Hypnotic di Robert Rodriguez

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Al granitico Ben Affleck viene rapita la figlia, e, nel tentativo di ritrovarla, verrà coinvolto in una spirale di avvenimenti che porteranno alla luce un passato a lui ignoto, ed una misteriosa organizzazione composta da membri molto particolari, i cosiddetti ipnotici, capaci di governare la mente del prossimo, plasmandone la percezione e dirigendone le azioni. Il film pare un amalgama di elementi presi da altre pellicole: The Truman Show, Dogville, Inception, frullati per bene con l’aggiunta di una dose di twist che ogni volta rimescolano le carte in tavola, otteniamo Hypnotic, il nuovo lungometraggio del leggendario one-man film crew Robert Rodriguez. 

Nato il 20 giugno 1968 a San Antonio, in Texas, Rodriguez ha sviluppato prestissimo un talento multiforme per varie discipline ed una spiccata passione per il cinema. Si è formato come regista indipendente, guadagnandosi una reputazione per la sua creatività, innovazione e abilità nel lavorare con budget limitati. L’audacia è il suo tratto distintivo, anche se la qualità delle sue opere è altalenante, è stato in grado di realizzare negli anni grandi pellicole come Dal Tramonto all’Alba, El Mariachi, Sin City e Planet Terror. 

Nel 2011, Rodriguez ha pubblicato il libro Rebel Without a Crew, una sorta di diario che racconta la sua esperienza nel girare El Mariachi con un budget incredibilmente limitato di soli 7.000 dollari. Nel libro, Rodriguez condivide le sue esperienze, le sfide affrontate e i consigli per gli aspiranti registi indipendenti. Rebel Without a Crew è diventato un bestseller, ispirando molti giovani cineasti a realizzare i propri progetti e a superare le limitazioni finanziarie. 

Tornando al film, al netto dell’ottimo montaggio e dalla trama accattivante, in questo caso troviamo un Robert Rodriguez leggermente trattenuto, più concentrato a raccontare con i tempi giusti e a costruire un’impalcatura efficace piuttosto che sbizzarrirsi a creare situazioni assurde e divertenti. Il che è comprensibile, dato che il regista è particolarmente affezionato alla sceneggiatura di questo film, scritta da lui stesso e ideato nel lontano 2002. La passione nel progetto ha portato alla realizzazione di un film nei limiti del possibile coerente, con colpi di scena ben dosati e tempi ottimamente calibrati, ma anche con un certo timore nel lasciarsi andare, non dimentichiamo che si tratta di un film dal budget di 65 milioni dollari, e l’impressione è che Rodriguez non si trovi troppo a suo agio con cifre così importanti. (tolto Alita-Battle Angel, il budget medio dei suoi film si attesta sui 15-20 milioni). 

Questo Hypnotic, dunque, non spicca per personalità, se non sapessimo che si tratta un film di Robert Rodriguez, difficilmente avremmo scorto la sua mano, mancano gli zoom intensi, i movimenti di macchina veloci, gli effetti sonori da cartone animato, ciò non lo rende affatto un cattivo film: diverte, intrattiene, punta tutto sulla vicenda ed investe pochissimo sul carisma e la caratterizzazione dei personaggi. Ben Affleck, come dicevamo, è imperturbabile, sua moglie (Alice Braga) è una specie di ricettacolo di frasi ad effetto. Il cattivone di turno (William Fichtner), non spiccica una parola ed è costretto a trasmettere il senso di minaccia che dovrebbe incutere attraverso lo sguardo ed i movimenti, riuscendo solo in parte nel difficilissimo compito (la sua espressione contiene una nota di dolcezza che stona). Ma quando, a metà film, per ragioni che non vi sveleremo, si entra nell’abisso dell’ipnosi, fatto di illusioni e scatole cinesi, il film si tramuta in una specie di Truman Show che si svolge all’interno di una scenografia pseudo-teatrale in stile Dogville, e comincia a calare gli assi. A quel punto non facciamo più caso alla povertà di dialogo o ai buchi di sceneggiatura e ci lasciamo avvolgere da quel guilty pleasure che si accompagna alla visione di un buon B movie a tematica sci-fi. 

Ed è proprio grazie alla seconda metà del film che siamo portati a rivalutare l’esperienza nella sua interezza, da lì in poi cominciamo a chiederci se Rodriguez non ci abbia preso in giro per tutto il tempo sino a quel punto, con quella prima parte dal sapore generico e innocuo da film poliziesco con qualche elemento di sovrannaturale. I risvolti narrativi si manifestano ogni volta come ovvi eppure inaspettati, e sono capaci di regalare belle soddisfazioni. Ripensando al film una volta terminato però, ci si ritrova a concludere che, sulla carta, il concept e l’idea fossero comunque superiori alla realizzazione. 

Come al solito, Rodriguez si è occupato della maggior parte degli aspetti del film, compreso l’eccellente e minuzioso montaggio, (aspetto che va calibrato con estrema attenzione in film come questo, in cui vari piani della realtà si sovrappongono) e quello che non ha curato personalmente, lo ha affidato a membri della sua famiglia, come Rebel Rodriguez, che ha curato una colonna sonora discreta, ma che fa il suo dovere. 

In sala dal 6 luglio


Hypnotic – Regia: Robert Rodriguez; sceneggiatura: Robert Rodriguez, Max Borenstein; musica: Rebel Rodriguez; montaggio: Robert Rodriguez; interpreti: Alice Braga, Ben Affleck, Danny Rourke, Bonnie Discepolo, Dayo Okeniyi, Derek Russo, Hala Finley, J.D. Pardo, Jackie Earle Haley, Jeff Fahey, Kelly Frye, Ruben Javier Caballero, William Fichtner, Zane Holtz; produzione: Studio 8, Solstice Studios; durata: 93 minuti; origine: Stati Uniti; distribuzione: O1 Distibution.

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