia di forza inutile. Quando, invece, Rebecca Hall si addentra nei meandri delle sue due protagoniste e le scava dall’interno, Passing riesce a diventare un’opera prima riuscita e interessante.

Su Netflix dal 10 novembre


PassingRegia e sceneggiatura: Rebecca Hall; fotografia: Eduard Grau; montaggio: Sabine Hoffman; musica: Devonté Hynes; interpreti: Tessa Thompson (Irene Redfield), Ruth Negga (Clare Kendry/ Bellew),  André Holland (Brian Redfield), Bill Camp (Hugh), Gbenga Akinnagbe (Dave), Alexander Skarsgård (John); produzione: Rebecca Hall, Nina Yang Bongiovi, Margot Hand, Forest Whitaker per AUM Group, Flat Five Productions, Forest Whitaker’s Significant Productions, Hungry Bull Productions, Picture Films; origine: Usa, 2021; durata: 96’.

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