Notizie dal mondo

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Nell’America nomade del 1870, in un Sud ancora reduce da uno dei conflitti più sanguinosi della storia occidentale, la guerra di secessione, l’ex capitano sudista Jefferson Kyle Kidd, un Tom Hanks molto barbuto, s’aggira di città in città raccontando storie. Ma non si tratta di vere favole o leggende, in ogni caso poco commestibili ad una popolazione esausta e ormai disillusa, bensì della loro versione tipografica: il colonnello Kidd legge i giornali. Nella solitaria immensità di cui questo universo si circonda, la cronaca è ciò che più si avvicina al cinema: soldati, contadini, minatori, contrabbandieri, briganti ascoltano incuriositi le uniche parole che il tempo ha da offrire. L’effetto è quasi quello sortito da una Lanterna Magica, i caratteri stampati nero su bianco si animano e riacquistano il volto, la voce, la fisionomia dei fatti a cui sono stati strappati.

Notizie dal mondo , in originale News of the World , disponibile su Netflix a partire dal 10 febbraio, si articola come una carrellata di istantanee provenienti dai quattro angoli del Vecchio West. Il regista e sceneggiatore britannico Paul Greengrass (forse ancora segnato, nell’immaginario collettivo, dalla saga d’azione rigorosamente firmata Jason Bourne ) ci trasporta fra le tempeste – non solo metaforiche – di un’era giunta al proprio canto del cigno: una melodia che esordisce sul palcoscenico nei panni di una ragazzina dai capelli biondissimi e dallo sguardo assente (Helena Zengel), incontrata per caso dal protagonista durante uno dei suoi viaggi di lavoro.

A svelare il mistero della sua identità è, ancora una volta, la carta – a voler essere precisi, alcuni documenti dell’agenzia indiana su cui spicca un nome straniero tanto quanto i vestiti e l’idioma esibiti dalla giovane orfana: Johanna Lionberger, nata tedesca, è stata trovata poche settimane prima in un accampamento di nativi nella contea Montague. La famiglia d’origine è morta, quella adottiva probabilmente morta anch’essa. Johanna è figlia di tutti e di nessuno. Johanna è lo spirito intraprendente e audace dei primi coloni, è l’arcaica fierezza delle tribù esiliate dalle proprie terre. Toccherà a Kidd riportarla fra le braccia dei parenti più prossimi, fingendo che nelle polverose praterie di Hill Country ci sia qualcuno pronto ad accogliere la misteriosa creatura. A bordo di un carro sbilenco, la strana coppia attraverserà le steppe americane scontrandosi con i demoni che ancora le popolano, inscenando i fatti all’ombra dei saloon, restituendo l’anima ad una quotidianità altrimenti destinata a disperdersi nel nulla. La cinepresa si limita a seguire il flusso sconclusionato delle notizie che circolano di mondo in mondo, alternando cartoline mozzafiato a quadri di genere oscuri e claustrofobici. Le avventure si accatastano l’una sull’altra, l’imprevisto origlia dietro l’angolo, gli aneddoti paiono accumularsi sul pulviscolo della strada maestra. Trafficanti di bambini, sfruttatori, burocrati, zotici dall’animo fanciullesco, schiere di pellerossa decaduti, donne riarse dal vento del sud: all’appello non manca nessuno – nemmeno un terribile Zio Sam pronto a battere la pignatta della recente carneficina, riducendo un intero villaggio in schiavitù e ponendosi a capo di un microcosmo dai tratti semi-distopici in cui gli abitanti vengono educati a sbranarsi a vicenda. Interessante notare come Kidd e Johanna non intendano affatto riportare l’ordine, ma si limitino semplicemente a narrare ciò che accade, seguendo un percorso la cui linearità sembra involversi su sé stessa.

L’ariosa indomabilità del mito americano e dei suoi segreti fa ancora una volta centro anche se a fatica – così seguiamo, talvolta in modo monocorde, gli scontri fra il colonnello e un gruppo di assassini, la fuga verso la terra di nessuno, l’evolversi del rapporto fra un padre e una figlia mancati. Tanto è piacevole stare al gioco, quanto più puerili ci si sente – solo allora capiamo cosa provassero gli abitanti del vecchio West di fronte ai giornali del nostro cantastorie. Eppure, il contatto con la realtà non viene mai del tutto spezzato. Il regista spreme tutti i tubetti della sua tavolozza, ma non basta: ad emergere è uno scenario meravigliosamente squallido, fatto di uomini-belva ridotti al cannibalismo. La storia e la natura presentano il proprio conto agli uomini che si illudono di poterne controllare il corso, così la guerra civile lascia dietro di sé una scia mortifera difficile da nascondere. Le tracce di quella che fu la notizia principale degli ultimi anni non si lasciano coprire e, anzi, segneranno per decenni il già tormentato cammino della Nazione verso la modernità. Ma questa è un’altra leggenda ancora – probabilmente inscritta su altri libri e raccontata in un altro spaziotempo da un altro Kidd e un’altra Johanna.


 

Cast&Credits

Notizie dal mondo – Regia: Paul Greengrass; sceneggiatura: Paul Greengrass, Luke Davies; fotografia: Dariusz Wolski; montaggio: William Goldenberg; interpreti: Tom Hanks (capitano Jefferson Kyle Kidd); Helena Zengel (Johanna Leonberger); Michael Covino (Almay), Fred Hechinger (John Calley), Neil Sandilands (Wilhelm Leonberger), Thomas Francis Murphy (Merritt Farley), Mare Winningham (Jane), Elizabeth Marvel (Ella Gannett), Chukwudi Iwuji (Charles Edgefield), Ray McKinnon (Christopher John “C.J.” Kidd), Bill Camp (Willie Branholme); produzione: Perfect World Pictures, Playtone, Pretty Pictures, Universal Pictures; origine: USA 2020; durata: 118’

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