Perugia Social Film Festival 12° edizione (24 settembre-4 ottobre 2026): La nostra isola è il mondo intero di Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio (Concorso)

La nostra isola è il mondo intero. Voto ***. Partendo dal 17 luglio 1936, data del colpo di stato in Spagna e dell’inizio della guerra civile, questo documentario storico, realizzato dal collettivo cinematografico “TodoModo”, seguendo alcune biografie lungo le mobilitazioni a Barcellona contro i franchisti, arriva a mappare un viaggio con bagaglio più ampio: come la maturazione delle idee democratiche e della coscienza civile, arriva ad assumersi la responsabilità di scegliere una forma di vita rivoluzionaria con cui prendere parte alle lotte di resistenza contro tutti i fascismi.

La nostra isola è il mondo intero

 

La nostra isola è il mondo intero è un documentario storico-politico, realizzato da Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio,  che a partire dal colpo di stato in Spagna, ordito nel luglio 1936 da Franco e dall’esercito per far fuori il governo democratico, insediatosi poco prima, nel febbraio del 1936, intreccia i racconti e le storie di alcuni combattenti antifascisti europei.

Partendo da alcune biografie di rivoluzionarie e rivoluzionari, e mediate dalla ricerca e testimonianza di figli o nipoti che ne ripercorrono le genealogie, il film arriva a mappare un viaggio con bagaglio più ampio: come la maturazione delle idee democratiche e della coscienza civile arriva ad assumersi la responsabilità di scegliere una forma di vita rivoluzionaria con cui prendere parte alle lotte di resistenza contro tutti i fascismi. Che è anche la via più coerente (e vitale) per rompere con l’esercizio del potere e per condurre delle vite non fasciste.

Ecco allora che il documentario, in modo rigoroso e insieme originale, scegliendo molto bene pagine di diari, memorie personali e documenti storici, nonché estratti da filmati di archivi importanti (Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e AAMOD, in particolare), ci mostra come la Barcellona internazionalista della Guerra Civile Spagnola arriva fino al confino politico di Ventotene, crocevia significativo per la Resistenza e fondativo per l’idea di Europa a venire, e infine come entrambe queste forme di resistenza si connettano alle Quattro Giornate di Napoli, la prima città europea a liberarsi da sola dal nazifascismo, in quanto gli antifascisti e i confinati politici, transitati o liberati dal confino dell’isola, parteciparono attivamente alla Resistenza e alla rivolta napoletana.

“La nostra isola è il mondo intero è un po’ un bagaglio”, così i registi nelle note di presentazione del lavoro, “un po’ perché è un documentario di parola che si prende i suoi tempi, un po’ perché effettivamente il film inizia parlando di una valigia (..) un bagaglio di memorie, di storie, di ideali, di musiche e di sentimenti”. Percorsi di vita di chi non si uniforma al pensiero dominante, in questo modo non rendendosi complice, come ascoltiamo all’inizio del film, di quel sistema politico, istituzionale e comportamentale che si pone come prerogativa l’affermazione di un solo mondo -incluso l’adagio “non c’è alternativa”, o ancora, più di recente, “Competere o sparire. Per un nuovo passaggio europeo”, ultimo ineffabile libro di Mario Draghi. Pensiero unico da cui discende, appunto, “la vita fascista”: “perché la borghesia cercherà di rovinare il mondo nella fase finale della storia”, così ascoltiamo dalla voce fuori campo nell’incipit, mentre insieme vediamo scorrere le fotografie di guerra di Robert Capa e Gerda Taro, esposte in una bellissima mostra, nel 2024, al Camera di Torino.

La nostra isola è il mondo intero

Ma diversamente dal catastrofismo attuale, cieco nel non voler vedere la scelta politica di ipersfruttamento delle risorse che ne è alla base, e dall’impotenza colpevole davanti ad atti umani genocidari, entrambe accelerazioni di una distruttività sempre più ampia in atto, un documentario come questo diventa un rivoluzionario e indilazionabile anacronismo. Così che la valigia di Alberto, il periplo di Miroslav detto Federico, l’emancipazione di Anello, l’Università di Vina, l’intransigenza di Umberto, in un mondo che brucia e vorrebbe magari (ri)perdersi, come accade oggi, nel cupio dissolvi, diventano parte di una narrazione ancora, e di nuovo, affidabile. Un modo di fare Storia e di raccontare le storie non superato né obsoleto. Un modo, tutto all’opposto, entusiasmante perché, raccontando la rivoluzione e i mondi nuovi ad essa connessi, spinge chi guarda e ascolta a prendersi il tempo per vedere e riflettere, arrivando a mettere in discussione il presente per poter di nuovo immaginare un futuro.

Tenendo bene a mente (e nel cuore) le parole del famoso canto di protesta antifranchista in scena nel film: “quando canta il gallo nero vuol dire che finisce il giorno. Se cantasse il gallo rosso le cose andrebbero diversamente”. Spazi e tempi per altre possibilità, e per il darsi di  memorie e idee per le generazioni a venire, che riguardano tutte e tutti.

La nostra isola è il mondo intero si muove lungo le coordinate del miglior documentario politico, in cui tra la critica contro il potere e le ingiustizie e i bagagli, talvolta troppo pesanti, di una forma visiva piegata al servizio di una tesi, non mancano di emergere punti di luce, canti e frammenti sonori con cui tradurre il conflitto (da Gallo rojo, gallo negro a Ay, Carmela e Amarrado a la cadena, passando per il sax di Daniele Sepe), memorie di lotte in forma di immagini d’archivio tangibili e di interviste sgranate dal tempo, che oltre a un’argomentazione logica si fanno testimoni e sostanze reagenti per vite non fasciste.

“Come sbarazzare del fascismo il nostro discorso e i nostri atti, i nostri cuori e i nostri piaceri? Come rimuovere il fascismo che si è incrostato nel nostro comportamento?” (Michel Foucault).

Mercoledì 30 Settembre, Cinema Méliès, ore 21,30. Ospiti il regista, il produttore e il protagonista.
Venerdì 2 Ottobre, Cinema Méliès, ore 15:30 (replica).


La nostra isola è il mondo intero – Regia, sceneggiatura, fotografia e montaggio: Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio; suono e mix: Stefano Grosso, Marzia Cordò, Giancarlo Rutigliano; interpreti: Rosida Tibaldi, Italo Poma, Laia Gallego Vila, Carles Vallejo, Anthony Santilli, Bruno Tommasini, David Borle, Federica Lamedica, Claudia Innaro, Geppino Aragno, Rosario Germano; produzione: Streamthings srl; origine: Italia, 2026; durata: 116 minuti.

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