Fall di Scott Mann

  • Voto

È possibile che due ragazze siano sexy a quasi settecento metri di altezza, bloccate in cima a una vecchia torre, antenna radio in disuso? Dalla risposta a questa domanda dipende il giudizio sul film Fall di Scott Mann: se è si, il film è buono, se è no il film non è buono. Ma avendo scalato al massimo un trampolino per i tuffi di sette metri, e già questo sembrava parecchio alto e la scalata un’avventura, non riusciamo a rispondere, pur con tutta la buona volontà, perché il film racconta di due ragazze toste, Becky (Grace Caroline Currey) e Shiloh (Virginia Gardner), scalatrici vere, che, dopo un terribile trauma vissuto insieme, sfidano se stesse e la paura aggredendo l’altissima torre in mezzo al deserto.

E solo due ragazze così potrebbero dirci come stanno le cose, ma noi conosciamo solo le due bellissime protagoniste e loro si nel film sono molto sexy. La regia coglie la sensualità delle due ragazze in una situazione estrema, da far dimenticare agli spettatori il pericolo e le vertigini, per ammirare la loro bellezza. E questo non sappiamo se è onesto, perché le ragazze sono sempre sexy e non c’è niente di male, anzi, ma in un film o, meglio, in un’opera d’arte si compiono delle scelte secondo la propria idea di vita prima e poi di cinema. Questo ci porta a un giudizio in effetti: nel caso in cui due ragazze messe così duramente alla prova possano essere sexy, la regia potrebbe comunque rispettare e amare questa sensualità e non usarla.

Quando Francois Truffaut parlava di una idea di vita e poi di cinema, ci piace pensare che alludesse a problemi come questo. A come filmare la bellezza delle donne perché la sensualità divenisse grazia, e la nostra attrazione divenisse profondo rispetto e amore. Non si è mai capito cosa ci facesse Truffaut tra i protagonisti di Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg, ma è stato il grande regista americano a raccontare che il personaggio richiedeva l’anima di un bambino e Truffaut l’aveva più di ogni altro. È la nostra anima che è in gioco, nel cinema e nella vita. Conservando quella di un bambino possiamo fare cinema, scriverne e vivere giustamente. Purtroppo però dobbiamo riconoscere la perdita della nostra innocenza se durante la visione di questo survival movie siamo stati attratti più dai corpi delle ragazze che dalla loro disavventura.

Scott Mann, già regista di Tournament (2009) e Bus 657 (2015), dirige bene le premesse della sua storia, creando suspense e paura, ma forse l’idea di intrappolare le due protagoniste in uno spazio ridottissimo e altissimo gli ha offerto poi poche alternative. Non bieco moralismo, ma un sincero apprezzamento per le scene emozionanti e paurose di Fall e insieme un sincero invito a sublimare la bellezza femminile, solo dalla quale possiamo essere salvati, come artisti, spettatori e uomini.

In sala dal 27 ottobre


Fall -Regia: Scott Mann; sceneggiatura: Scott Mann, Jonathan Frank; fotografia: Miguel López Ximénez de Olaso; montaggio: Robert Hall; effetti speciali: Christian N. Curry Akuna; musica: Tim Despic; interpreti: Grace Caroline Currey, Virginia Gardner; produzione: Lions Gate; origine: USA 2022; durata: 107’; distribuzione: Bim Distribuzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *