Intervista alla regista Eva Libertad de Il silenzio degli altri

 Eva Libertad
La regista Eva Libertad

Nelle sale italiane a partire dal 28 maggio,  Il Silenzio degli Altri (Sorda) è il film con Eva Libertad  cui si è aggiudicata tre Premi Goya 2026 e ben 7 candidature. L’opera vanta di un’interpretazione eccellente da parte dell’attrice Miriam Garlo. Ángela è una donna sorda che si ritrova ad affrontare lo stato di gravidanza e la maternità poi, con tutte le paure e le difficoltà che ne derivano. Il primo lungometraggio per il cinema di Eva è un chiaro invito ad empatizzare maggiormente col mondo circostante, gli Altri e in particolare con la diversità.

Quando e come è nata l’idea di esplorare il mondo della sordità? Cosa c’è di più personale e intimo nel racconto di Il Silenzio degli Altri ?
Eva Libertad: Mia sorella, nonché la protagonista del film Miriam Garlo, è sorda nella vita reale. Il film nasce pertanto dal nostro legame: mi interessava raccontarlo agli spettatori. Intendevo inoltre raccontare come esso ha cambiato il mio modo di sentire e vedere il mondo, a partire dalle nostre difficoltà. Miriam, nel 2020, stava pensando di essere madre: parlavamo molto del seguente tema e abbiamo condiviso le paure più profonde legate alla maternità all’interno di un mondo udente. In quel preciso istante iniziai ad accorgermi che non avevo mai pensato a ciò: come potesse essere la maternità per una persona con una problematica di questo tipo. A partire da ciò, abbiamo realizzato un cortometraggio nel 2021. All’interno di esso, però, la tematica affrontava solo il momento del pensiero riguardante la maternità. Volevo continuare ad indagare il rapporto tra mondo udente e quello della sordità, e cosa sarebbe successo alla coppia dopo il momento della nascita: io non sono nè sorda nè madre. Ho dovuto affrontare una fase di ricerca e documentazione, attraverso delle interviste, per prepararmi al meglio sull’argomento e per empatizzare e comprendere appieno cosa significasse vivere certe situazioni.

Fin da subito lo spettatore viene catapultato nell’intimità della coppia, che comunica attraverso la lingua dei segni per scegliere i nomi della nascitura. È richiesto uno sforzo da parte dello spettatore. Inoltre sono presenti innumerevoli momenti di silenzio. Hai mai avuto in qualche modo paura che il film potesse non funzionare, magari in fase di montaggio?
Sì, però sono dell’idea che la paura sia parte della nostra vita. All’interno de Il Silenzio degli Altri , per me, era necessario inserire il pubblico udente in uno spazio “scomodo”, dove leggere i sottotitoli e soprattutto di vedere una lingua che non conosce affatto. D’altronde sono gli stessi sforzi che fa una persona non udente: non può vedere film o avere accesso alla cultura. Era necessario che lo spettatore perdesse la sua posizione di “privilegiato”.

È interessante la parte in cui l’uomo deve riportare il testo della canzone tramite il labiale. È altrettanto significativo questo dualismo musica/silenzio all’interno del linguaggio cinematografico, fino ad arrivare ad una parte di filmato interamente ovattata. Attraverso questo espediente, la suddivisione dei due mondi che si intrecciano avviene più evidente. A proposito di questo, com’è stato lavorare con la compositrice Aránzazu Calleja?
È stata un’esperienza veramente stimolante poiché ci conoscevamo a partire da un cortometraggio in cui avevamo precedentemente collaborato insieme, però Il Silenzio degli Altri è stato il primo lavoro in cui ho lavorato in qualità di regista e lei di compositrice. È stata una bella esperienza: mi affascina molto il lavoro che svolge. La parte sonora è essenziale all’interno della struttura narrativa: a partire dai suoni al di fuori del mondo di Ángela finché non entra in crisi e lo spettatore prende maggiore consapevolezza del suo modo di avvertire le cose circostanti.

Cosa apprezzi particolarmente del cinema italiano, da quello classico sino a quello attuale?
Posso dirti che il film italiano che ho più visto è Una Giornata Particolare diretto da Ettore Scola. Apprezzo altrettanto Antonioni e Rossellini.

 

L’intervista è stata realizzata in occasione della sua presenza all’apertura de La Nueva Ola –19° Festival del cinema spagnolo e latinoamericano (Roma 6–10 maggio 2026).

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