Guerrieri. La regola dell’equilibrio di Gianluca Maria Tavarelli (serie tv)

Guerrieri. La regola dell’equilibrio

Nessuno lo ricorda, ma c’è stato già un “avvocato Guerrieri” in televisione prima di questo nuovo Guerrieri. La regola dell’equilibrio. Risale al 2007, l’incarnò il pugliese Emilio Solfrizzi, in due film Mediaset diretti da Alberto Sironi, lo stesso di Montalbano, scritti dall’autore Gianrico Carofiglio con Francesco Piccolo e Domenico Starnone, su idea del produttore Carlo Degli Esposti. Vi si trasponevano il primo romanzo, Testimone inconsapevole, ed il secondo, Ad occhi chiusi. Dovevano essere due prototipi, in vista di una produzione seriale, invece non se ne fece nulla.

Quasi vent’anni dopo l’avvocato barese approda invece su Rai1 in una serie di quattro puntate di circa 100 minuti l’una intitolata Guerrieri. La regola dell’equilibrio: stavolta è il 61enne Alessandro Gassmann a incarnare il legale barese senza accento, su regia di Gianluca Maria Tavarelli e sceneggiature firmate di nuovo da Carofiglio insieme a Doriana Leondeff, Antonio Leotti e Oliviero Del Papa, producono Ivan Carlei e soci vari.

Ho visto su RaiPlay il primo episodio, Ragionevoli dubbi, tratto dal terzo dei sette romanzi dedicati al personaggio, e riconosco volentieri che la mano di Tavarelli si sente, sarà perché il regista torinese viene dal cinema e riesce a infondere qualcosa di più e di meglio alla serie di taglio generalista. Naturalmente si parlerà di sfida a distanza con Avvocato Ligas, che passa proprio in queste settimane su Sky, per la regia di Fabio Paladini, con Luca Argentero nei panni dell’elegantone e geniale penalista milanese dedito ai gin-tonic e alle scappatelle sessuali.

A dirla tutta, per quanto ho visto, preferisco Guerrieri a Ligas. Meno frescone e alla moda, ma più profondo, sempre all’interno di una certa convenzione “legal drama”. Gassmann s’è cucito addosso, senza allontanarsi da altri fortunati personaggi da lui interpretati di recente, un avvocato tormentato, se non addirittura scorticato, sul piano psicologico. Ha appena divorziato dalla moglie amatissima che lo mollò, dorme sul divano di casa dal quale deve alzarsi nel cuore della notte per una strana fuga di gas, in tribunale fa scintille ma si trova a un punto morto della propria esistenza.

Per sua fortuna gli cade addosso un caso perso in partenza: un tal Fabio Paolicelli è stato condannato a 16 anni di carcere perché nella sua auto, di ritorno da una vacanza in Montenegro con la famiglia, sono stati trovato 20 chili di cocaina, e la ora la bella moglie francese del detenuto, che si professa innocente dopo una prima ammissione, si rivolge a Guerrieri per provare a riaprire il caso.

Guerrieri. La regola dell’equilibrio
Alessandro Gassmann e Ivana Lotito

A cavallo della sua bicicletta gialla, aiutato da una ex cronista con fiuto da detective e da un poliziotto amico piuttosto sbrigativo, Guerrieri si fa strada nell’inghippo, presto scoprendo che «la storia raccontata» dal Pubblico ministero, apparentemente incontrovertibile, invece non sta in piedi. E intanto finisce a letto con la francese, ma si capisce che non può durare.

Echeggia una celebre battuta tratta dal film Philadelphia (di Jonathan Demme, 1993) questa: «Cosa sono mille avvocati incatenati in fondo all’oceano?». «Un buon inizio». Magari ne arriverà un’altra, ancora più cattiva, tratta da L’uomo della pioggia (Francis Ford Coppola, 1997): «Che differenza c’è tra un avvocato e una puttana?». «Che l’avvocato ti fotte anche dopo morto». Ma Tavarelli non gioca a fare l’americano, non cita The Lincoln Lawyer (Brad Furman, 2011) usa le canzoni e la musica con parsimonia, prende di Bari non solo gli scorci più solari e turistici, anzi preferisce situazione notturne, con qualche affondo dialettale che fa giustamente “colore locale”.

Gassmann con l’età assomiglia sempre più al padre Vittorio, almeno nelle espressioni ravvicinate, ma “indossa” con efficacia, specie nelle tirate processuali, il carisma stanco di Guerrieri, quel suo muoversi in attesa di qualcosa di buono, districandosi tra favori agli amici e minacce fisiche. E gli attori sono tutti ben scelti.

Sono curioso di vedere le altre tre puntate, il che è già molto, ai miei occhi, trattandosi di fiction della Rai (cambio subito, in genere).

 Da lunedì 9 marzo su Rai 1 (e Raiplay).


 Guerrieri. La regola dell’equilibrio Regia: Gianluca Maria Tavarelli; sceneggiatura: Doriana Leondeff, Antonio Leotti, Oliviero Del Papa, Gianrico Carofiglio; fotografia: Marco Pieroni; montaggio: Alessandro Heffler; musica: Ralf Hildenbeutel; scenografia: Eleonora Devitofrancesco; interpreti: Alessandro Gassmann (Guido Guerrieri), Ivana Lotito, Antonia Liskova, Anita Caprioli, Michele Venitucci, Catrinel Marlon, Gaetano Bruno, Stefano Dionisi, Francesco Colella e Francesco Cassano; produzione: Flavia Parnasi, Massimo Di Rocco, Luigi Napoleone, Marta Aceto, Ivan Carlei per Rai Fiction, Rai Com, Combo International, Bartlebyfilm; origine: Italia, 2026;  durata: 4 episodi di circa 100 minuti l’uno; distribuzione televisiva:  Rai/Raiplay.

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