Omen – L’origine del presagio racconta i fatti antecedenti al celebre capostipite della serie The Omen (Il presagio) del 1976 di Richard Donner. Un superclassico dell’horror dalla agghiacciante scena finale in cui il bambino protagonista rivela la sua natura di anticristo sorridendo malignamente agli spettatori, blasfema ripresa dello smarrimento innocente di Antoine Doinel ne I quattrocento colpi (1959) di François Truffaut. Blasfema ma efficace in un film del terrore satanico che per definizione deve giocare sull’ambiguità, sulla malizia e sul divertimento sadico.
Ora, nel nuovo film della saga, una giovane donna americana di nome Margaret Daino (Nell Tiger Free) vuole dedicare la sua vita all’opera religiosa e farsi suora. Prima di prendere i voti viene inviata come novizia a Roma per lavorare in uno dei tanti orfanotrofi cattolici della città, un apprendistato e un volontariato per prepararsi a prendere il velo e diventare una suora. Ma la donna scopre per caso qualcosa di terribile, una realtà devastante. Una delle ragazzine sembra essere afflitta da un’angosciante solitudine e da una misteriosa timidezza, Margaret capisce che la fanciulla necessita di attenzioni specialistiche ma non immagina cosa si celi dietro il malessere della ragazza, segreti che la costringono in un incubo senza fine. In cui è vittima di un gruppo di suore, preti e vescovi, intenzionati a far nascere l’anticristo perché semini il terrore nell’umanità riconducendola alla Chiesa e a Dio, contro la ormai diffusa secolarizzazione, cioè appunto l’abbandono della Chiesa e dei suoi insegnamenti. Incredibile, religiosi satanisti in missione per conto di Dio.
Solo per questo motivo, vale la pena vedere il debutto di Arkasha Stevenson, che, tra L’esorcista e Il presagio, di cui è il prequel, e Rosemary’s Baby, trova la sua strada rendendo credibile un’idea talmente folle da sospettarne la possibilità reale. Abbiamo sempre pensato che il diavolo non condividesse il destino dei bambini poveri e che seducesse invece tra le ricche stanze del Vaticano, ma essere satanisti per fare la volontà di Dio va in effetti oltre la nostra immaginazione e, è necessario dirlo, a volte risulta demenziale, almeno nelle figure seriose e determinate delle suore agghindate come in un coro greco. Ma il divertimento, cioè l’angoscia e lo stupore, se non proprio la paura, accompagna la visione del film, esaltato da un bellissimo, sempre delicato, equilibrio tra scene, battute e musica.

È anche importante la denuncia del controllo e dell’abuso nei confronti delle donne da parte del potere, qualunque esso sia e qualunque siano i suoi scopi: del resto voler far nascere l’anticristo non è poi così distante dal violentare e dallo schiavizzare le donne, la cui emancipazione è stata nel corso dei secoli ostacolata sempre dal potere degli uomini, ecclesiastico e laico. Certo, se il mondo fosse quello dei Blues brothers, saremmo davvero in missione per conto di Dio a suon di buona musica, e le suore, buone o demoniache, si chiamerebbero pinguine, portando già nel loro nome il tentativo di non prendersi troppo sul serio. Perché ciò che è volutamente demenziale è sublime, ciò che lo è involontariamente è drammatico e ridicolo.
Omen – L’origine del presagio, quasi sempre, non rientra in nessuna di queste due possibilità, grazie alla regia di Arkasha Stevenson, che riesce a intrattenere per due ore precise, garantendo sempre il desiderio di scoprire i misteri narrati, qualunque sia la loro essenza. Se una cosa è pensabile, allora è possibile. Così, con alcune gustose scene madri, ad esempio, il film, suggerendo artigli diabolici, non svela mai il demonio ma lo fa immaginare. E non è mai una innocua sensazione.
In sala dal 4 aprile
Omen – L’origine del presagio (The First Omen) – Regia: Arkasha Stevenson; sceneggiatura: Arkasha Stevenson, Tim Smith, Keith Thomas; fotografia: Aaron Morton; montaggio: Amy E. Duddleston, Bob Murawski; scenografia: Maria Luigia Battani; ; effetti speciali: Luigi Zanna; interpreti: Nell Tiger Free, Bill Nighy, Ralph Ineson, Sonia Braga, Andrea Arcangeli; produzione: Kiwii, Phantom Four Films;; origine: Usa/Italia, 2024; durata: 120 minuti; distribuzione: The Walt Disney Company Italia.
