L’estranea. Voto ***. Per il suo quarto lungometraggio, il regista de La valle dei sorrisi stringe il suo punto d’osservazione all’interno di un appartamento romano, svelando ipocrisie ed egoismi di una famiglia all’alba del nuovo Millennio. Dopo la storia d’amore narrata da Nanni Moretti, ritroviamo Jasmine Trinca nel ruolo di una madre alle prese con una versione demoniaca e dissacrante di Valeria Bruni Tedeschi.
Piove a Roma in L’estranea. L’acqua cade come se avesse intenzione di far annegare la città, il mondo intero. È la resa dei conti di questa piccola e insignificante porzione della storia dell’universo? O forse stiamo solo un po’ esagerando come spesso accade quando siamo portati a sopravvalutare i fenomeni che non possiamo controllare?
Cerchiamo allora di osservare un minuscolo dettaglio di quel diluvio. Accontentiamoci di qualcosa di meno eccitante e pauroso, di più simile al nostro quotidiano. Un portone si apre, Anna infradiciata sale le scale e suona alla porta di un appartamento. L’ordinarietà, però, dura poco. Le vicende che si accinge a rivelare a sua figlia Alice sono di quelle che cambieranno per sempre il destino di due donne, soprattutto della più giovane che scoprirà fatti inverosimili. Sua madre per anni le ha celato un «patto col diavolo» che ha letteralmente modificato il corso della vita della sua famiglia e non solo.
1999, Bari. Una villa sfarzosa, una festa allo scopo di esibire ricchezza, bellezza, posizione sociale avanzata. Poi, un incidente. Il morso di un cane, la gamba di Alice ancora bambina che, per le gravi ferite riportate, deve essere necessariamente amputata. La perfetta routine di un gruppo che si sentiva onnipotente d’improvviso va in frantumi, quasi Dio si fosse dimenticato della sorte dei suoi prediletti, dando un colpo ai privilegiati anziché ai soliti disgraziati.
E se la bontà divina si distrae, è tempo che il diavolo intervenga in L’estranea. E così accade, nella chiesa dell’ospedale. Un’altra donna, con fare malizioso, capace di argomentazioni avvolgenti che non lasciano scampo a chi l’ascolta inizialmente con refrattarietà, propone ad Anna un terribile quanto risolutivo scambio: salvare il prezioso arto di Alice, che peraltro era stata appena scelta per una pubblicità della Barilla, compromettendo la salute del fratello Tobia, una promessa del calcio a cui niente manca…fino al giorno di quell’accordo soprannaturale che, una volta siglato scatenerà una serie di eventi e di nuove fatali intese.
Una catena di episodi per assicurarsi un presente migliore del futuro. Che poi, a pensarci bene, è la rappresentazione del mondo capitalista contemporaneo, avere tutto oggi perché domani a pagarne le conseguenze siano altri.
L’estranea è il quarto lungometraggio di Paolo Strippoli. Una nuova incursione cinematografica nel genere horror che prende di mira le relazioni famigliari e, soprattutto, l’ipocrisia e l’egoismo di chi è pronto a sacrificare il destino altrui pur di non vedere intaccata la propria visione del mondo. Anna, interpretata da una Jasmine Trinca molto diversa da quella appena vista in Succederà questa notte di Nanni Moretti, con le sue decisioni di volta in volta prova a esercitare un controllo assoluto sulla realtà, scambiandolo per un gesto d’amore. L’estranea le dà l’illusione che una tessera sbagliata possa lo stesso legarsi a un’altra completando il puzzle, arrivando alla figura richiesta.
Ma è solo un attimo per il tutto. Le esistenze (e le caldaie avrebbe suggerito Ludwig Wittgenstein) continuano a rompersi, niente può essere aggiustato in via definitiva. Niente può arrestare il flusso dell’imprevedibilità.
Strippoli prosegue perciò nel suo personale percorso all’interno del genere, non dimenticando le regole del mainstream. Per ogni titolo crescono le ambizioni, il budget e la consapevolezza nei propri mezzi. Da questo punto di vista, è quasi una logica conseguenza che L’estranea sia in Concorso. Una sicurezza, quella mostrata dall’autore di Piove, che si nota anche nella capacità di lavorare con le interpreti principali del film.
Oltre alla già menzionata Trinca, Romana Maggiora Vergano, nel ruolo della figlia disorientata, e Valeria Bruni Tedeschi, in quello del diavolo che tenta Anna/Faust, assecondano una storia non propriamente originale ma che al contrario de La valle dei sorrisi ha il dono dell’ironia, del non prendersi troppo sul serio, mescolando dramma e comicità, sottolineando gli orrori e le miserie di una famiglia che all’alba del Duemila, tra un mondiale di calcio vinto e le periodiche crisi economiche, si aggrappa come meglio può agli stereotipi della classe media, cercando di aderire a una rappresentazione più che a un autentico desiderio.
L’estranea – Regia: Paolo Strippoli; sceneggiatura: Paolo Strippoli, Salvatore De Chirico; fotografia: Cristiano Di Nicola; montaggio: Federico Palmerini; interpreti: Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi; produzioni: Propaganda Italia, Dinamo Film, Kazak Productions, Tarantula, con Rai Cinema; produttori: Marina Marzotto, Mattia Oddone, Ivan D’Ambrosio, Lello Petrone, Jean-Christophe Reymond, Joseph Rouschop, Eva Curia; origine: Italia/ Francia/ Belgio, 2026; durata: 115 minuti; distribuzione: 01 Distribution.
