Las Leonas di Isabel Achával e Chiara Bondì

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3.5

Buongiorno, Vietnam recitava la voce di Robin Williams nel film del ’88. Buongiorno Roma e America Latina dice invece la speaker di Vox Mundi Web Radio prima di parlare del Las Leonas (passato nelle “Notti veneziane”), torneo internazionale femminile di Roma. Paraguay, Estrellita Juvenil, Peruanas en Roma, Club Colonmbia, Sudamerica, Corazon Latino sono le squadre in competizione per vincere l’ambito trofeo e come Nanni Moretti ci ha insegnato in Palombella Rossa, uno sport può essere metafora di tutt’altro, di una condizione umana e sociale (e politica), o di entrambe.

Elvira ha imparato a giocare a calcio tirando la palla ai cani della padrona perché dalla casa poteva uscire solo quando questi venivano liberati. Ora non corre più dietro ai cani ma ai lavori, percorre 300 km alla settimana in bicicletta per fare la domestica. La domenica, però, gioca per il Paraguay. Melisa invece non ha mai giocato a calcio. È arrivata da due anni in Italia, in Perù ha lasciato un bar chiuso per debiti e due figli alla madre. Adesso è badante del signor Enzo, 92 anni, e la domenica gioca per il Peruanas en Roma. Siham gioca a calcio da sempre, per lo sport non ha una passione bensì una dipendenza. Arrivata in Italia diciassette anni fa perché sapeva che nel suo paese il suo carattere le avrebbe dato problemi: «donna e maschio sono uguali», il Bel paese non è stato comunque la terra promessa: separata dal marito, e dopo anni di sacrificio, ora è riuscita a comprarsi casa insieme alla sorella. La domenica gioca nella squadra Paraguay.

In una settimana di lavoro, sei giorni di fatiche tra lavori da badante, domestiche o tate, il settimo è il giorno del riscatto. Il giorno che viene vissuto due volte, per quello che si è in settimana e quello che invece si è la domenica, quando la vita e i problemi conseguenti si restringono fino a entrare e stare nel solo rettangolo di gioco. Luogo di aggregazione e momento di libertà, divertimento e riscatto sociale. Eppure come al di fuori di esso si combatte, anche là dentro non si risparmia nulla. Il Las Leonas diventa così triplice: il nome del film, quello del torneo e pure quello delle protagoniste che sul campo da calcio e sull’asfalto della città dimostrano di essere fiere e forti, oltre le difficoltà personali e quelle di squadra. Una di loro, Ana, capitana dell’Estrellita Juvenil, dice:

“Sono loro che mi hanno insegnato ad accettare la vita, ad affrontarla così com’è, a non piangersi mai addosso”.

Isabel Achával e Chiara Bondì firmano una buona regia e un racconto coerente, bilanciato tra gravità e comicità, un tono leggero in salsa sudamericana. La speaker della radio lancia il documentario, si susseguono poi  racconti di un tempo passato travagliato, vite quotidiane e speranze per il futuro alternati con tackle goal e parate, l’entrata (azzeccata) del soundtrack al momento giusto per rilanciare la narrazione. Qua e là fa la sua comparsa anche il produttore, uno di eccezione, Nanni Moretti, che prima viene trascinato per gli scaffali alla ricerca di coppe e coppette («Questa, va bene? Ah, più grande?») e con quelle poi si dirige alla cassa («Certo, è una bella spesetta…»).

È un racconto di sogni naufragati. Chi voleva diventare giocatrice professionista (e le carte per divenirla le aveva) e chi invece voleva solo una vita migliore, sogni infranti nell’impatto con la realtà e poi racimolati per rincorrere un pallone. Davanti quello, nel suo rotolare, dietro la solitudine di una casa natia abbandonata e di una nostalgia che tira la maglietta e frena la corsa. Nel mezzo, la voglia di lasciare un segno:

Il contrasto tra la fatica del lavoro, la solitudine di vivere in un Paese straniero lontano dai propri familiari e l’adrenalina, la forza che emerge giocando a calcio, ci è sembrato da subito molto forte. Questo è stato il punto di partenza del nostro film. Ci interessava proprio valorizzare la forza che ognuna di queste donne tira fuori nella propria vita come accade anche, in un certo senso, correndo dietro la palla. Ecco che il campo di calcio si trasforma in una metafora delle loro esistenze.

E nel campo di calcio termina il racconto, con un mezzo omaggio al produttore e una mezzo sorriso, consapevole ma speranzoso, a ciò che sarà. Si balla, insomma, a ritmo sudamericano.

Arrivederci Roma e arrivederci America latina

In sala dal 15 settembre


Las Leonasregia: Isabel Achával, Chiara Bondì; fotografia: Sabrina Varani; montaggio: Desideria Rayner; aiuto regista: Loredana Conte; musica: Mario Tronco; suono in presa diretta: Giulia Bella; produzione: Sacher Film con Rai Cinema; origine: Italia, 2022; durata: 80’; distribuzione: Academy Two.

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