Comedians

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L’ultima opera di Gabriele Salvatores si apre con una sequenza di Trieste sotto la pioggia notturna illuminata dalla bella fotografia tetra di Italo Petriccione e accompagnata dalle note di un grande pezzo di Tom Waits, quel Rain Dogs che parla di ultimi e di reietti bagnati come cani sotto la pioggia. Questo ritmo accattivante però è destinato subito a rientrare nella normalità nel momento in cui la cinepresa fa il suo ingresso nella scuola dove si svolgono i corsi di teatro dei comici del titolo. Da qui in poi il film rimane ancorato quasi unicamente allo stesso luogo con personaggi in entrata e uscita, un movimento che sottolinea con forza l’appartenenza al teatro del testo di riferimento, la pièce omonima scritta da Trevor Griffiths nel 1975 di cui Salvatores ha curato l’adattamento.

È la seconda volta in più di trent’anni che il nostro regista ritorna sul tema della comicità, peraltro prendendo come ispirazione lo stesso testo teatrale. La prima è stata nel lontano 1987 con Kamikazen – Ultima notte a Milano, anche portato a teatro con successo all’Elfo di Milano due anni prima, con uno stuolo di comici, da Paolo Rossi a Claudio Bisio a Silvio Orlando, che da lì a poco sarebbero diventati famosissimi e protagonisti della comicità televisiva e cinematografica italiana. Nel 2021, l’adattamento riprende la quasi totalità delle battute originali e le riporta in un film che sa tanto di teatro e molto meno di cinema.

All’interno di una scuola fredda e buia, mentre fuori il diluvio sembra tagliare fuori il resto dell’umanità, cinque aspiranti comici seguono l’ultima classe del professor Eddi Barni, disilluso maestro che li porterà nelle mani di un suo vecchio amico-nemico, Bernardo Celli, ora diventato talent scout televisivo. Solo alcuni di loro riceveranno un contratto per accedere alla prima serata. Nel frattempo, il maestro deve far fronte alla crisi della comicità secondo il suo punto di vista e, soprattutto, ai fallimenti personali suoi e dei suoi allievi.

Gli aspiranti commedianti di questa tornata sono interpretati da attori tra il conosciuto e lo sconosciuto: i fratelli molto depressi Filippo e Leo Marri (Ale e Franz), il cinico Sam Verona (Marco Bonadei vestito alla Nick Cave),  l’operaio “terrone” emigrato al Nord Michele Cacace (Vincenzo Zampa), il battutista Gio Di Meo (Walter Leonardi) e infine il giovane clown punk ribelle invero molto antipatico Giulio Zappa (Giulio Pranno), mentre il maestro idealista Natalino Balasso si contrappone allo squalo Christian De Sica.

È strano che per fare una disamina della comicità moderna, Gabriele Salvatores abbia scelto comici non propriamente contemporanei e cliché da un’altra era (il ragazzo del Sud perso in questo Nord che sembra un paese straniero), anche se bisogna dire che in tempi odierni l’idea di analizzare la comicità, il suo significato politico, liberatorio, catartico, sano e il suo posto nel mondo occidentale è tutt’altro che banale. Così il regista napoletano-milanese  ha scelto di tornare ad aprire lo spioncino su una cultura che in Europa, in America, e specialmente in Italia è stata quasi fondante della nostra cinematografia e televisione, e capire che cosa è successo in tutti questi anni.

Peccato che Comedians non vada mai a pungere, a scomodare, né a dire qualcosa, non di nuovo, ma almeno di contemporaneo. La totale assenza di donne, voluta espressamente dal regista per rimanere fedele al testo di Griffiths, la mancanza di temi molto dibattuti come la comicità della cultura delle minoranze, purtroppo, si fanno sentire. A parte l’ingresso, ad essere onesti non molto brillante, di un improbabile indiano dalla barzelletta svelta, di tutto ciò non si trova traccia. Comedians sembra un film anacronistico, sembra distaccato dalla realtà. Ed è un peccato, perché invece quando i personaggi di Ale e Franz vanno a toccare la triste realtà che vivono tutti i giorni fanno centro.

A volte, in Comedians, sembra che non si riesca ad andare mai  oltre la barzelletta. Certo, la barzelletta è l’atto anarchico della comicità. Non ha padroni, non ha creatori, chi la dice se ne assume la responsabilità. Ma è solo una parte della comicità. In più, l’atto della barzelletta viene usato per raccontare la banalità delle proposte comiche che negli ultimi vent’anni hanno affossato la comicità televisiva. Anche questo particolare, la televisione, suona anacronistico. In coda alle barzellette, va notato, che dagli anni ‘70 e ‘80 sembra sia rimasta attaccata anche una certa misoginia di fondo ammantata di significati più profondi.

Dagli attori, bravi comunque, ci domandiamo se si poteva avere qualcosa di più. Ale e Franz hanno così tanta storia ed esperienza nel mondo della comicità che forse avrebbero meritato più spazio, i personaggi di Leonardi e Zampa arrivano direttamente da un’altra epoca, Bonadei è il cattivo che ce la fa con le sue mani, il clown ribelle di Pranno dovrebbe essere un contraltare al vecchio e disilluso Balasso, un confronto tra padre e figlio, ma le loro battute hanno un sapore di già sentito e vorrebbero illuminare su un presente, su una realtà, che però non viene mai descritta, né mai sentita o mostrata. Al contrario, i comici sembrano stare in un luogo metafisico che non cattura nessuna istantanea dell’Italia presente. Solo De Sica porta nella scena un po’ di verità con il suo “meglio due risate che una”, riassunto forse anche della sua storia artistica.

Comedians ha dalla sua un’idea molto forte, il lato oscuro della comicità italiana, ma che, in definitiva, non viene collegata ai nostri tempi e finisce quindi per sgonfiarsi senza graffiare.

In sala da giovedì 10 giugno.


ComediansRegia: Gabriele Salvatores; sceneggiatura: Gabriele Salvatores da un’opera di Trevor Griffiths; fotografia: Italo Petriccione; montaggio: Chiara Griziotti; interpreti: Natalino Balasso (Eddi Barni), Christan De Sica (Bernardo Celli), Ale e Franz (Filippo e Leo Marri), Marco Bonadei (Sam Verona), Vincenzo Zampa (Michele Cacace), Walter Leonardi (Gio Di Meo), Giulio Pranno (Giulio Zappa); produzione: Indiana Production, Rai Cinema; origine: Italia 2021; durata: 96’; distribuzione: 01 Distribution.

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