Fammi il piacere di Reem Kherici – o come si inventa l’orgasmo

Fammi il piacere. Voto **(*). «Ispirato a fatti reali» come si legge nei titoli di testa, una simpatica commedia francese a sfondo sessuale dell’attrice-regista Reem Kherici, forse dal tono eccessivamente giocoso e survoltato.

Fammi il piacere è un titolo spiritoso, ambiguo al punto giusto: prende una locuzione di uso comune e la trasforma in un gioco a sfondo sessuale. La richiesta parte da una donna ultracinquantenne: ha una figlia realizzata, un marito che l’ama, eppure lei non ha mai provato l’orgasmo facendo l’amore in vent’anni di matrimonio. Quando il problema diventa stringente, Fanny va da una specie di sessuologa che le spiega, sotto un enorme quadro con una vulva coloratissima: «Se vuole godere, deve impegnarsi». Una parola.

Però lei ha un marito inventore, da tempo disoccupato: lì per lì l’uomo ci resta male, non s’era mai accorto di nulla, poi, facendo di necessità virtù, Thomas si dà da fare per inventare un marchingegno che possa aiutare davvero la moglie a provare quel piacere mai sperimentato prima. E dunque: Fammi il piacere, ovvero costruiscilo concretamente per me.

La commedia francese di Reem Kherici esce nelle sale targata Eagle Pictures, e può darsi che trovi un suo pubblico, specialmente femminile, anche se farebbe bene pure ai maschietti vederlo. Il tono è ridanciano, un po’ da “screwball comedy” americana, ma tutto in salsa francese: una piccola città di provincia, una villa da vendere, buon cibo e persone spiritose, soprattutto un rapporto da rianimare fisicamente.

Lei, incarnata dalla 54enne Alexandra Lamy, si difende dalle amiche dicendo: «Non sono frigida, sono anorgasmica», ma certo il sesso coniugale non le ha mai regalato quel clic cruciale. Lui, interpretato dal 70enne François Cluzet, s’ingegna a inventare il vibratore perfetto, ma in fondo pensa di avere qualche responsabilità in tutta la questione.

Fammi il piacere
Alexandra Lamy e François Cluzet

«Ispirato a fatti reali» recita una scritta sui titoli di testa, e in effetti lo spunto viene da un’invenzione che ha fatto epoca: il Womanizer, ideato nel 2014 da Michael Lenke e sua moglie per rivoluzionare il piacere femminile, introducendo – leggo – «la tecnologia a onde d’aria compressa: il dispositivo offre una stimolazione clitoridea senza contatto, finalizzata a facilitare il raggiungimento dell’orgasmo in modo innovativo».

Naturalmente lo spunto buffo parte da una realtà piuttosto diffusa nel mondo occidentale, che non riguarda solo il cosiddetto calo del desiderio: come suggerisce la storica Fiammetta Balestracci, «il problema delle coppie che non fanno sesso non è che non facciano sesso, ma il fatto che restano imprigionate in questa dinamica». Salvo tentare strade nuove, diciamo a forme di sperimentazione. Come un po’ accade a Fanny e Thomas in Fammi il piacere, i quali, si capisce, alla fine potranno fare a meno del gingillo, forse.

I due attori sembrano divertirsi nel rendere la vicenda, tra affondi comici, tentativi maldestri, pratiche scambiste e riscaldamenti amorosi. Magari il tono è eccessivamente giocoso e survoltato, a tratti si rimpiange quella commedia del 2011, Hysteria, nella quale Tanya Wexler ricostruiva la tribolata nascita del vibratore, o anche il più recente Il piacere è tutto mio con Emma Thompson (lo danno su Sky); ma di sicuro noi italiani non saremmo mai in grado di trattare la materia con tale leggerezza. Sui titoli di coda una memorabile canzone americana il cui titolo spiega tutto: “I Put A Spell On You”, ovvero ho fatto un incantesimo su di te.

In sala dal 3 settembre 2026.


Fammi il piacere (Pour le plaisir) – Regia: Reem Kherici; sceneggiatura: Reem Kherici, Gari Kikoïne, David Solal; fotografia: Dominique Fausset; montaggio: Samuel Danesi; musica: Laurent Aknin; scenografia: Yves Fournier; interpreti: Alexandra Lamy, François Cluzet, Delphine Baril, François Bureloup, François-Xavier Demaison, Laure Hennequart, Reem Kherici, Kyan Khojandi, Huguette Lacheau; produzione:  Philippe Rousselet , Elsa Leeb, David Solal per Vendôme Films, Baxtory e Groupe TF1; origine: Francia, 2026; Durata: 89 minuti; distribuzione: Eagle Pictures.

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