Agata Christian – Delitto sulle nevi di Eros Puglielli

“Non fa ridere” è un giudizio critico da non usare mai. Infatti, non l’userò, essendo altamente soggettivo. Si ride, al cinema, per le ragioni più bizzarre, anche la scurrilità a volte può essere funzionale. Insomma, non esiste un criterio oggettivo per definire la comicità. Tuttavia… Non ho contato quante volte, nella commedia poliziesca Agata Christian – Delitto sulle nevi, Christian De Sica ripeta la battuta: «È ‘na merda!», con variazioni sul tema. Decisamente troppe, direi. E tutto sono meno che un bacchettone.

Benché il copione sia stato scritto a otto mani, tante, ho il sospetto che il tormentone merdaiolo sia farina del sacco della star in cartellone, e un po’ dispiace: perché dal nuovo film di Eros Puglielli, cineasta gentile da qualche tempo approdato alla commedia farsesca, mi sarei aspettato qualcosa di meglio, pur all’interno dei vincoli imposti dal genere.

Il famoso criminologo Christian Agata è uomo ostico e misantropo, anche parecchio solo, non stringe la mano a nessuno per paura dei germi e nulla lo rallegra o ben dispone. Gli piace andare in giro con impermeabile e cappello alla Philip Marlowe e un po’ si sente Sherlock Holmes, ma senza pipa, siringa e violino. Certamente ha fiuto, secondo i cliché di un genere rinnovato, negli ultimi anni, dalla trilogia Knives Out di Rian Johnson, dove l’ex 007 Daniel Craig incarna il pomposo investigatore sudista Benoît Blanc.

Il sottotitolo recita “Delitto sulle nevi”, ma naturalmente gli omicidi sono più di uno. Invitato dietro lauto cachet in un castello tra i boschi e le nevi della Val d’Aosta, per partecipare al lancio di un nuovo/vecchio gioco da tavolo di natura poliziesca, detto “Crime Castle”, l’investigatore sente subito puzza di bruciato, qualcosa non torna nell’atmosfera generale, ma in realtà vorrebbe solo tornarsene a Roma.

Agata Christian 1
Christian De Sica e Lillo

Solo che una valanga, causata da un’esplosione, isola la lussuosa magione e così il gran detective dovrà risolvere il complicato caso legato alla morte dell’anziano patron, Carlo, della ditta Gulmar e Gulmar. L’altro Gulmar è il figlio Walter, un fessacchiotto col parrucchino che respira elio per ridere sguaiatamente; con lui: ci sono l’amante sexy Miranda; la risentita sorellastra India; la matrigna Laura, seconda moglie di Carlo; l’ex proprietario del castello, Elvio; l’assistente personale del morto, la formosa Serena, insieme a suo marito Olmo; il tatuatissimo youtuber “One Slot” che gira armato e dovrebbe acquistare la società; più i poliziotti Cuozzo e Tarda, l’uno maldestro e l’altro ecologista.

Ogni tanto viene da pensare anche alla gloriosa commedia noir Invito a cena con delitto, del 1976, solo che lì c’era la mano di Neil Simon e recitavano attori del calibro di Peter Falk, David Niven, Peter Sellers e Alec Guinness, sicché direi di non fare paragoni. Purtroppo, l’aria che si respira è un po’ da tardo cinepanettone, sia pure riveduto e corretto da Puglielli al suono della nota canzoncina “Maracaibo” di Lu Colombo, anno 1981 (non c’entra nulla con la storia).

Avrete capito che perfino Christian Agata faticherà a venire a capo della matassa, nell’intrecciarsi degli eventi criminali, tra orsi minacciosi, cani molesti, cupi sotterranei, tradimenti, menzogne, calapranzi (pinteriani?), depistaggi e doppioni.

Le storie gialle con i sospettati riuniti dal detective a un passo dal caminetto dovrebbero seguire logiche magari spiazzanti ma a loro modo ferree. Invece il cazzeggio prende un po’ il sopravvento sugli eventi, sotterrando ogni verosimiglianza, certo alla ricerca dell’effetto farsesco, che ricade per intero sulle facce, le tirate e le spacconate buffe del poliziotto Cuozzo, incarnato dal co-protagonista Lillo Petrolo, naturalmente sfottuto dall’infastidito detective con la battuta “Elementare Cuozzo”.

Il cast è affollato, da Chiara Francini a Giorgio Colangeli, da Maccio Capatonda a Marco Marzocca, da Sara Croce a Tony Effe (alias Nicolò Rapisarda); il migliore in campo mi pare Paolo Calabresi, che fa il secondo poliziotto, quel Tarda che dice le stesse baggianate di Cuozzo ma meglio, e quindi si prende il plauso dell’insopportabile criminologo.

In sala dal 5 febbraio 2026.


Agata Christian – Delitto sulle nevi Regia: Eros Puglielli; sceneggiatura Eros Puglielli, Mariano Di Nardo, Federico Fava, Antonio Manca; fotografia: Michele D’attanasio; montaggio: Gianluca Scarpa; effetti speciali: Luigi Caporilli Razza; musica: Francesco Cerasi; scenografia: Alessandro Bigini; interpreti: Christian De Sica, Lillo, Paolo Calabresi, Maccio Capatonda, Giorgio Colangeli, Sara Croce, Chiara Francini, Marco Marzocca, Enzo Paci, Alice Pagani, Nicolò Rapisarda; produzione: Mattia Guerra per Be Water Film; origine: Italia, 2026; durata: 106 minuti; distribuzione: Medusa.

 

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