Festival di Venezia (2- 12 settembre 2026): Possible Love (Ga-neung-han sa-rang) di Lee Chang-dong, (Concorso)

Possible Love. Voto ****.  Dopo diversi anni, il coreano Lee Chang-dong torna alla regia con un film ambizioso e stratificato, costruito attorno all’incontro tra due  coppie divise da una profonda distanza sociale. Un’opera di grande sensibilità, che riflette sul desiderio, sul privilegio e sulla possibilità stessa di rappresentare l’altro, che si candida subito a un premio al Lido.

A otto anni dall’ultimo progetto, Burning, presentato a Cannes nel 2018, e a ventiquattro dalla sua ultima presenza in Concorso a Venezia con Oasis, Leone d’argento per la miglior regia nel 2002, Lee Chang-dong torna al Lido con Possible Love. È il suo film più lungo, 164 minuti, e prende spunto da una vicenda realmente accaduta in Corea, dove gli scioperi dei lavoratori di una fabbrica portarono a ripetuti scontri con le forze di polizia.

Possible Love segue le vite di due coppie appartenenti a classi sociali diverse. Da una parte Ho-seok, interpretato da Sul Kyung-gu, operaio con problemi pregressi di alcolismo che ha da poco perso il lavoro in seguito a un licenziamento collettivo, e sua moglie Mi-ok (Jeon Do-yeon); dall’altra Ye-ji (Cho Yeo-jeong), documentarista benestante, e suo marito, un uomo d’affari (Jo In-sung).

Le loro strade si incrociano quando Ye-ji decide di realizzare un documentario proprio sull’azienda che ha licenziato Ho-seok, un’impresa in procinto di essere smantellata attraverso tagli collettivi del personale per risultare più appetibile agli acquirenti internazionali.

Il licenziamento, però, è soltanto il primo movimento di Possible Love. Lee è interessato soprattutto a ciò che accade quando una distanza economica diventa una distanza dello sguardo. Ye-ji entra in una realtà che non conosce e tenta di restituirla, in modo un po’ naiv, attraverso il documentario, ma la sua presenza apre inevitabilmente un problema. Rappresentare qualcuno significa comprenderlo oppure, almeno in parte, trasformarlo in un oggetto del proprio racconto?

Possible Love non offre una risposta rassicurante. Il privilegio non coincide automaticamente con la malafede e la sofferenza non rende moralmente innocenti. Lee evita la contrapposizione più facile e lascia che i rapporti si contaminino di sentimenti difficili da separare, tra empatia e curiosità, solidarietà e desiderio, vicinanza e appropriazione.

Possible Love diventa così una storia a quattro, un gioco di specchi tra due coppie che si osservano, si studiano e finiscono per intrecciarsi. Da questo movimento emerge un’umanità fatta di fragilità e contraddizioni.Possible Love

Il progetto nasceva originariamente da un’iniziativa del produttore Maciej Musiał per un remake in dieci episodi del Decalogo di Krzysztof Kieślowski. Dallo stesso progetto proviene anche Histoires parallèles di Asghar Farhadi, presentato quest’anno al Festival di Cannes. Una volta entrata Netflix nella produzione, ha raccontato lo stesso Lee, l’iniziativa «è caduta in uno stato ambiguo» e il film che ne è nato non adatta più nessun episodio specifico, restando un’opera del tutto autonoma.

Il tema della bramosia, del desiderio per ciò che appartiene agli altri, che sia un affetto, una posizione sociale o una vita diversa dalla propria, avvicina comunque Possible Love, almeno nella lettura di chi scrive, all’universo morale del kieslowskiano Decalogo 10: Non desiderare la roba d’altri. L’episodio di Kieślowski, però, ha toni più grotteschi ed è centrato innanzitutto sull’avidità materiale. In Possible Love, invece, la posta in gioco è soprattutto interiore, perché il desiderio diventa la misura della distanza sociale che separa le due coppie.

Alla conferenza stampa di presentazione a Seul, il regista ha spiegato il cuore del film partendo da un’idea apparentemente semplice. Quando parliamo di storie d’amore, ha osservato, tendiamo a partire dall’impossibile, da qualcosa di difficile da raggiungere.

Il suo Possible Love, invece, parla di un amore possibile e si chiede che cosa sia necessario perché quell’amore possa davvero esistere. Anche quando una forza immensa sembra definire la vita, ciò che in fondo la sostiene e la porta avanti, suggerisce Lee, è l’amore.

La durata di 164 minuti potrebbe spaventare lo spettatore, ma è insieme la forza e il limite di un film costruito su sottili sfumature, che emergono dalle conversazioni a tavola o, più direttamente, dalle parole dei personaggi coinvolti nel documentario di Ye-ji.

Quando però rinuncia alla necessità di esplicitare il proprio discorso, Possible Love diventa altamente interessante. Nei corpi e negli sguardi, nelle esitazioni che interrompono le parole, Lee lascia emergere una zona di ambiguità che nessuna spiegazione potrebbe esaurire. Un gesto di vicinanza può contenere affetto, desiderio o dominio. La stessa immagine può essere insieme testimonianza e appropriazione.

La questione di classe entra così nell’intimità. Il lavoro perduto modifica l’immagine che Ho-seok ha di sé, mentre la condizione privilegiata di Ye-ji determina il suo rapporto con il mondo che vorrebbe raccontare. Nessuno dei personaggi può separare completamente i propri sentimenti dal posto che occupa nella società.

Il titolo, Possible Love, acquista allora un significato tutt’altro che consolatorio. L’amore è possibile, ma non per questo è libero dalle condizioni che regolano i rapporti tra le persone. Il desiderio porta sempre con sé una storia, una posizione, una differenza che non può essere cancellata con un gesto di buona volontà.

È un ottimo film che si candida immediatamente a un premio del Concorso veneziano.

Su Netflix dal 6 novembre 2026.


Ga-neung-han sa-rang  (Possible Love)Regia: Lee Chang-dong; sceneggiatura: Lee Chang-dong, Oh Jung-mi; fotografia: Kim Ji-yong; montaggio: Kim Da-won; scenografia: Jang Min-woo;musica: Jung Jaeil; interpreti: Jeon Do-yeon, Sul Kyung-gu, Jo In-sung, Cho Yeo-jeong; produzione: Netflix, con Lee Joon-dong, David Levine, Chadwick Prichard. origine: Corea del Sud, 2026; durata: 164 minuti; distribuzione: Netflix.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *