Gli Occhi degli altri sono quelli che spiano morbosamente, da uno spioncino o da dietro una roccia, corpi che si intrecciano voluttuosamente, si uniscono, si danno reciproco piacere in un pericoloso gioco erotico tra voyeurismo, seduzione e mancanza assoluta di limiti.
Nel film diretto da Andrea De Sica, Elena (Jasmine Trinca) e un marchese (Filippo Timi), in un’ isola solitaria e selvaggia (proprietà del ricchissimo nobile), si immergono in un rapporto intenso e distorto dominato dal desiderio di essere visti da occhi estranei mentre trasgrediscono piacevolmente ogni regola.
Nel loro rapporto non c’è alcun limite che non possa essere superato. Tutto sembra lecito e possibile, soprattutto da un punto di vista erotico. Si gioca a sfidare la “ morale pubblica” in un corteggiamento e in un’unione che osa di continuo.
L’ intreccio è ambientato in un mondo ricco, in una villa a strapiombo sul mare, in un’ atmosfera barocca e annoiata, dove il bisogno di essere guardati diventa metafora di noia, narcisismo e di una società ossessionata dall’apparenza.
Elena è affascinata dall’opulenza sfrenata, dal fascino, dal potere di lui e sta al suo gioco, rispondendo agli stimoli di coppia. Lei, però, tra rapporti con sconosciuti improvvisati, feste in maschera e trasgressioni continue, ad un certo punto comincia a sentirsi svuotata e sola. Ha bisogno di altro, come mostrano i suoi occhi sempre tristi e malinconici.
L’ arrivo di un giovane intrigante e misterioso spezza l’ equilibrio già precario della coppia in un’escalation di gelosia e violenza psicologica che condurrà a un epilogo tragico.
Il film, liberamente ispirato al celebre duplice delitto Casati Stampa, noto anche come il delitto di via Puccini, ha rappresentato uno dei casi di cronaca nera più scandalosi dell’Italia di inizio anni Settanta.
Lo sguardo del regista Andrea De Sica, alla sua seconda prova nel lungometraggio dopo Il viaggio nella notte (2017), è feroce, cinico e attuale, e riesce a denudare l’ eccesso e la decadenza di una coppia annoiata, stanca e in cerca di stimoli continui. La sua prospettiva si inserisce nella modernità descrivendo lo status psicologico di un rapporto a due ossessivo e contorto che non ammette vie di mezzo o compromessi. Sembra di leggere l’epilogo di un triangolo amoroso finito in tragedia, una delle tante pagine di cronaca nera di oggi.
Un rapporto malato, costruito sul possesso e su basi lontane dall’ affetto dalla comprensione e dalla complicità. C’è alla base un gioco di potere, l’esercizio di un dominio fisico e psicologico, il bisogno di conquista continua e la convinzione di essere onnipotente.

Il marchese, infatti, ricchissimo, è abituato a comprare tutto con il denaro (vorrebbe persino comprare un figlio dalla servitù a qualunque prezzo) e non accetta un rifiuto, un compromesso o la fine di un amore significativo.
L’ atmosfera del film, da trasgressiva, sensuale e insolita diventa progressivamente inquietante, il ritmo si fa martellante e teso, il potere sfugge di mano e le conseguenze non possono che essere tragiche per chi è abituato a “gestire” relazioni, soldi, amici con un solo “ schiocco di dita”. E quando ” nel gioco ” si inserisce un terzo elemento indesiderato, il ” lui” di turno non ci sta.
Attuale, inquietante, ben costruito, questo Gli Occhi degli altri.
In Concorso alla Festa di Roma 2025 (Premio “Monica Vitti” a Jasmine Trinca).
In sala dal 19 marz0 2026.
Gli occhi degli altri – Regia: Andrea De Sica; sceneggiatura: Andrea De Sica, Gianni Romoli, Silvana Tamma; fotografia: Gogo Bianchi; montaggio: Esmeralda Calabria; musiche: Andrea Farri; interpreti: Filippo Timi, Jasmine Trinca, Matteo Olivetti, Anna Ferzetti, Rita Abela, Roberto De Francesco, Carmen Pommella, Alberto Paradossi, Gennaro Apicella, Giuseppe Sanfelice; produzione: Vivo Film, Tarantula; origine: Italia/Belgio, 2025; durata: 90 minuti; distribuzione: Vision Distribution.
