A proposito del suo nuovo Le cose non dette, Gabriele Muccino confessa: «L’ho scritto in venticinque giorni», avendo avuto subito chiare in testa le dinamiche psicologiche e le temperature emotive. Vedendo il film purtroppo si sente. Anche se alla base della vicenda c’è un romanzo americano di Delia Ephron, sorella della più famosa Nora, intitolato Siracusa (Fazi, 2018). Nella trasposizione cinematografica la città siciliana diventa Tangeri, per renderla più esotica agli occhi dei personaggi ora italiani: due coppie non più tanto bene assortite, una figlia malmostosa e una giovane studentessa molto sensuale che reclama una scelta sentimentale immediata da uno degli uomini.
Il 58enne Muccino, dopo il giovanilistico Fine alla fine, torna al suo mondo generazionale di riferimento: fatto oggi di quarantenni infelici, irrisolti, certo benestanti, sempre urlanti, emotivamente scorticati, incapaci di dare un senso alla propria esistenza, in bilico tra affermazione professionale e svogliatezze erotiche.
Carlo ed Elisa sono sposati da anni, non sono riusciti ad avere figli: lui insegna filosofia alla Sapienza e non riesce a scrivere il secondo libro, lei è una giornalista freelance che ha perso il tocco magico esercitato sulle pagine di “Vanity Fair”. Poi ci sono Paolo e Anna, meno colti e sofisticati: lui gestisce un ristorante di successo con il quale ha coronato un sogno, lei è la moglie isterica e aggressiva che esercita un controllo oppressivo sulla figlia adolescente Vittoria. Infine, c’è Blu, venuta da «Culonia», insomma dalla provincia laziale: da otto mesi va a letto con il suo prof, forse è addirittura incinta, e comunque non vuole più fare l’amante clandestina. Il tutto precipita, come avrete capito, quando i destini del sestetto s’intrecciano a Tangeri, in Marocco, dove le due coppie sono appena sbarcate per una vacanza.
«Tutti hanno un segreto» recita lo strillo promozionale di Le cose non dette, nelle sale con 01 Distribution. In effetti nella concitazione degli eventi, mentre Muccino conferisce un complesso andamento temporale alla sua narrazione partendo da un oggi che suona quasi come una seduta psicoanalitica o forse un interrogatorio di polizia, il film molto mischia le carte, in modo da rendere sempre più tese e asfissianti le situazioni, lasciando che i personaggi vadano alla deriva, ormai incapaci di godersi la vacanza africana, come invischiati nelle cose non dette evocate dal titolo.
Echeggiano battute del tipo «Le idee sono come le storie d’amore, arrivano quando meno te l’aspetti», oppure «Non voglio vivere una vita senza colpi di scena», o ancora «I pazzi sono quelli che vedono ciò che gli altri non vedono»; Heidegger e Kierkegaard sono naturalmente molto citati; tutti invitano alla calma pur continuando a berciare per strada o nelle stanze d’albergo (un classico mucciniano); e naturalmente l’amicizia solidale e complice tra le due coppie, sia pure messa a dura prova dai fatti marocchini, sembra un collante capace di resistere a tutto, anche alla tragedia…

Purtroppo, una notevole artificiosità sceneggiatoria aleggia su tutto il film, assai movimentato e “nervoso” sul piano delle riprese, certo cucito addosso ai visi e ai corpi degli attori principali, che sono Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini, Margherita Pantaleo e Beatrice Savignani, rispettivamente nei ruoli di Carlo, Elisa, Paolo, Anna, Vittoria e Blu. Al solito c’è tanta musica, da Mahmood a Donizetti passando per Avec le temps di Léo Ferré, in un tambureggiante crescendo sonoro teso a orchestrare la suspense, secondo i canoni del melodramma a sfondo sentimentale, con una punta di fervorino sociale.
Non sfuggirà ai cinefili, credo, che il nome della società di Muccino, ovvero “Asa Nisi Masa”, una frase misteriosa relativa all’infanzia del protagonista Guido Anselmi, è un omaggio al Fellini di 8 ½.
Dopo Amata e questo Le cose non dette, la quarantenne Miriam Leone non potrà più dire, come ha scherzato in un episodio di Call My Agent! – Italia, che le offrono soltanto parti da madre.
In sala dal 29 gennaio 2026.
Le cose non dette – Regia: Gabriele Muccino; sceneggiatura Gabriele Muccino, Delia Ephron; fotografia: Fabio Zamarion; montaggio: Claudio Di Mauro; musica: Paolo Buonvino; scenografia: Massimiliano Sturiale; interpreti: Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Beatrice Savignani, Margherita Pantaleo; produzione: Raffaella Leone, Andrea Leone per Lotus Production – Leone Film Group, Rai Cinema in associazione con ASA NISI MASA; origine: Italia, 2026; durata: 114 minuti; distribuzione: 01 Distribution.
