Piero Pelù. Rumore dentro di Francesco Fei

C’è un suono che martella Piero Pelù dall’interno, un fischio assordante che minaccia la sua carriera. È l’acufene, una patologia cronica che colpisce, a quanto pare, sei milioni di italiani, senza distinzione di notorietà. Un disturbo che costringe il cantante a una momentanea sospensione delle proprie attività, a un isolamento forzato dal mondo e dal suo caos, ma che si trasforma anche in un’occasione per affrancarsene, in una pausa (auto)riflessiva da un presente esausto dai propri conflitti interni per ricalibrare con inedita consapevolezza la propria posizione nel mondo e attingere a nuove energie politiche.

Da alcune riflessioni e meditazioni pseudo-filosofiche di Pelù sul presente e sulla desertificazione degli ideali cerca di trarre ispirazione Francesco Fei per “vestire” il film. Fei, scoperto dallo stesso Pelù grazie al suo precedente documentario sui Verdena, si trovava già casualmente al lavoro su un progetto dedicato alla Firenze degli anni Ottanta: l’epoca d’oro dei Litfiba e della new wave fiorentina, qui descritta come una cometa fin troppo fugace, le cui intuizioni politico-sociali brillano ancora di una straordinaria attualità.

Pelù apre il suo archivio personale, rovista tra scatoloni polverosi pieni di VHS e manifesti, ritrova le immagini del primo tour all’estero, a Parigi, dove i Litfiba riuscirono in poco tempo a ottenere un riconoscimento artistico ben superiore a quello riscosso nella provinciale Italia. Ma Pelù si mette in cammino anche nella Firenze di oggi: fa ritorno negli spazi del loro primo club, un locale ora ridotto a muri spogli e imbrattati di graffiti. Dov’è finita quell’energia? Come si può recuperare? Forse non basta una Réunion dei Litfiba, a un tranquillo pranzo, chiacchierando di vecchi ricordi.

Le energie, sembra dirci il film, non sono solo un residuo del passato da rievocare; bisogna saper cogliere le forze vive del presente. Ma per farlo è forse necessario uscire dal perimetro artistico e tornare a immergersi nella militanza politica. A Firenze oggi questo significa, sostanzialmente, ex GKN: quel collettivo di lavoratori della fabbrica metalmeccanica chiusa nel 2021 che, da allora, non lotta solo per restituire dignità e lavoro per sé, ma anche per accumulare nuove energie politiche a beneficio di una rinnovata e consapevole classe operaia.

Il tempo della malattia pone Pelù fuori dai cardini della desertificazione presente, lo porta fuori strada, ad avventurarsi, con il suo camper, per deserti lontani: un viaggio solitario in Marocco per ritrovare un contatto con la natura selvaggia; un pellegrinaggio gitano a Saintes-Maries-de-la-Mer per omaggiare Santa Sarah, figura mariana non riconosciuta dalla Chiesa che protegge i diseredati di tutto il mondo. Fei è il silenzioso compagno di viaggio di Pelù nelle sue peregrinazioni alla ricerca di una rigenerazione prima di tutto spirituale.

Come riattivare il nostro presente? A volte, forse, è proprio una sospensione a permetterci di porci questa domanda. Il fischio nell’orecchio risuona di nuovo e impone a Pelù la cancellazione del tour previsto per lanciare il nuovo album. Eppure, questa stessa malattia ha finito per svelare certe infezioni che corrodono l’organismo comunitario. Andare fuori rotta, tra deserti esotici e passate nouvelle vague musicali, si rivela la soluzione di Pelù per riconnettere i movimenti di ieri (la Firenze anni Ottanta) con le nuove coscienze politiche di oggi (ex GKN). Un modo per rimettersi personalmente in movimento e, forse, per cercare di rimettere in moto questo nostro precario presente.

Fuori Concorso alla Mostra di Venezia 2025
Presentato al Festival dei Popoli 2025.
In sala 10-11-12 novembre 2025.


Piero Pelù. Rumore dentroRegia e fotografia: Francesco Fei; sceneggiatura e musica: Piero Pelù; montaggio: Walter Marocchi; suono: Federico Mammana; effetti visivi: Luca Parma, Gianni Silvestri; interpreti: Piero Pelù; produzione: Consuelo Moschella e Francesco Fei per Apnea Film, Franco Di Sarro per Nexo Digital, Pietro Fuccio per Dna Audiovisivi; origine: Italia, 2025; durata: 82 minuti; distribuzione: Nexo Studios.

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